{"id":18029,"date":"2015-12-23T11:43:59","date_gmt":"2015-12-23T10:43:59","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=18029"},"modified":"2015-12-23T14:03:10","modified_gmt":"2015-12-23T13:03:10","slug":"fontana-il-riscatto-argentino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2015\/12\/23\/fontana-il-riscatto-argentino\/","title":{"rendered":"Fontana, il riscatto argentino"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2015\/12\/38172b6a-4b2f-48cc-9edd-0cd7590c1efb.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-18030\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2015\/12\/38172b6a-4b2f-48cc-9edd-0cd7590c1efb-300x203.jpg\" alt=\"38172b6a-4b2f-48cc-9edd-0cd7590c1efb\" width=\"300\" height=\"203\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2015\/12\/38172b6a-4b2f-48cc-9edd-0cd7590c1efb-300x203.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2015\/12\/38172b6a-4b2f-48cc-9edd-0cd7590c1efb.jpg 808w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Ci sono regali che a Natale non si impacchettano. Senza fiocchi. Doni che spesso \u00e8 bello ricevere ma anche anche fare o farsi. Ogni tanto bisogna farselo un regalo. Soprattutto dopo un periodo scuro, dopo un lungo infortunio, dopo pi\u00f9 di un anno di stop forzato che autorizza pi\u00f9 dubbi che certezze. <strong>Daniel Fontana, <\/strong>il capitano della <strong>Dds di Settimo Milanese,\u00a0<\/strong>\u00a0a 39 anni, dopo due olimpiadi, dopo un argento mondiale, \u00a0dopo un ironman vinto, dopo tante medaglie\u00a0e qualche delusione \u00a0pochi giorni fa \u00e8 tornato a correre e a vincere a<strong> La Adela<\/strong> in Argentina. Una gara breve e \u00a0e organizzata dalla Fundacion Integracion Y Deporte con 200 atleti al via. Una gara alla\u00a0buona,\u00a0come si organizzano le gare di triathlon nel Sud del Mondo, senza lustrini e grandi sponsor. Ma serviva proprio una sfida cos\u00ec per ricominciare. Serviva ricominciare dalla sua terra per riavvolgere un nastro che \u00e8 un pezzo di storia del triathlon azzurro, per mettersi alle spalle e una pietra sopra ad un periodo di sfortune, \u00a0a una lunga teoria di intoppi, a due interventi chirurgici a un tendine che ora sembra tornato a fare ci\u00f2 che deve fare. \u00a0A volte la&#8221;sfiga&#8221; bisogna avere il coraggio di guardarla in faccia, di prenderla di petto. Solo cos\u00ec si trovano le forze per passare un guado da dove non tutti riescono a venir fuori. Fontana in questo 2015 non ha mai corso ma non ha smesso un attimo di pensare che era quello era solo un momento, che\u00a0sarebbe passato e che sarebbe tornato. Ed ora \u00a0\u00e8 tornato a correre sulle strade dove aveva cominciato tanti anni fa e l\u00ec tra, pochi giorni, riprender\u00e0 a far sul serio. Da\u00a0Pucon che in molti non sanno neppure dov\u2019\u00e8. \u00a0America Latina, Cile, una lunga lingua di terra percorsa tra mille peripezie dalla <strong>Carretera Austral,<\/strong> la spina dorsale del Sudamerica, la strada che il \u00a0generale\u00a0<strong>Pinochet<\/strong> costruiva e i cileni distruggevano che\u00a0arriva fin laggi\u00f9 dalle sue parti in quella <strong>Patagonia<\/strong> che \u00e8 davvero il <strong>Sud del Mondo<\/strong>. Un mezzo Ironman che non vincer\u00e0, ma non \u00e8 questo il punto. Un mezzo Ironman che \u00e8 un segno, che \u00e8 la rabbia di chi ha ancora qualcosa da dimostrare. Che \u00e8 il nuovo capitolo di una romanzo che non \u00e8 ancora finito&#8230;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<blockquote><p><strong>Di nuovo una gara, di nuovo una vittoria e nella sua terra&#8230;Che sapore ha?