{"id":18593,"date":"2016-02-29T17:18:41","date_gmt":"2016-02-29T16:18:41","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=18593"},"modified":"2016-02-29T19:55:33","modified_gmt":"2016-02-29T18:55:33","slug":"evelyn-la-vita-in-unora-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2016\/02\/29\/evelyn-la-vita-in-unora-2\/","title":{"rendered":"Evelyn, la vita in un&#8217;ora"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2016\/02\/Evelyn-Stevens-133333740.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignright size-medium wp-image-18589\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2016\/02\/Evelyn-Stevens-133333740-300x169.jpg\" alt=\"Evelyn-Stevens-133333740\" width=\"300\" height=\"169\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2016\/02\/Evelyn-Stevens-133333740-300x169.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2016\/02\/Evelyn-Stevens-133333740-1024x576.jpg 1024w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2016\/02\/Evelyn-Stevens-133333740.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Donne che pedalano, sembra uno slogan. Donne come quelle della nazionale afghana che in bici rischiano la vita e vanno verso il Nobel. Donne\u00a0islamiche\u00a0che imparano a pedalare a Milano perch\u00e8 nel loro mondo \u00e8 peccato o addirittura vietato. Donne come Paola Gianotti che \u00a0 dopo aver fatto il Giro del Mondo ora attraversano gli States. E donne che fanno il record dell\u2019ora. Bella storia quella di <strong>Evelyn Stevens,<\/strong> trentaduenne californiana cresciuta in Massachusetts, che due giorni fa sul velodromo\u00a0di Colorado Spring a 1800 metri di altezza, ha fissato il nuovo primato del mondo \u00a0a 47,980 chilometri orari. Ci hanno preso gusto le ragazze a girare pi\u00f9 veloci del tempo. Un mese fa era stata l\u2019australiana Bridie O\u2019Donnel a strabiliare tutti ad Adelaide volando a 46,882. Ma \u00e8 durato poco. \u00a0L\u2019americana ha fatto meglio. Molto meglio. Sbriciolata come capita a un titolo in borsa nel venerd\u00ec pi\u00f9 nero che pi\u00f9 nero non si pu\u00f2. E lei che prima di mettersi a far fatica in sella lavorava come investment banker alla Lehman &amp; Brothers di queste cose se ne intende. \u00a0Ma non \u00e8 tanto che pedala. Prima infatti \u00a0giocava a tennis. La passione la coltiva nel New Hampshire, \u00a0sui campi in cemento dell\u2019Universit\u00e0 dove si laurea in economia. \u00a0Non una campionessa, qualche torneo e qualche vittoria ma non \u00e8 quella la strada della gloria. E lo capisce in fretta. Anche perch\u00e8 poi il lavoro la porta a New York, dove girano gli affari, dove Wall Street entra nella sua vita pi\u00f9 di diritti e rovesci. \u00a0Ma nella vita sono le occasioni a cambiare il corso. E cos\u00ec una mattina la scintilla con le due ruote scatta durante una garetta di ciclocross a Central park. Prova , le piace, s\u2019innamora. Ed \u00e8 amore a prima vista. Addio alle racchette che finiscono\u00a0in un armadio e in garage trovano posto un paio di bici . Da corsa. Evelyn ci prende gusto a pedalare. Cos\u00ec gusto che decide di farsi\u00a0\u00a0seguire da un allenatore personale e \u00a0nel 2009 vince il Tour of the Battenkill, \u00a0un gara in linea statunitense che la pone davanti a un bivio. Continuare a lavorare in Borsa? Oppure lavorare correndo in bici? \u00a0Oppure ancora correre in bici a tempo pieno facendolo diventare il proprio mestiere?Buona la terza. E cos\u00ec la Stevens comincia a fare sul serio. Molto sul serio tant\u2019\u00e8 che arrivano i primi contratti per alcune squadre professionistiche e arrivano anche le prime vittorie. Corre fino al 2014 con la Specialized e dall\u2019anno scorso indossa la maglia dell\u2019\u2019olandese Boels Dolmans. E intanto vince: tre ori mondiali nella cronosquadre, argento iridato 2012 e bronzo 2014 nella cronometro individuale, la\u00a0\u00a0Freccia Vallone nel 2012, la classifica finale del Giro del Trentino 2012 e della Route de France 2013, \u00a0due tappe del Giro d\u2019Italia femminile, il titolo panamericano a cronometro nel 2014, la Philadelfia Classic, vittorie di tappa all\u2019Holland Tour e al Thuringem Rundfahrt, il bronzo nella crono a squadra ai mondiali di Ponferrada. E nel 2012 anche la qualificazione alle olmpiadi londinesi. Wall street? E chi se la ricorda pi\u00f9. C\u2019era una volta Evelyn in tacchi e tailleur, ce n\u2019\u00e8 una ora che gira in body e casco da crono. E la sua ora arriva un paio di giorni fa su una pista di 333 metri in altura:\u201cNon sarebbe potuto essere un giorno pi\u00f9 perfetto- racconta. Non \u00e8 una cosa normale avere l\u2019opportunit\u00e0 di sfidare il record\u201d.\u00a0E di batterlo. Veloce pi\u00f9 di tutte e anche di molti, uomini si intende. Veloce come non mai da quando l\u2019Uci ha cambiato le regole\u00a0sulle biciclette aprendo il record dell\u2019Ora alle bici usate nelle prove di endurance su pista . \u201cDue anni dopo il cambiamento della regola- spiega il presidente Brian Cookson- \u00a0adesso uno dopo l\u2019altro, atleti dall\u2019Europa all\u2019America e all\u2019Australia lottano per conquistare questo primato leggendario\u201d. Ed Evelyn c\u2019\u00e8. A volte basta un\u2019ora per raccontare una vita.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Donne che pedalano, sembra uno slogan. Donne come quelle della nazionale afghana che in bici rischiano la vita e vanno verso il Nobel. Donne\u00a0islamiche\u00a0che imparano a pedalare a Milano perch\u00e8 nel loro mondo \u00e8 peccato o addirittura vietato. Donne come Paola Gianotti che \u00a0 dopo aver fatto il Giro del Mondo ora attraversano gli States. E donne che fanno il record dell\u2019ora. Bella storia quella di Evelyn Stevens, trentaduenne californiana cresciuta in Massachusetts, che due giorni fa sul velodromo\u00a0di Colorado Spring a 1800 metri di altezza, ha fissato il nuovo primato del mondo \u00a0a 47,980 chilometri orari. 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