{"id":18490,"date":"2016-02-19T07:59:23","date_gmt":"2016-02-19T06:59:23","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=18490"},"modified":"2016-02-19T09:19:16","modified_gmt":"2016-02-19T08:19:16","slug":"la-bici-dopata","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2016\/02\/19\/la-bici-dopata\/","title":{"rendered":"La bici &#8220;dopata&#8221;"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2016\/02\/e4adf2c4-4978-4ec9-ace4-584d6e0a0e59.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-18492\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2016\/02\/e4adf2c4-4978-4ec9-ace4-584d6e0a0e59-150x150.jpg\" alt=\"e4adf2c4-4978-4ec9-ace4-584d6e0a0e59\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2016\/02\/e1cdc352-d443-486e-9926-12b8182ae394.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-18496\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2016\/02\/e1cdc352-d443-486e-9926-12b8182ae394-150x150.jpg\" alt=\"e1cdc352-d443-486e-9926-12b8182ae394\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2016\/02\/10eef14b-fb47-4ee0-9ca1-8df9c10b2b06.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-18494\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2016\/02\/10eef14b-fb47-4ee0-9ca1-8df9c10b2b06-150x150.jpg\" alt=\"10eef14b-fb47-4ee0-9ca1-8df9c10b2b06\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a>Lei direbbe mai ad una donna che sta usando il viagra? Ecco con queste bici pi\u00f9 o meno funziona cos\u00ec&#8230;\u00bb. Elettriche, a motore, truccate, dopate, non c\u2019\u00e8 un aggettivo che spieghi perfettamente cosa sia una bici da corsa con il motorino. Molti le usano ma pochi lo dicono. E per rendersi conto di cos\u2019\u00e8 bisogna provarla, magari su una salita che un pezzo di storia come il Muro di Sormano, tra Erba e Bellagio, un vero e proprio monumento dedicato alla follia di chi ama pedalare. Tremendo, leggendario, unico, drammatico e assurdo. Una scala a chiocciola di 2 km con una pendenza media del 15% e picchi al 28 scoperta da Vincenzo Torriani all\u2019inizio degli Anni 60. Qui anche molti professionisti si arrendono e mettono piede a terra. Con una bici a pedalata assistita, con 300 o 400 watt di potenza in pi\u00f9, si sale veloce. Sale veloce anche un signor Rossi qualsiasi. Si arrampica passeggiando come in pianura, senza far impazzire i muscoli, senza rendersene conto e senza dare nell\u2019occhio perch\u00e8 non c\u2019\u00e8 nulla che tradisca che non sono le tue gambe che stanno spingendo. Non un filo non un sibilo. Doping tecnologico o magia di una tecnologia che permette a chi pu\u00f2 spendere anche 12mila euro di togliersi uno sfizio? Dipende dai punti di vista. \u00abQuando ho realizzato questo progetto ho pensato che potesse servire a chi nonostante l\u2019et\u00e0 o una malattia volesse continuare ad andare in bici- racconta Stefano Varjas, l\u2019ingegnere ungherese che ha brevettato i motorini- Ed infatti una delle prime bici che ho consegnato \u00e8 stata quella per Eddy Mercks che ha qualche problema di cuore e non pu\u00f2 pi\u00f9 far fatica&#8230;\u00bb. Perfetto. Ma \u00e8 chiaro che non \u00e8 tutto qui. C\u2019\u00e8 anche un altro punto di vista venuto alla ribalta poche settimane fa a Zolder, durante i mondiali di ciclocross, quando la belga Femke Van den Driessche \u00e8 stata beccata con una bici \u00abmotorizzata\u00bb. La bici con il motorino c\u2019\u00e8, sono almeno dieci anni che c\u2019\u00e8. Ma se prima c\u2019era solo il sospetto che qualcuno la usasse in gara ora \u00e8 quasi una certezza ed \u00e8 un problema enorme come l\u2019Epo, se non di pi\u00f9, che l\u2019Uci, l\u2019unione ciclistica internazionale, sta cercando in tutta fretta di affrontare. Ma fa quello che pu\u00f2 perch\u00e8 la tecnologia pedala veloce. \u00abRispetto alle prime apparecchiature \u00e8 cambiato molto- racconta Varjas- Si sono ridotti pesi e ingombri, grazie al bluetooth sono spariti fili e contatti e anche i pulsanti per far partire il motorino, che ora pu\u00f2 essere collegato al cardiofrequenzimetro e quindi attivarsi quando il battito cardiaco raggiunge una certa frequenza oppure da un telecomando che si pu\u00f2 azionare anche dall\u2019ammiraglia\u00bb. Quasi impossibile capire chi \u00abbara\u00bb. Difficile perch\u00e8 non basta pi\u00f9 smontare il portaborraccia e andare a cercare il trucco all\u2019interno dei tubi, non basta pi\u00f9 neppure pesare le bici perch\u00e8 il peso aumenta solo di qualche etto. E non basta neanche radiografare i telai con un lettore scanner capace di leggere il calore perch\u00e8 dopo pochi minuti di non utilizzo i motorini si raffreddano e tornano ad essere invisibili. Non solo. La nuova frontiera ora sono i motorini inseriti nelle ruote. E qui diventa ancora tutto pi\u00f9 complicato. Si inseriscono dei magneti all\u2019interno dei cerchioni che trasmettono potenza a un movimento centrale senza neppure bisogno di una batteria, perch\u00e8 si ricaricano con il movimento delle ruote: \u00abRispetto al motore inserito nel telaio questi danno qualche centinaio di watt di potenza in meno- spiega Varjas &#8211; ma \u00e8 chiaro che sono molto pi\u00f9 semplici da gestire. Basta togliere o mettere una ruota e in teoria anche il ciclista che sta pedalando potrebbe non saperlo\u00bb. Potrebbe. Tant\u2019\u00e8 che ieri \u00e8 sceso in campo anche l\u2019organizzatore del Tour Christian Prudhomme: \u00ab\u00c9 un problema enorme che va affrontato- ha scritto in un tweet- altrimenti di cosa stiamo parlando?\u00bb<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Lei direbbe mai ad una donna che sta usando il viagra? 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