<br \/>\n<\/strong>&#8220;Ci voleva&#8230; Sono arrivato una settimana fa per la vacanze di Natale. Avevo in mente di correre una gara di importanza minore sulla distanza olimpica \u00a0e cos\u00ec sono andato a La Adela, un posto sperduto in mezzo alla Patagonia Argentina. Mi sembrava il posto ideale per ricominciare&#8230;<br \/>\n<strong>Tutto facile?<\/strong><br \/>\nNon proprio. La frazione di nuoto era nel &#8220;Rio Colorado&#8221; con tanta corrente, bisognava prendere il centro del fiume e poi tagliare giusto calcolando\u00a0distanza e velocit\u00e0\u00a0per non andare oltre. Nel tratto in bici il problema era il vento con raffiche fortissime che soprattutto nella discesa con le ruote a profilo alto rischiavano di farti cadere. E nella corsa ho sofferto il caldo e una salita da ripetere tre volte.<br \/>\n<strong>In Argentina ha cominciato e dall&#8217;Argentina si riparte, che differenza c&#8217;\u00e8?<\/strong><br \/>\nLa differenza \u00e8 che qui le organizzazioni \u00a0sono molto amatoriali, non c&#8217;\u00e8 fiscalizzazione, non c&#8217;erano giudici, non ho visto \u00a0neanche un ristoro e c&#8217;erano 35 gradi, un paio di ambulanze e via. La partenza \u00e8 stata data in ritardo di un&#8217; ora, la gente arrivava e si iscriveva ma nessuno si \u00e8 lamentato. Ma\u00a0alla fine io sono nato qua, e cresciuto facendo queste gare.<br \/>\n<strong>Si ricomincia dall&#8217;Argentina per scaramanzia?<\/strong><br \/>\nNo. Solo per una questione di tempistica, sono appena passati 4 mesi dall&#8217;\u00a0operazione al tendine, avevo bisogno di sentire l&#8217;adrenalina dell&#8217; agonismo, il confronto con gli altri e con me stesso e, anche quando non si tratta di gare di prim&#8217;ordine, questa sensazione ce l&#8217;hai solo in corsa. Tutto \u00e8 diverso. Sono andato forte, sono partito veloce e deciso, ho spinto fino a dove il dolore alle gambe e il fiato mi facevano stare molto male, ma ero consapevole che quello era il mio posto, quello che sognavo ogni giorno della convalescenza.<br \/>\n<strong>Cosa sar\u00e0 il 2016 di Daniel Fontana?<br \/>\n<\/strong>Sar\u00e0 il mezzo ironman di \u00a0Pucon, un 70.3 in Cile ai\u00a0primi di gennaio.\u00a0Arriver\u00f2 fuori forma e prender\u00f2 mazzate, ma voglio dar un segnale al mio corpo e alla mia testa. Sar\u00e0 un anno di fatiche enormi, ma prima o poi arriver\u00e0 la possibilit\u00e0 di fare bene e non me la lascer\u00f2 scappare&#8230;<br \/>\n<strong>Un anno e pi\u00f9 di stop per un infortunio al tendine, qual \u00e8 stato il momento pi\u00f9 duro?<\/strong><br \/>\nQuando mia hanno detto che dovevo fermarmi 12 settimane. Non mi era mai successo. Avevo un buco nel tendine\u00a0ma ne avevo un altro pi\u00f9 grande nell&#8217;anima.<br \/>\n<strong>Hai mai pensato di smettere?<\/strong><br \/>\nNo mai, So che \u00e8 una possibilit\u00e0 alla mia et\u00e0. Ma ho sempre pensato che non fosse ancora arrivato il momento.