{"id":18232,"date":"2016-02-14T10:31:51","date_gmt":"2016-02-14T09:31:51","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=18232"},"modified":"2016-02-14T18:28:21","modified_gmt":"2016-02-14T17:28:21","slug":"bici-sottozero","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2016\/02\/14\/bici-sottozero\/","title":{"rendered":"Bici sottozero"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2016\/02\/yakutsk-bici_1.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-18446\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2016\/02\/yakutsk-bici_1-150x150.jpg\" alt=\"yakutsk-bici_1\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2016\/02\/yakutsk-bici_3.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-18447\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2016\/02\/yakutsk-bici_3-150x150.jpg\" alt=\"yakutsk-bici_3\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2016\/02\/Yakutsk_frosty.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-18449\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2016\/02\/Yakutsk_frosty-150x150.jpg\" alt=\"Yakutsk_frosty\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2016\/02\/yakutsk-bici-6.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-18448\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2016\/02\/yakutsk-bici-6-150x150.jpg\" alt=\"yakutsk-bici-6\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a>Al via c&#8217;erano pi\u00f9 gradi sottozero che iscritti: -43 per quattordici coraggiosi che qualche giorno fa in Russia a Nord Est della Siberia a <strong>Yakutsk<\/strong> hanno deciso che era arrivato il momento di fare un&#8217; impresa che di sportivo ha poco o nulla. Solo dieci chilometri, per\u00f2 serve coraggio. Anche perch\u00e8 a peggiorare le condizioni ci si \u00e8 messa anche una nebbia fittissima su tutto il percorso. E non deve essere facile pedalare quando ti si ghiacchia tutto, dai pedali allo sterzo, dalle ruote alle leve dei freni, dal cambio alle gambe, dalla \u00a0testa al &#8230;cuore. Acqua nelle borracce ovviamente neanche a parlarne. Per quanto possa contare ha vinto\u00a0Andrey Vinokurov che \u00e8 ha completato la gara in 30 minuti e 44 secondi, davanti a Anatoly Alekseyev che ha invece impiegato 34 minuti e 21 secondi.\u00a0Tra i veterani \u00a0(c&#8217;erano anche loro con un percorso ridotto a met\u00e0) \u00a0il primo classificato \u00e8 stato Vassilyi Matveyev con i suoi 36 minuti e 49 secondi, mentre per le donne ha vinto Nelly Pakhomova con i suoi 29 minuti e 51 secondi, seguita da Yugulana Struchkova (31 minuti e 23 secondi). E per quanto possa contare -43 gradi a Yakust in questa stagione non sono un&#8217;eccezione. Tutto ci\u00f2 mentre al Polo Nord, dove poche settimane fa si \u00e8 corsa la maratona del Circolo Polare Artico, le temperature per via del surriscaldamento del pianeta continuano a salire.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Al via c&#8217;erano pi\u00f9 gradi sottozero che iscritti: -43 per quattordici coraggiosi che qualche giorno fa in Russia a Nord Est della Siberia a Yakutsk hanno deciso che era arrivato il momento di fare un&#8217; impresa che di sportivo ha poco o nulla. Solo dieci chilometri, per\u00f2 serve coraggio. Anche perch\u00e8 a peggiorare le condizioni ci si \u00e8 messa anche una nebbia fittissima su tutto il percorso. E non deve essere facile pedalare quando ti si ghiacchia tutto, dai pedali allo sterzo, dalle ruote alle leve dei freni, dal cambio alle gambe, dalla \u00a0testa al &#8230;cuore. 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