{"id":18621,"date":"2016-03-03T16:38:03","date_gmt":"2016-03-03T15:38:03","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=18621"},"modified":"2016-03-03T18:33:23","modified_gmt":"2016-03-03T17:33:23","slug":"i-ciclisti-muoiono-per-colpa-loro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2016\/03\/03\/i-ciclisti-muoiono-per-colpa-loro\/","title":{"rendered":"I ciclisti muoiono per colpa loro?"},"content":{"rendered":"<div class=\"chapter clearfix\">\n<p class=\"chapter-paragraph\">Nella sua rubrica sul Corriere <strong>Beppe Severgnini<\/strong> oggi se la prende \u00a0con i ciclisti (http:\/\/italians.corriere.it\/). \u00a0Non \u00e8 la prima volta. Anni fa raccontando brillantemente come lui sa fare quale fosse il mondo degli amatori cinquantenni che ogni domenica mattina si alzano sui pedali per andare a far fatica e gare in giro per il Paese, lo liquid\u00f2 come un ambiente di fissati, un po&#8217; avanti con l&#8217;et\u00e0 e col vizietto del doping. Fine. Solo certezze. Oggi se la prende con chi pedala in citt\u00e0. Con chi non rispetta \u00a0le regole e con chi manda al diavolo un paio di pedoni che non ha neppure fatto attarvesare sulle strisce pedonali. \u00a0&#8220;La diffusione delle biciclette e siano benedette- scrive Severgnini\u2014 ha portato qualche complicazione. Perch\u00e9 sopra le biciclette pedalano i ciclisti. Alcuni dei quali non hanno capito che aver scelto questo magnifico mezzo di trasporto non li esenta dal rispettare il codice della strada e, in generale, il buon senso&#8230;&#8221; Per carit\u00e0, ce ne sono di ciclisti maleducati, a volte imbecilli convinti che, solo perch\u00e8 si muovono su un mezzo che non inquina e non in auto o in moto, salveranno il mondo. Ma \u00e8 la legge dei grandi numeri. Cos\u00ec come ci sono tanti giornalisti incapaci e ignoranti, cos\u00ec come ci sono medici \u00a0cafoni, impiegati statali cialtroni e cosi come ci sono insegnanti o professori spocchiosi. Si potrebbe continuare all&#8217;infinito. \u00a0Ma \u00e8 un discorso banale \u00a0di quelli che si fanno al bar il luned\u00ec mattina ad agosto quando non c&#8217;\u00e8 il campionato da commentare. \u00a0Ci\u00f2 che invece va commentato sono i numeri alla fine dell&#8217;articolo. &#8220;Colpisce, leggendo il rapporto Aci-Istat, la percentuale dei morti: +8,8% rispetto al 2013, soprattutto se paragonata ad altre categorie: +0,3% tra gli automobilisti; +4,9% i pedoni; -4,3% tra i motociclisti. Il Ciclista Urbano Permaloso e Onnipotente (C.U.P.O.) \u00e8 tra noi. Facciamo in modo che ci rimanga. Vivo, possibilmente. E meno cupo&#8230;&#8221;. Severgnini chiude il pezzo cos\u00ec. Ed \u00e8 una chiusa &#8220;balorda&#8221; perch\u00e8 mette in relazione l&#8217;aumento dei morti alla maleducazione di qualcuno e al fatto che qualcuno non rispetti le regole. Ma dimentica che molto spesso le regole non le rispettano gli altri, quelli che investono. Che nei centri urbani la velocit\u00e0 di auto e moto ( e molto spesso anche mezzi pubblici) \u00e8 spropositata, Che servirebbero pi\u00f9 zone a 30 orari. Che pedalare in citt\u00e0 come Milano a volte \u00e8 davvero una roulette russa. Che in giro, su provinciali e statali, ci sono auto e camion che quando ti passano a fianco fanno apposta a farti il &#8220;pelo&#8221;. Insomma dimentica troppe cose. O forse le ignora.<\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Nella sua rubrica sul Corriere Beppe Severgnini oggi se la prende \u00a0con i ciclisti (http:\/\/italians.corriere.it\/). \u00a0Non \u00e8 la prima volta. Anni fa raccontando brillantemente come lui sa fare quale fosse il mondo degli amatori cinquantenni che ogni domenica mattina si alzano sui pedali per andare a far fatica e gare in giro per il Paese, lo liquid\u00f2 come un ambiente di fissati, un po&#8217; avanti con l&#8217;et\u00e0 e col vizietto del doping. Fine. Solo certezze. 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