{"id":18280,"date":"2016-01-26T13:02:51","date_gmt":"2016-01-26T12:02:51","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=18280"},"modified":"2016-01-26T13:02:51","modified_gmt":"2016-01-26T12:02:51","slug":"correre-e-fotografare-new-york","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2016\/01\/26\/correre-e-fotografare-new-york\/","title":{"rendered":"Correre e fotografare New York"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2016\/01\/marco.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-18281\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2016\/01\/marco-300x200.jpg\" alt=\"marco\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2016\/01\/marco-300x200.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2016\/01\/marco-1024x682.jpg 1024w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2016\/01\/marco.jpg 1403w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Chiss\u00e0 se \u00e8 pi\u00f9 complicato correre la maratona di New York scattando foto con una Leica a collo o poi raccontarle sul palcoscenico di un teatro? <strong>Marco Craig<\/strong>, fotografo milanese, non ha dubbi: \u00abSono in ansia per mercoled\u00ec, io nella vita faccio tutt\u2019altro&#8230;\u00bb. Gi\u00e0, perch\u00e8 mercoled\u00ec debutta al Deus ex Machina di Milano con <strong>\u00abDo Not cross\u00bb<\/strong>, uno spettacolo di \u00abphoto-telling\u00bb che altro non \u00e8 se non il racconto per immagini e parole della sua inaspettata avventura newiorchese. Nata per caso, come molti progetti che ti portano ad esplorare nuovi mondi. \u00abIo sono appassionato di corsa in montagna- racconta Craig- ma mai avrei pensato di fare una maratona e men che meno a New York. Per\u00f2 due mesi prima un amico di Almostthere, una start up milanese che fa servizi per lo sport, mi ha quasi sfidato chiedendomi di provare a correrla raccontandola con un servizio fotografico. Mi ha \u201cincastrato\u201c con un progetto che \u00e8 poi diventato ci\u00f2 che \u00e8 diventato\u00bb. Lavoro quindi. Anche se differente. Marco Craig infatti non \u00e8 un reporter da strada, il suo mondo sono la fotografia pubblicitaria, i ritratti, gli studi. Per\u00f2 la scintilla \u00e8 scattata: \u00abL\u2019amore per il mio mestiere, quello per lo sport e l\u2019amicizia- spiega- mi hanno convinto ad accettare una cosa che non avevo assolutamente preparato e a cui non ero pronto sia dal punto dell\u2019allenamento, sia da quello professionale perch\u00e8 il reportage per me \u00e8 un altro mondo\u00bb. L\u2019idea era quella di raccontare New York e la maratona fotografando una citt\u00e0 generalmente crudele che per una domenica mattina diventa il tempio del buonismo. Raccontare le emozioni un popolo che cambiano da quartiere a quartiere, l\u2019organizzazione e, pi\u00f9 che la gara, i keniani, gli amatori a caccia del tempo ci\u00f2 che sta attorno alla gara: \u00abPerch\u00e8 ti senti in un film di Hollywood- racconta Craig- Sei in mezzo a cinquantamila persone ma gli americani hanno la capacit\u00e0 di farti sentire unico e importante, attore protagonista ed eroe&#8230;\u00bb. Cos\u00ec si corre e si scatta. Cos\u00ec con un 28 millimetri che ti lascia sempre dentro alla corsa ma ti permette di non togliere nulla di ci\u00f2 che sta attorno scatto dopo scatto si mettono insieme duecento immagini che poi diventano le trenta che mercoled\u00ec sera saranno raccontate a teatro e anche in un libro: \u00abS\u00ec lo so non sono molte ma io non sono uno che scatta a raffica- spiega Craig- Anzi, al\u2019inizio, avevo anche pensato di usare per questo progetto la mia vecchia Nikon a pellicola ma poi non sapevo dove mettere i 40 rulli&#8230;Cos\u00ec mi sono messo al collo la Leica classica dei reporter che oggi \u00e8 anche digitale. Una macchina agile che mi permetteva di fare foto anche con una mano ma \u201cmuscolosa\u201c quanto serviva per sopportare la mia fatica e il mio sudore..\u00bb. Si dice che le foto sono le specchio dell\u2019anima ora si dir\u00e0 anche che le foto parlano: \u00abAnche l\u2019idea di farne uno spettacolo \u00e8 nata per caso- spiega Craig- Una sera tra amici raccontavo le foto che avevo fatto e mi hanno detto: \u201cguarda che funziona, perch\u00e8 non fai uno spettacolo?\u201c. Qualche giorno dopo ne ho parlato con Matteo Caccia, che fa storytelling su Radio2 e a teatro, e mercoled\u00ec vediamo cosa succede&#8230;\u00bb<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Chiss\u00e0 se \u00e8 pi\u00f9 complicato correre la maratona di New York scattando foto con una Leica a collo o poi raccontarle sul palcoscenico di un teatro? Marco Craig, fotografo milanese, non ha dubbi: \u00abSono in ansia per mercoled\u00ec, io nella vita faccio tutt\u2019altro&#8230;\u00bb. 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