<br \/>\n<strong>C&#8217;\u00e8 qualcuno che devi ringraziare, che ti ha aiutato nei momenti pi\u00f9 difficili quando tutto sembrava perso?<\/strong><br \/>\nCi sono state molte persone che ho sentito vicine, Ma devo ringraziare Micol, la mia compagna, che mi ha sostenuto e mi ha aiutato tantissimo in questo periodo. Per un atleta professionista ci sono momenti bui e pesanti e avere qualcuno a fianco che li capisca \u00e8 fondamentale. Anche lei tra l&#8217;altro anni fa \u00e8 stata operata a un tendine.<br \/>\n<strong>In un lungo periodo di stop, quando non ci sono gare all&#8217;orizzonte, dove si trovano le motivazioni per allenarsi?<\/strong><br \/>\nNel gruppo, la forza del gruppo \u00e8 fondamentale. I giovani, l&#8217;entusiasmo dei ragazzini, il piacere di fare le cose che piacciono e la consapevolezza di star facendo le cose giuste. In questo senso\u00a0il team Dds per me \u00e8 stato fondamentale. Tra amatori, elite e giovani \u00e8 davvero una grande famiglia.<br \/>\n<strong>Con le tue vittorie e con due olimpiadi alle spalle sei ancora un punto di riferimento del triathlon azzurro. Per\u00f2 c&#8217;\u00e8 una schiera di giovani e non solo pronta a dar battaglia. Come lo vedi il triathlon azzurro e come vedi gli azzurri a Rio?<\/strong><br \/>\nSono sicuro che possono fare moto bene. Alessandro Fabian \u00e8 gi\u00e0 arrivato 10mo a Londra e Rio \u00e8 pi\u00f9 adatto alle sue caratteristiche. Poi ci sono Alice \u200bBetto che ha il tempo di riprendersi e Annamaria \u200bMazzetti che deve solo trovare la giornata giusta per stare davanti. Ho gareggiato tanto\u00a0a Rio, \u00e8 una citt\u00e0 \u00e8 una gara meravigliosa, vorrei poter essere l\u00ec a fare il tifo per loro.<br \/>\n<strong>Se Daniel Fontana gareggiase alle olimpiadi di Rio di chi avrebbe timore?<br \/>\n<\/strong>Alle olimpiadi ci sono sempre delle sorprese e anche quando non si parte tra i favoriti bisogna crederci e fino in fondo per provare a fare il colpo.<br \/>\n<strong>Quando torner\u00e0 a gareggiare in Italia?<br \/>\n<\/strong>La mia stagione dopo Pucon riparte dall&#8217;Italia. Sar\u00f2 al via sicuramente \u00a0nelle prime \u200bgare di Eco Race, la societ\u00e0 con cui collaboro \u00a0da tre anni e nella quale credo.<br \/>\n<strong>A Natale quindi allenamenti e dieta. Si ricomincia a fare sul serio?<\/strong><br \/>\nA Natale sar\u00f2 in un posto sperduto in mezzo alle Ande con i miei familiari pi\u00f9 stretti \u00a0quuindi ne approfitto per fare un po&#8217; di &#8220;raccoglimento spirituale&#8221;&#8230;.Allenamenti e dieta? Non credo ci sar\u00e0 in tavola &#8220;el asado&#8221; e a quello non si rinuncia&#8230;<\/p><\/blockquote>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Ci sono regali che a Natale non si impacchettano. Senza fiocchi. Doni che spesso \u00e8 bello ricevere ma anche anche fare o farsi. Ogni tanto bisogna farselo un regalo. Soprattutto dopo un periodo scuro, dopo un lungo infortunio, dopo pi\u00f9 di un anno di stop forzato che autorizza pi\u00f9 dubbi che certezze. Daniel Fontana, il capitano della Dds di Settimo Milanese,\u00a0\u00a0a 39 anni, dopo due olimpiadi, dopo un argento mondiale, \u00a0dopo un ironman vinto, dopo tante medaglie\u00a0e qualche delusione \u00a0pochi giorni fa \u00e8 tornato a correre e a vincere a La Adela in Argentina. 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