{"id":17938,"date":"2015-12-12T18:11:41","date_gmt":"2015-12-12T17:11:41","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=17938"},"modified":"2015-12-13T01:49:49","modified_gmt":"2015-12-13T00:49:49","slug":"libri-dautore-ciclismo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2015\/12\/12\/libri-dautore-ciclismo\/","title":{"rendered":"Il ciclismo? E&#8217; letteratura"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2015\/12\/5273-3.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-17946\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2015\/12\/5273-3.jpg\" alt=\"5273-3\" width=\"224\" height=\"313\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2015\/12\/5273-3.jpg 224w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2015\/12\/5273-3-215x300.jpg 215w\" sizes=\"(max-width: 224px) 100vw, 224px\" \/><\/a>Ci sono storie e imprese che pi\u00f9 di altre si prestano al racconto. E vale anche per lo sport. Da sempre il ciclismo \u00e8 &#8220;terra&#8221; di scrittori.\u00a0 Cominci\u00f2 nel\u00a0 1949 <strong>Dino Buzzati\u00a0<\/strong> che\u00a0con le sue cronache al seguito del Giro firm\u00f2 un capolavoro senza tempo. Non raccont\u00f2 solo una corsa. Raccont\u00f2 la festa di popolo di una nazione appena uscita dalla guerra\u00a0 e un momento di orgoglio nazionale. Venticinque cronache in cui s&#8217;incaston\u00f2 come una perla la sfida tra<strong> Bartali<\/strong> e <strong>Coppi,<\/strong> due anime d&#8217;Italia, due pezzi di un Paese diviso, forse anche due filosofie di vita. Ma Tour de France, Giri d&#8217;Italia, Parigi-Roubaix sono gi\u00e0 da sole il romanzo della vita in cui si mescolano impresa, passione, fatica, gioia e sofferenza. E quando il tema \u00e8 il ciclismo, il suo racconto assume immediatamente la forma del mito. I ciclismo \u00e8 l&#8217;humus perfetto per i temi e i tempi della narrazione. C&#8217;\u00e8 il\u00a0gruppo,\u00a0la massa dei ciclisti, compatta e irresistibile come una forza di natura che avanza in un eccitante dinamismo. C&#8217;\u00e8 l&#8217;eroe solitario, il campione cui spetta di compiere l&#8217;impresa sovrumana. Ci sono i passisti, i velocisti\u00a0 che esaltano un mito caro all&#8217;uomo da sempre come la ricerca della velocit\u00e0. Ma ci sono soprattutto gli scalatori, figure a met\u00e0 tra gli uomini e gli eroi capaci di imprese ai limiti delle possibilit\u00e0 umane pagate per\u00f2 non con la lievit\u00e0 degli dei ma con sonante fatica terrena. E poi ci sono i gregari, fedeli ai loro capitani \u00a0che li accompagnano fin dove possono, fin dove le forze li sostengono in una sorta di sacrificio\u00a0antico spesso incomprensibile\u00a0in tempi dove impera l&#8217;egoismo e dove la fedelt\u00e0 non \u00e8 pi\u00f9 un valore.\u00a0Intorno c&#8217;\u00e8 tutto il paesaggio che solo il ciclismo sa regalare, magico e vivente, non la scatola chiusa di uno stadio. Ci sono le salite, le montagne, ci sono spesso la pioggia e la neve a rendere tutto pi\u00f9 epico e drammatico. E del paesaggio lo scrittore ferma sempre la natura e l&#8217;anima, la geografia fisica ma anche la storia, il costume, la cultura; tanto che alcune localit\u00e0, destinate a restare anonime, diventano immortali grazie allo scorrere del serpentone, come certi passi sconosciuti di montagna teatro di scalate infernali.\u00a0 Ma il ciclismo si raccnta con le imprese dei suoi eroi ma anche (tantissimo) con ci\u00f2 che gli sta attorno. C&#8217;\u00e8 la &#8216;carovana&#8217;\u00a0 da raccontare. Ed \u00e8 vita, sono storie, sono umori, sono facce, mani segnate dal lavoro, gente semplice e sincera, sono vino e salamelle.\u00a0 Cos\u00ec, per questa appartenenza al campo del mito ben oltre la povera realt\u00e0 ordinaria, le migliori cronache del ciclismo sono opera di scrittori. Ed \u00e8 questo il criterio che guida\u00a0 <strong>&#8220;Hai voluto la bicicletta&#8230;il piacere della fatica&#8221;<\/strong> un&#8217; antologia edita da <strong>Sellerio\u00a0\u00a0<\/strong>che raccoglie racconti ciclistici di giornalisti che sono in realt\u00e0 grandi narratori. Storie di corse in bicicletta, di sprint e volate, di fuoriclasse e comprimari. Da <strong>Vasco Pratolini<\/strong> a <strong>Piero Chiara<\/strong>, da <strong>Curzio Malaparte<\/strong> a <strong>Gianni Brera<\/strong>, da<strong> Gianni Mura\u00a0<\/strong> a <strong>Orio Vergani<\/strong>,\u00a0\u00a0<strong>Rino Negri, Alfredo Oriani,\u00a0 Mario Soldati, Giovanni Testori, Manlio Cancogni, Marco Pastonesi<\/strong>. Tutto in un colpo di pedale, in una fuga, nella smorfia di un campione che si stacca, nella gioia di chi \u00e8 ancora felice per essere arrivato primo e ringrazia con la faccia sporca di fango. Sembrano cronache sportive. In realt\u00e0 \u00e8 letteratura&#8230;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Ci sono storie e imprese che pi\u00f9 di altre si prestano al racconto. E vale anche per lo sport. Da sempre il ciclismo \u00e8 &#8220;terra&#8221; di scrittori.\u00a0 Cominci\u00f2 nel\u00a0 1949 Dino Buzzati\u00a0 che\u00a0con le sue cronache al seguito del Giro firm\u00f2 un capolavoro senza tempo. 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