{"id":18818,"date":"2016-03-27T12:16:42","date_gmt":"2016-03-27T10:16:42","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=18818"},"modified":"2016-03-27T12:28:48","modified_gmt":"2016-03-27T10:28:48","slug":"primaditutto-a-rimini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2016\/03\/27\/primaditutto-a-rimini\/","title":{"rendered":"Primaditutto a Rimini&#8230;"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2016\/03\/Team-Prima-di-Tutto-1024x614.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-18820\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2016\/03\/Team-Prima-di-Tutto-1024x614-300x180.jpg\" alt=\"Team-Prima-di-Tutto-1024x614\" width=\"300\" height=\"180\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2016\/03\/Team-Prima-di-Tutto-1024x614-300x180.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2016\/03\/Team-Prima-di-Tutto-1024x614.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Forse non \u00e8 un caso che una storia come quella di Primaditutto venga scritta nella mattina di Pasqua che \u00e8 l&#8217;inno alla speranza, all&#8217;esistenza ridonata . Primaditutto sono tre donne e poi tre storie che \u00a0non sono solo sportive e ci vuol poco a capirlo. Una\u00a0sfida raccontata con un fantastico accento reggiano da <strong>Giovanna, Catia e Marina<\/strong> e con la voglia di riscrivere un pezzetto del romanzo della loro vita che \u00a0tra poco pi\u00f9 di un mese, l&#8217;8 maggio, \u00a0le vedr\u00e0 in gara nella staffetta del <strong>Challenge Rimini.<\/strong> Al fianco della Fondazione<strong> Grade onlus e Loto onlus,<\/strong> \u00a0in una gara di triathlon nella la giornata mondiale sul tumore ovarico. \u00a0E non un caso neanche questo. Millenovecento metri di nuoto, 90 chilometri in bici e 21 chilometri di corsa per raccogliere fondi da donare alla ricerca ma soprattutto per giocare d\u2019anticipo contro la malattia, per spiegare a tutti che se ci si muove prima \u00e8 tutto pi\u00f9 semplice, per essere utili anche agli altri, per dar forza a se stesse e a chi soffre, a chi fa i conti con analisi e chemio \u00a0a chi passa le sue ore nelle sale d&#8217;attesa degli ospedali. Primaditutto \u00e8 la sfida di chi non vuole abbassare lo sguardo, \u00e8 la forza \u00a0che trovi dentro anche se non sai di averla, anche se non te l\u2019aspetti. \u00a0Giovanna , Marina \u00a0e Catia \u00a0sono tutte queste cose insieme. Tutte e tre hanno combattuto e combattono contro la malattia, tutte e tre \u00a0hanno attraversato periodi critici dove curarsi, lavorare e vivere diventa difficile, quasi un peso. Un macigno davanti all&#8217;uscita di un tunnel quasi impossibile da rimuovere. E allora lo sport ti d\u00e0 la speranza che cerchi. Lo sport agonistico diventa sfida, motivazione, strumento di resistenza e di tenacia: quotidiano \u00a0allenamento per combattere.\u00a0\u201cLo sport ha accompagnato tutta la mia vita- racconta<strong> Catia Cantarelli-<\/strong> Ha scandito i momenti belli e mi ha salvato da quelli difficili. Cos\u00ec hanno fatto gli amici. Io e Marina abbiamo combattuto una parte della nostra battaglia insieme, i legami che si creano in certi casi sono speciali. Si combatte contro un gigante, qualcuno ce la fa, qualcuno no. Ho accettato la sfida pensando che avrei nuotato, nonostante non lo faccia pi\u00f9 da tempo e mai avrei pensato di ricominciare, per tutti quelli che non possono pi\u00f9 farlo e per tutti quelli che non lo sanno, ma possono ancora\u201d. E il <strong>Challenge di Rimini<\/strong> sar\u00e0 il punto di ripartenza, un 2.0 da cui ricominciare perch\u00e8, vada come vada, \u00e8 chiaro che tempi. medaglie, piazzamenti e classifiche quel giorno non conteranno.\u00a0\u201cQuest\u2019anno per me \u2014 dice <strong>Marina Davolio<\/strong> \u2014 \u00e8 stato come combattere tre guerre contemporaneamente. Una personale, contro il mio carcinoma, una fisica, per riuscire a lavorare nonostante le cure, e una psicologica, non tanto contro le mie paure, ma soprattutto contro quelle degli altri. Ho accettato questa sfida anche per provare a sfondare il muro di omert\u00e0 o al contrario di morbosit\u00e0 che mi sono trovata tante volte davanti. Credo che la parola tumore non debba pi\u00f9 essere impronunciabile, non debba pi\u00f9 evocare strani miti e allontanare le persone. Questa \u00e8 la sfida che porto, il mio testimone da passare a Catia e Giovanna\u201d. Primaditutto bisogna crederci quindi. Perch\u00e8 si parte ( e si riparte ) sempre da l\u00ec. Anche quando le salite sembrano impossibili, i chilometri troppi e il fiato corto. Cortissimo. &#8220;Vogliamo far capire a chi \u00e8 malato, a chi ha problemi che qualsiasi cosa accada la vita resta nelle nostre mani- spiega <strong>Giovanna Rossi-<\/strong> Primaditutto \u00a0\u00e8 promuovere la prevenzione e\u00a0la raccolta di fondi a favore della fondazione Grade onlus di Reggio Emilia e di Loto onlus di Bologna, che lavorano con pazienti oncologici da anni, in particolare Grade con pazienti oncoematologici e Loto onlus contro il tumore ovarico, e sostengono questo progetto per riflettere sulla malattia e sull&#8217;importanza di non sentirsi isolati. \u00a0Promuoverla e renderla virale con\u00a0un blog\u00a0<a href=\"http:\/\/www.46percento.it\/\">www.46percento.it<\/a>, \u00a0dove si potranno seguire le tappe di avvicinamento, con l&#8217;hashtag #primaditutto e con le staffette che correranno a Rimini e si possono iscrivere con noi&#8221;. \u00a0Prima di tutto sono tre parole ma bastano per spiegare tante altre cose. \u00a0Belle e importanti. Primaditutto \u00a0non per caso \u00e8 una storia da raccontare\u00a0a Pasqua. Scriveva \u00a0Paolo nella seconda Lettera ai Corinzi: \u00abPer questo non ci scoraggiamo&#8230;Il momentaneo, leggero peso della nostra tribolazione ci procura una quantit\u00e0 smisurata ed eterna di gloria, perch\u00e9 noi non fissiamo lo sguardo sulle cose visibili, ma su quelle invisibili&#8230;&#8221;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Forse non \u00e8 un caso che una storia come quella di Primaditutto venga scritta nella mattina di Pasqua che \u00e8 l&#8217;inno alla speranza, all&#8217;esistenza ridonata . Primaditutto sono tre donne e poi tre storie che \u00a0non sono solo sportive e ci vuol poco a capirlo. 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