{"id":18648,"date":"2016-03-13T09:42:46","date_gmt":"2016-03-13T08:42:46","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=18648"},"modified":"2016-03-13T09:43:02","modified_gmt":"2016-03-13T08:43:02","slug":"in-bici-sulle-vie-dei-treni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2016\/03\/13\/in-bici-sulle-vie-dei-treni\/","title":{"rendered":"In bici sulle &#8220;vie&#8221; dei treni"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2016\/03\/download.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-18712\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2016\/03\/download.jpg\" alt=\"download\" width=\"275\" height=\"183\" \/><\/a>Gli esempi sono tanti. E si spera diventino sempre di pi\u00f9 perch\u00e8 dove passava un treno e oggi non pi\u00f9, si possono fare anche tante altre cose.\u00a0\u00a0Ferrovie dimenticate, rami secchi si dice oggi dove tutto ha un prezzo e soprattutto un costo. Chiss\u00e0 in quante altre parti d\u2019Italia passavano treni che oggi non ci sono pi\u00f9, non arrancano pi\u00f9, non sferragliano pi\u00f9. Oggi i treni si chiamano Frecce, hanno nomi veloci e viaggiano veloci. Cos\u00ec veloci che non ti danno pi\u00f9 neppure la possibilit\u00e0 di guardar fuori, di capire dove sei o che pezzo di Italia stai attraversando. \u00a0Passava un treno anche sulla vecchia ferrovia che da Spoleto andava fino a Norcia. \u00a0Prima forse a gasolio, una vecchia littorina, poi su una linea elettrificata. \u00a0Salite, discese, viadotti, gallerie, piccole stazioni, passaggi a livello. Il treno non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 ma tutto il resto si\u2019 \u00a0e oggi \u00e8 \u00a0un piccolo paradiso da godere in bici. \u00a0La ciclabile che taglia in due un pezzetto di Umbria e, \u2018 per chi ama sentire scrocchiare la breccia sotto le ruote , un\u2019esperienza che gratifica i sensi. \u00a0E&#8217; la \u00a0prova che , quando si vuole, anche nel nostro Paese si riesce ci\u00f2 che neppure si immagina. Cos\u00ec una cinquantina di chilometri di vecchia ferrovia diventano \u00a0la pista ciclabile dei sogni. Si sale lentamente, senza fretta e senza sentir rumori se non il grugnire di qualche cinghiale, si \u00a0sale in un continuo susseguirsi di viadotti e vecchie gallerie, tirate a lucido e rimesse in sicurezza su una strada di ghiaia bianca battuta e accompagnata da una elegante staccionata di legno. E\u2019 Umbria ma potrebbe essere Austria, Tirolo, Dolomiti. E non c\u2019\u00e8 nulla da invidiare- E&#8217; Umbria ma potrebbe essere tante altri parti. \u00a0Come lungo la &#8221; Transiberiana d\u2019Italia&#8221;, la storica e suggestiva tratta <strong>Sulmona-Carpinone-Isernia<\/strong> che unisce Abruzzo e Molise, dagli altopiani abruzzesi alle montagne del parco nazionale della Majella, \u00a0come la <strong>Verona-Peschiera- Mantova<\/strong>, la <strong>Agrigento-Porto Empedocle<\/strong>, la <strong>Palermo-Agrigento, la Cagliari-Carbonia,<\/strong> e la Milano-Varallo Sesia. Sono soltanto alcune delle ferrovie di una volta del nostro Paese che con la \u00a0Giornata nazionale delle &#8220;Ferrovie Non Dimenticate&#8221; tornano a vivere. L\u2019evento, giunto alla nona edizione e organizzato dalla Confederazione della Mobilit\u00e0 Dolce (Co.Mo.Do.) &#8211; cui aderisce <strong>Legambiente<\/strong> &#8211; quest\u2019anno si \u00e8 presentato con due novit\u00e0: la prima \u00e8 che non sar\u00e0 pi\u00f9 una singola giornata ma un intero mese dedicato alla mobilit\u00e0 sostenibile, dal 6 marzo al 6 aprile, e un programma che spazia in tutta Italia dai viaggi sui treni storici alle escursioni a piedi o in bicicletta; la seconda \u00e8 nel cambio del nome che da &#8220;Giornata delle ferrovie dimenticate&#8221; diventa &#8220;non dimenticate&#8221;. Uno degli esempi \u00e8 proprio la <strong>Transiberiana d\u2019Italia<\/strong>, che ha aperto l\u2019appuntamento di quest\u2019anno: lunga 128,7 km e inaugurata nel 1897 per mettere in collegamento la capitale meridionale, Napoli. Tra i tanti eventi, il mese giunger\u00e0 a conclusione con la \u2019Quarta Maratona Ferroviari\u00e0 da Palermo a Bagnoli per portare l\u2019attenzione sui servizi ferroviari del Mezzogiorno. In Calabria, il 9 aprile a bordo de \u2019Il treno verd\u00e8 di Legambiente in sosta a Cosenza, si parler\u00e0 del futuro della ferrovia della Sila. \u00abLe Ferrovie non dimenticate &#8211; dichiara Alessandra Bonfanti di Legambiente &#8211; rappresentano un importante patrimonio nazionale paesaggistico e culturale che merita di essere valorizzato e sono un\u2019opportunit\u00e0 preziosa per avviare e incentivare una riconversione sostenibile all\u2019insegna di un turismo di qualit\u00e0&#8221;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Gli esempi sono tanti. 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