{"id":18328,"date":"2016-02-01T16:48:08","date_gmt":"2016-02-01T15:48:08","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=18328"},"modified":"2016-02-01T19:45:57","modified_gmt":"2016-02-01T18:45:57","slug":"i-bimbi-prigionieri-in-casa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2016\/02\/01\/i-bimbi-prigionieri-in-casa\/","title":{"rendered":"I bimbi? Prigionieri in casa"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<div id=\"media_1\" class=\"hmedia border\">\n<div class=\"photo\">\n<div class=\"field field-name-field-foto field-type-image field-label-hidden\">\n<div class=\"field-items\">\n<div class=\"field-item even\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2016\/02\/5e7682c3-df0d-4838-b26d-a3cb89724c4a.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-18334\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2016\/02\/5e7682c3-df0d-4838-b26d-a3cb89724c4a-300x225.jpg\" alt=\"5e7682c3-df0d-4838-b26d-a3cb89724c4a\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2016\/02\/5e7682c3-df0d-4838-b26d-a3cb89724c4a-300x225.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2016\/02\/5e7682c3-df0d-4838-b26d-a3cb89724c4a.jpg 640w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"fn\">\u00a0C&#8217;erano una volta i bimbi che giocavano in cortile senza avere un telefonino in tasca e che tornavano a casa quando era buio. Oggi non ci sono pi\u00f9, o molto meno. \u00c8 cambiato il mondo ma soprattutto sono cambiate le citt\u00e0. Sono prigionieri in casa: restano solo due ore all&#8217;aria aperta mentre cresce il tempo passato in compagnia solo del computer.Un po&#8217; si sapeva. La tecnologia unisce il mondo ma rende virtuali molte relazioni che prima erano incontri, contatti, occasioni di gioco. E poi ci sono le nuove citt\u00e0, moderne ma ostili nei confronti dei bambini che spesso crescono in ambienti degradati, con strutture quasi mai pensate per favorire le opportunit\u00e0 di gioco e di movimento. Ma non \u00e8 solo questo. Piccoli e adolescenti hanno minori possibilit\u00e0 di giocare e fare sport non solo per un oggettivo problema di sicurezza ma anche perch\u00e9, soprattutto negli ultimi anni, le difficolt\u00e0 economiche delle famiglie sono aumentate. Una volta per giocare a calcio, a basket per correre era sufficiente andare in un campetto o all&#8217;oratorio, portarsi un pallone e fare le porte con le cartelle di scuola. Oggi \u00e8 tutto organizzato. Ci si deve rivolgere a scuole calcio, a societ\u00e0, ci sono schiere di allenatori, preparatori, psicologi, ci sono certificati medici obbligatori da compilare, quote e rette da pagare e via cosi. Fare attivit\u00e0 sportiva costa e, quando bisogna far tornare i conti a fine mese, corsi e stage sono le prime voci che vengono tagliate.<\/div>\n<\/div>\n<p><strong>PICCOLI E SEDUTI<\/strong><\/p>\n<p>Bimbi in gabbia quindi? Sicuramente \u00e8 pi\u00f9 facile ed economico tenerli in casa. Per rendersene conto basta dare un&#8217;occhiata agli ultimi dati raccolti dalla ricerca \u00abLo stile di vita dei bambini e dei ragazzi\u00bb, realizzata da Ipsos per Save the Children e Gruppo Mondelez in Italia nelle aree periferiche di dieci citt\u00e0 italiane (Ancona, Aprilia, Bari, Catania, Genova, Milano, Napoli, Palermo, Sassari e Torino). \u00abLa situazione \u00e8 critica &#8211; spiega Raffaella Milano, direttore programmi Italia-Europa di Save the Children Italia. Cattive abitudini, difficolt\u00e0 economiche, famiglie che non hanno pi\u00f9 la rete di protezione di una volta con nonni, zii e parenti a dare una mano, fanno s\u00ec che spesso i ragazzi restino soli in casa. E ci\u00f2 mette in pericolo la loro socialit\u00e0 ma anche la loro salute perch\u00e9 si muovono poco, passano molte delle loro ore connessi e mangiano male\u00bb. Quasi un bambino su cinque (17%) in Italia non fa sport nel tempo libero e per il 27% di loro \u00e8 una scelta obbligata, dettata dalle scarse possibilit\u00e0 economiche delle famiglie. Circa un minore su dieci, invece, non pratica attivit\u00e0 motorie neppure a scuola (11%), per mancanza di spazi attrezzati o per l&#8217;assenza di attivit\u00e0 nel programma scolastico. I ragazzi trascorrono dentro le quattro mura molto del loro tempo libero (62%), anche perch\u00e9 non ci sono spazi all&#8217;aperto dove incontrarsi o, anche quando ci sono, sono sporchi e poco sicuri (66%). Solo il 44% dei ragazzi dichiara di trascorrere con i genitori pi\u00f9 di un&#8217;ora durante le giornate lavorative, situazione che migliora nel weekend dove per\u00f2 quasi un bambino su quattro (23%) passa comunque meno di un&#8217;ora al giorno in attivit\u00e0 coi propri genitori.