{"id":18425,"date":"2016-02-11T10:52:48","date_gmt":"2016-02-11T09:52:48","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=18425"},"modified":"2016-02-11T11:20:04","modified_gmt":"2016-02-11T10:20:04","slug":"i-buoni-maestri","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2016\/02\/11\/i-buoni-maestri\/","title":{"rendered":"I buoni maestri"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2016\/02\/f_abbag1.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignright size-medium wp-image-18428\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2016\/02\/f_abbag1-300x201.jpg\" alt=\"f_abbag1\" width=\"300\" height=\"201\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2016\/02\/f_abbag1-300x201.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2016\/02\/f_abbag1.jpg 336w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Il canottaggio \u00e8 uno sport duro. Pi\u00f9 di tanti altri che regalano per\u00f2 gloria e denari. Il canottaggio \u00e8 uno sport che per i colori azzurri, e non se ne abbiano a male tutti i campioni che hanno contribuito a scriverne la storia, porta soprattutto un cognome. Quello degli <strong>Abbagnale.<\/strong> Giuseppe e Carmine i &#8220;fratelloni d&#8217;Italia&#8221; guidati da &#8220;peppiniello&#8221; <strong>Di Capua<\/strong> che spuntava a fatica con la testa di quel &#8220;due con&#8221; che ha trasformato gli italiani da santi e navigatori anche in vogatori. <strong>Giuseppe e Carmine<\/strong>, come urlava il mitico Galeazzi che ha contribuito non poco crearne il mito, la gloria &#8220;se la sono andata a prendere&#8221;, se la sono conquistata vogata dopo vogata, e l&#8217;hanno saputa conservare con la discrezione dei grandi e dei semplici. Senza eccessi n\u00e8 prima n\u00e8 dopo e senza sbavature n\u00e8 prima n\u00e8 dopo. Soprattutto adesso. Soprattutto ieri quando le agenzie di stampa hanno cominciato a battere la notizia che Vincenzo, il figlio di Giuseppe oggi \u00a0presidente della Federazione, \u00e8 stato squalificato per aver saltato tre controlli antidoping. Vincenzo Abbagnale , azzuro di canottaggio sulle orme del padre e dello zio, non andr\u00e0 a Rio. Non ci andr\u00e0 ma non \u00e8 questo il punto. La notizia della sua squalifica \u00e8 stata data dal padre che, contrariamente a quanto \u00e8 successo per gli stessi motivi nell&#8217;atletica, non ha battuto ciglio. Anzi, ha anche detto che fosse stato per lui gli avrebbe affibbiato anche pi\u00f9 di un anno di stop. Ci sono controlli da fare e se uno non li fa \u00e8 sacrosanto che venga squalificato. Punto. Il resto sono chiacchiere. Niente scuse. Nessuna critica alle procedure, alle norme complicate dei whereabouts, a indirizzi, recapiti non comunicati o comunicati male. Niente di niente. E non deve essere stato facile. Per\u00f2 questo \u00e8 un altro oro che Giuseppe si mette al collo. Una lezione di cui si dovrebbe fare tesoro. Dovrebbero farne tesoro tanti presidenti di Federazione dal facile ricorso , tanti allenatori dall&#8217;alibi pronto e tanti pap\u00e0 incapaci di giudicare i figli anche davanti all&#8217;evidenza. Certo, ogni &#8220;scarrafone&#8221; \u00e8 bello a mamma sua e quasi sempre \u00e8 il migliore di tutti. Per\u00f2 ogni tanto sbagliano e bisogna essere capaci di ammetterlo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Il canottaggio \u00e8 uno sport duro. Pi\u00f9 di tanti altri che regalano per\u00f2 gloria e denari. Il canottaggio \u00e8 uno sport che per i colori azzurri, e non se ne abbiano a male tutti i campioni che hanno contribuito a scriverne la storia, porta soprattutto un cognome. Quello degli Abbagnale. 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