{"id":18066,"date":"2015-12-31T16:42:36","date_gmt":"2015-12-31T15:42:36","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=18066"},"modified":"2015-12-31T16:44:53","modified_gmt":"2015-12-31T15:44:53","slug":"nel-2016-diamoci-una-mossa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2015\/12\/31\/nel-2016-diamoci-una-mossa\/","title":{"rendered":"Nel 2016 diamoci una mossa&#8230;"},"content":{"rendered":"<p>L&#8217;hanno gi\u00e0 scritto in tanti ma poco importa. \u00a0A fine anno tutti i bilanci e i buoni propositi \u00a0sono sempre la solita minestra. Dicono le stesse cose un po&#8217; tutti, dai presidenti della Repubblica a quelli del Consiglio, \u00a0da chi fa gli oroscopi a chi, in qualche modo, \u00e8 chiamato a tirare le somme. Per\u00f2 si si dice anche che repetita iuvant e cos\u00ec val la pena ricordare in questo fine anno inquinato dove le grandi citt\u00e0 vanno a piedi o a targhe alterne che noi italiani siamo uno dei popoli pi\u00f9 pigri al mondo e forse, se nel 2016 cominciassimo a fare un po&#8217; di movimento in pi\u00f9, non sarebbe una brutta cosa. \u00a0Bisognerebbe darsi una mossa ma 0rmai le parole d&#8217;ordine sembrano essere Facebook, twitter, instagram, youtube, whatsapp, linkedin, snapchat e probabilmente tanti altri\u00a0 \u201csocial\u201d\u00a0 sconosciuti o dimenticati. Sempre pi\u00f9 connessi, sempre pi\u00f9 virtuali, sempre pi\u00f9 sociali e\u00a0 condividenti.\u00a0 Chi l\u2019avrebbe detto dieci anni fa che saremmo diventati cos\u00ec? Chi avrebbe mai pensato oggi,\u00a0salendo su una carrozza della metropolitana milanese,\u00a0 di non trovare nessuno a leggere un giornale, un libro, il<strong>\u201cTenero Giacomo\u201d<\/strong> sulla <strong>Settimana enigmistica<\/strong>? Per\u00f2 ormai l\u2019andazzo \u00e8 questo. Dice una mia collega \u201cche con lo smartphone pu\u00f2 fare tutto e senza si sente persa\u2026\u201d. Senz\u2019altro sar\u00e0 cos\u00ec. Per\u00f2 forse \u00e8 anche un fatto di abitudine. E\u2019\u00a0 come alzarsi la mattina alle 6.30 per andare a nuotare in una piscina o uscire all\u2019alba della domenica mattina a correre quando fuori piove o nevica. All\u2019inizio \u00e8 tragico poi per\u00f2, pian piano, ci si prende\u00a0 gusto. E\u2019 il piacere di fare qualcosa di fisico quando ormai molto si fa davanti allo schermo di un pc. E\u2019 \u00a0il sapore della fatica, il dolce indolenzimento delle gambe o delle braccia dopo un allenamento, il dolore di\u00a0una botta\u00a0 che quando ti metti a letto assapori anche un po\u2019.\u00a0Abbiamo delle straordinarie doti di adattamento a tutto. Al bello e al comodo si fa in un attino, al brutto e ai disagi ci si mette un po\u2019 di pi\u00f9 ma poi si arriva. Ci\u00f2 detto,\u00a0di fronte a un anno che si presenta si fanno sempre degli ottimi propositi e lo sport andrebbe messo in cima alle cose da fare. Almeno a guardare i dati del <strong>Coni\u00a0<\/strong>che\u00a0non ci vedono tra i Paesi eccellenti. Anzi. L\u2019Italia \u00e8 nella top 20 delle nazioni pi\u00f9 pigre al mondo con oltre 24 milioni di sedentari che tradotto in percentuale d\u00e0 un risultato che fa venire i brividi: quattro italiani su dieci non solo non fanno sport ma non si muovono proprio. E tutto ci\u00f2 non \u00e8 gratis perch\u00e8 se un po\u2019 tutti si mettessero a nuotare, correre o pedalare il risparmio sulla spesa pubblica sarebbe del 10 per cento, cio\u00e8 una decina di miliardi. E con un bel salto mortale che fara inorridire economisti e sondaggisti \u00a0\u00e8 bello mettere a confronto queste cifre con quelle che\u00a0 riguardano la diffusione di telefonini, tablet e dispositivi mobili nel nostro Paese. Qui non abbiamo rivali. Anche se la rete di connessione internet non \u00e8 tra le migliori (la penetrazione sul territorio\u00a0\u00e8 del 58% contro il 68% della media europea, l\u201983 e l\u201984%\u00a0 di Germania e Francia, l\u201987% del Regno Unito e il 95% dell\u2019Islanda) in Italia il tempo medio speso sulla rete ogni giorno \u00e8 di 4,7 ore\u00a0contro le 3.9 ore dei tedeschi e\u00a0 le 4 degli inglesi. Siamo i pi\u00f9 accaniti navigatori dei &lt;social&gt; con una media di\u00a0ben 2 ore al giorno, circa mezz\u2019ora in pi\u00f9 al giorno rispetto la media europea.\u00a0 E, sempre in Europa, siamo il paese\u00a0con il maggior numero di telefoni cellulari e infatti, quello della telefonia, \u00e8 uno dei pochi settori che\u00a0sembra non risentire in modo drammatrico della crisi e che negli ultimi anni\u00a0ha continuato a svilupparsi con un tasso superiore al 6% . Tra quelli ( quasi tutti) che hanno un telefonino infine\u00a0 il\u00a041%\u00a0ha uno smartphone. Insomma stiamo diventato un popolo sempre pi\u00f9 digital-dipendente, sempre pi\u00f9 social e sempre pi\u00f9 \u201ccondividente\u201d . Magari un po\u2019 pigro, acciaccato, grasso, con il colesterolo a rischio e con il fiatone dopo una rampa di scale. Ma questi solo sono dettagli. Auguri&#8230;<\/p>\n<div class=\"ratingblock \"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>L&#8217;hanno gi\u00e0 scritto in tanti ma poco importa. \u00a0A fine anno tutti i bilanci e i buoni propositi \u00a0sono sempre la solita minestra. Dicono le stesse cose un po&#8217; tutti, dai presidenti della Repubblica a quelli del Consiglio, \u00a0da chi fa gli oroscopi a chi, in qualche modo, \u00e8 chiamato a tirare le somme. Per\u00f2 si si dice anche che repetita iuvant e cos\u00ec val la pena ricordare in questo fine anno inquinato dove le grandi citt\u00e0 vanno a piedi o a targhe alterne che noi italiani siamo uno dei popoli pi\u00f9 pigri al mondo e forse, se nel 2016 [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2015\/12\/31\/nel-2016-diamoci-una-mossa\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":956,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[1],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/18066"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/users\/956"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=18066"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/18066\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":18070,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/18066\/revisions\/18070"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=18066"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=18066"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=18066"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}