<\/p>\n<p><strong>CONNESSI IN SOLITUDINE<\/strong><\/p>\n<p>Quando i ragazzi sono a casa, in media trascorrono 55 minuti al giorno su internet, 47 minuti giocando con i videogame; dal luned\u00ec al venerd\u00ec passano in media 71 minuti al giorno davanti alla tv, tempo che si allunga a 84 minuti nei fine settimana. \u00abLe difficolt\u00e0 economiche delle famiglie e la mancanza di spazi pubblici adeguati obbligano molti bambini e ragazzi a rimanere in casa per molte ore. Per questo motivo rischiano di diventare sempre pi\u00f9 sedentari e disabituati a confrontarsi coi loro coetanei &#8211; dice ancora Raffaella Milano -. Ci sono bambini e ragazzi che, anche solo con un parco giochi, degli alberi e delle panchine, potrebbero cambiare le loro abitudini\u00bb.Certo, le nuove tecnologie, oltrech\u00e9 essere presente e futuro della vita dei ragazzi, sono una risorsa da cui non si pu\u00f2 prescindere. \u00ab\u00c8 chiaro che non vanno demonizzate &#8211; spiega la Milano -; se non diventano il sostituto della realt\u00e0 sono la giusta via, in caso contrario ci si deve cominciare a preoccupare\u00bb. Il rischio \u00e8 quello di una generazione sempre pi\u00f9 connessa ma in realt\u00e0 anche sempre pi\u00f9 disconnessa, con quattro milioni di minori in condizioni di deprivazione ricreativa e culturale. L&#8217;identikit lo tracciano gli ultimi dati Istat che dicono ad esempio che i ragazzi leggono un po&#8217; di pi\u00f9 degli adulti ma pur sempre pochino: nel 2014 tra i 6 e i 17 anni poco pi\u00f9 di uno su due aveva aperto un libro nei dodici mesi precedenti l&#8217;intervista (il 51,6%). Inoltre, pur vivendo nella nazione che vanta un patrimonio artistico, archeologico e naturale tra i pi\u00f9 vasti e importanti del mondo, poco meno di un minore su due ha visitato una mostra o un museo (44,8%) e appena uno su tre un&#8217;area archeologica.<\/p>\n<p><strong>CATTIVE ABITUDINI<\/strong><\/p>\n<p>Ma occasioni di movimento non si esauriscono per\u00f2 nella pratica sportiva e la sedentariet\u00e0 dei ragazzi si conferma un tratto distintivo: un intervistato su quattro dichiara infatti di camminare non pi\u00f9 di 15 minuti al giorno, dato che aumenta a uno su tre nel Centro Italia; solo il 4% afferma di percorrere a piedi pi\u00f9 di un&#8217;ora al giorno. Due su cinque vanno a scuola accompagnati in macchina da un familiare e gli altri si muovono utilizzando mezzi pubblici (17%), a piedi (28%) o con la bicicletta (15%).A peggiorare la situazione si aggiungono cattive abitudini alimentari. Anche in questo caso la situazione non \u00e8 delle migliori. \u00abIl problema pi\u00f9 grave e che ormai molto spesso bimbi e genitori non mangiano quasi pi\u00f9 insieme &#8211; spiega Elena Casiraghi, specialista di nutrizione e integrazione sportiva dell&#8217;\u00e9quipe Enervit -. E ci\u00f2 porta i bimbi ad autoregolamentarsi a tavola e a mangiare male\u00bb. Oggi il problema del sovrappeso e dell&#8217;obesit\u00e0 infantile riguarderebbe oltre il 30% dei bambini e il fenomeno \u00e8 ancora pi\u00f9 grave tra i bambini in et\u00e0 di scuola primaria. \u00abLa cosa pi\u00f9 preoccupante &#8211; continua la dottoressa Casiraghi &#8211; \u00e8 che molti ragazzi non fanno colazione, che \u00e8 invece il pasto pi\u00f9 importante della giornata. \u00c8 provato scientificamente che i ragazzi che consumano regolarmente la colazione migliorano il loro rendimento scolastico e hanno durante la giornata un migliore controllo della saziet\u00e0\u00bb.\u00a0A saltare la colazione in media sono il 22 per cento dei bambini, in pratica pi\u00f9 di uno su 5, e l&#8217;abitudine peggiora col crescere dell&#8217;et\u00e0 (29% tra i 14 e i 17 anni, 23% tra gli 11 e i 13 anni, 15% fra i 6 e i 10 anni). Cos\u00ec, nonostante siamo uno dei Paesi che possono vantare il maggior numero di trasmissioni televisive sulla cucina, abbiamo una cultura alimentare poco pi\u00f9 che sufficiente e le regole che i ragazzi seguono a tavola spesso sono improvvisate e fai-da-te.\u00abIl rischio di mangiare male quando ci si autoregolamenta \u00e8 alto &#8211; spiega ancora Elena Casiraghi -. Molto spesso i giovani che fanno da s\u00e9 mangiano solo ci\u00f2 che piace loro o ci\u00f2 che d\u00e0 loro saziet\u00e0 come i carboidrati. Invece \u00e8 fondamentale per chi ha esigenze di crescita che in ogni pasto ci sia un apporto proteico. Buona regola quella di invertire ad esempio le portate delle pietanze cominciando con verdure e proteine e servire dopo la pasta. Deve fra l&#8217;altro essere riconsiderato anche l&#8217;apporto del cioccolato fondente, che \u00e8 ricco di polifenoli che aumentano il flusso sanguigno al cervello. Una buona idea \u00e8 di offrirlo ai ragazzi all&#8217;ora della merenda\u00bb. Come una volta quando gli snack non esistevano e il cioccolato nel panino la mamma ce lo metteva in cartella.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>&nbsp; \u00a0C&#8217;erano una volta i bimbi che giocavano in cortile senza avere un telefonino in tasca e che tornavano a casa quando era buio. Oggi non ci sono pi\u00f9, o molto meno. \u00c8 cambiato il mondo ma soprattutto sono cambiate le citt\u00e0. Sono prigionieri in casa: restano solo due ore all&#8217;aria aperta mentre cresce il tempo passato in compagnia solo del computer.Un po&#8217; si sapeva. La tecnologia unisce il mondo ma rende virtuali molte relazioni che prima erano incontri, contatti, occasioni di gioco. 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