{"id":18737,"date":"2016-03-25T10:13:12","date_gmt":"2016-03-25T09:13:12","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=18737"},"modified":"2016-03-25T10:14:47","modified_gmt":"2016-03-25T09:14:47","slug":"integratori-doping-free","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2016\/03\/25\/integratori-doping-free\/","title":{"rendered":"Integratori doping free"},"content":{"rendered":"<p>Lo sport praticato ad alti livelli \u00e8 sforzo all&#8217;ennesima potenza, stress ossidativo, dispendio\u00a0energetico, sofferenza vera. Per sopportarli chi si vota a una disciplina deve raggiungere un adattamento positivo del proprio organismo e non si pu\u00f2 evitare questa staccionata. &#8220;Ma a volte &#8211;\u00a0spiega <strong>Marco De Angelis,<\/strong> specialista in Medicina dello sport\u00a0dell&#8217;universit\u00e0 dell&#8217;Aquila &#8211; agire con la sola leva della dieta sana\u00a0non basta, non pu\u00f2 fornire &#8216;impacchettato&#8217; e pronto all&#8217;uso tutto\u00a0quello che serve. La nutraceutica (un&#8217;alimentazione arricchita o gli\u00a0integratori corretti) pu\u00f2 dare una mano e va modulata sulle necessit\u00e0\u00a0dello sportivo, in base al conteggio del consumo energetico e in base\u00a0alla parte attiva del suo corpo&#8221;. Il tutto rigorosamente doping\u00a0free&#8217;.\u00a0Su questa premessa poggia il progetto<strong> &#8216;Play sure doping free&#8217;<\/strong>: un\u00a0percorso che punta alla certificazione dei nutraceutici per lo sport,\u00a0annunciato nei gioni scorsi a Milano in occasione del Nutra Day 2016, giornata\u00a0seminario promossa da &#8216;Cum Grano Salis&#8217;. A delinearne i contorni \u00e8<strong>\u00a0Alberto Martina<\/strong>, curatore scientifico di Nutra Day e presidente della\u00a0neonata associazione &#8216;No doping life&#8217;, intorno alla quale si\u00a0svilupper\u00e0 il progetto.\u00a0&#8220;Tutto nasce &#8211; racconta &#8211; dalla constatazione che il mondo sport e\u00a0dell&#8217;attivit\u00e0 fisica in generale \u00e8 spesso associabile a una serie di\u00a0tentativi di scorciatoie per aumentare la prestazione a scapito\u00a0dell&#8217;allenamento&#8221;. E&#8217; nelle cronache degli ultimi giorni il caso della\u00a0tennista siberiana Maria Sharapova, trovata positiva a un farmaco\u00a0finito da inizio 2016 nella lista nera. &#8220;Noi vogliamo ribadire, non\u00a0solo per la nicchia degli sportivi professionisti ma per tutti quelli\u00a0che fanno attivit\u00e0 fisica in Italia, che occorre alimentarsi in modo\u00a0sano e controllare la propria capacit\u00e0 di esercizio fisico &#8211; spiega Martina &#8211; E vorremmo che anche prodotti assunti come integratori\u00a0possano essere certificati doping free'&#8221;.\u00a0L&#8217;associazione No doping life, che avr\u00e0 i suoi\u00a0uffici a Milano, &#8220;sar\u00e0 operativa entro 30 giorni &#8211; annuncia Martina &#8211;\u00a0L&#8217;adesione ai valori etici da essa propugnati per la lotta al doping\u00a0permetter\u00e0 di accedere a un processo di certificazione fatta da un\u00a0ente terzo, un player certificativo mondiale, Bureau Veritas, che in\u00a0Italia ha un pool di 1.200 esperti. Verr\u00e0 creato il primo processo di\u00a0certificazione &#8216;Play sure, doping free&#8217; per tutti gli integratori per lo sport e l&#8217;attivit\u00e0 fisica. E questo percorso sar\u00e0 esteso anche agli\u00a0alimenti, ai prodotti omeopatici che possono essere assunti sia da chi\u00a0pratica sport che da chi ha una vita sedentaria&#8221;.\u00a0E&#8217; l&#8217;inizio di un processo, continua l&#8217;esperto, &#8220;che potr\u00e0 portare ad\u00a0avere poi un logo sulla confezione o sull&#8217;etichetta dei prodotti, che\u00a0permetter\u00e0 al consumatore di avere la certezza che quello che assume\u00a0non ha problemi di sicurezza n\u00e9 di doping&#8221;. L&#8217;attivit\u00e0 di\u00a0certificazione dovrebbe cominciare nel giro di un paio di mesi. E\u00a0anche societ\u00e0 sportive, organizzazioni, produttori e persino farmacie,\u00a0potranno sottoporsi al processo che li porter\u00e0 a fregiarsi della\u00a0certificazione &#8216;doping free&#8217;, che varr\u00e0 da subito in 28 paesi europei\u00a0e in Svizzera. A orientare le verifiche di Bureau Veritas (ai fini del\u00a0rilascio della certificazione) ci sar\u00e0 un disciplinare tecnico, una\u00a0manuale redatto dalla societ\u00e0 internazionale Doping Free. \u00a0La nutraceutica, spiega De Angelis, &#8220;pu\u00f2 essere\u00a0un&#8217;alleata per lo sportivo. Qualche dato pu\u00f2 aiutare a capire: ci viene detto che la vitamina B1 \u00e8 nella carne? Facendo alcuni semplici\u00a0conteggi possiamo renderci conto che per arrivare a coprire il\u00a0fabbisogno giornaliero dovremmo consumarne 800 grammi, e senza\u00a0cuocerla. Oppure ingerire due etti al giorno di lievito di birra.\u00a0Si dice che la vitamina C si trova nel peperoncino ma per raggiungere mezzo grammo dovremmo assumerne 200 gr al giorno. Per il giusto\u00a0apporto di vitamina E servirebbero 300 gr di noci, per il ferro 600\u00a0grammi. Per la vitamina D dovremmo passare una vita al sole. E stiamo\u00a0parlando di una persona sedentaria. Immaginate uno sportivo che deve\u00a0nuotare per 120 km a settimana o correre per 30 km. Orientarsi nella\u00a0scelta di integratori specifici \u00e8 importante&#8221;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Lo sport praticato ad alti livelli \u00e8 sforzo all&#8217;ennesima potenza, stress ossidativo, dispendio\u00a0energetico, sofferenza vera. 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