{"id":17940,"date":"2015-12-11T19:30:05","date_gmt":"2015-12-11T18:30:05","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=17940"},"modified":"2015-12-11T19:30:05","modified_gmt":"2015-12-11T18:30:05","slug":"il-club-delle-bici","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2015\/12\/11\/il-club-delle-bici\/","title":{"rendered":"Il Club delle bici"},"content":{"rendered":"<p>Per scelta o per necessit\u00e0 ma chi si muove in auto nelle grandi citt\u00e0 prima o poi finisce in coda. Non \u00e8 un calcolo di probabilit\u00e0 ma una scienza esatta e negli ultimi anni capita sempre pi\u00f9 spesso. E&#8217; quello l&#8217;istante preciso in cui un pensierino alla bicicletta lo fanno in tanti. Le bici sfilano, \u00a0s&#8217;intrufolano, \u00a0superano blocchi che sembrano muraglie di lamiere, passano sulle ciclabili anche quando sono invase da auto posteggiate. Le bici sono difficili da fermare. E un po&#8217; d&#8217;invidia la fanno quando le colonne sono immobili. Quando non si va. Quando si ha fretta. Quando si cerca inutilmente una via d&#8217;uscita. Quindi chi resta intruppato e intrappolato un pensierino alla bici lo fa. Per\u00f2 dura poco perch\u00e8 poi le auto riprendono a a muoversi e quel pensiero vola via. Andrebbe promosso, incentivato. \u00a0Ma non solo con le chiacchiere che ancora troppo spesso chi ammnistra fa sulla \u00a0mobilit\u00e0 alternativa. Andrebbe suggerito con iniziative concrete e l&#8217;ultima in ordine di tempo firmata dalla Fiab, la Federazione amici della bicicletta va in questa direzione. Nasce il <strong>Ciab,<\/strong>\u00a0\u00a0il Club Imprese Amiche della Bicicletta per promuovere l\u2019uso della bici nelle aziende pubbliche e private che vogliono diventare concretamente \u00abBike-friendly\u00bb. Al lavoro in bicicletta e assicurati, ma non solo. \u00a0Le aziende che si associano a\u00a0Ciab infatti offrono ai dipendenti l\u2019assicurazione annuale RC bici (responsabilit\u00e0 civile verso terzi) a copertura di qualunque spostamento, 24 ore su 24 e in tutta Europa ma sul sito www.\u00a0ciab.it possono anche condividere azioni e iniziative a favore della ciclabilit\u00e0 e della mobilit\u00e0 sostenibile. Infine beneficiano di una formazione sui temi della ciclabilit\u00e0, consigli per rendere il luogo di lavoro adeguato (ricovero bici e spogliatoi), efficaci politiche di incentivazione e meccanismi premianti per i ciclo-collaboratori. Al\u00a0Ciab, costituito lo scorso settembre, aderiscono ad oggi 10 imprese su tutto il territorio: cooperative, aziende del settore bici e turismo, societ\u00e0 di costruzioni e hi-tech. Il costo \u00e8 di 50 euro annui, pi\u00f9 3 euro per ogni dipendente-socio. \u00abSiamo felici dell\u2019interesse che aziende e realt\u00e0 economiche di diversi settori stanno dimostrando\u00bb ribadisce Michele Mutterle, ideatore e responsabile del Ciab, un Club che \u00abrappresenta una soluzione che va a inserirsi armonicamente nelle scelte e nelle politiche di social corporate responsibility gi\u00e0 fatte da molte aziende italiane, ed \u00e8 uno strumento concreto per incentivare l\u2019uso della bicicletta, nel rispetto dell\u2019ambiente e della salute delle persone\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Per scelta o per necessit\u00e0 ma chi si muove in auto nelle grandi citt\u00e0 prima o poi finisce in coda. Non \u00e8 un calcolo di probabilit\u00e0 ma una scienza esatta e negli ultimi anni capita sempre pi\u00f9 spesso. E&#8217; quello l&#8217;istante preciso in cui un pensierino alla bicicletta lo fanno in tanti. 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