{"id":18866,"date":"2016-04-03T17:31:36","date_gmt":"2016-04-03T15:31:36","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=18866"},"modified":"2016-04-03T20:00:25","modified_gmt":"2016-04-03T18:00:25","slug":"sagan-vince-il-fiandre-e-il-ciclismo-sogna","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2016\/04\/03\/sagan-vince-il-fiandre-e-il-ciclismo-sogna\/","title":{"rendered":"Sagan vince il Fiandre e il ciclismo sogna"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2016\/04\/Cycling-Tour.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignright size-medium wp-image-18871\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2016\/04\/Cycling-Tour-300x199.jpg\" alt=\"Cycling - Tour of Flanders\" width=\"300\" height=\"199\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2016\/04\/Cycling-Tour-300x199.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2016\/04\/Cycling-Tour-1024x680.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Ol\u00e8. <strong>Peter Sagan<\/strong> che vince il Fiandre \u00e8 tutta un&#8217;altra storia rispetto alla Gand-Wevelgem. E&#8217;il finale che tutti gli appassionati di ciclismo sognavano. Il pi\u00f9 forte nella corsa pi\u00f9 bella. Il fuoriclasse nella corsa che incornicia una carriera da predestinato. Da Bruges a Oudenarde, 255 chilometri dove ogni pedalata \u00e8 un pezzo di storia, dove solo in quattro prima dello slovacco avevano vinto con la maglia iridata sulle spalle ed era gente del calibro di<strong> Rik Vaan Looy<\/strong> ed <strong>Eddy Merckx<\/strong>, tanto per fare due nomi. Da Bruges a Oudernarde dove il ciclismo \u00e8 cultura \u00a0religione e \u00a0dove oggi si correva l&#8217;edizione numero cento. E allora era un segno del destino che a vincere fosse \u00a0la nuova pepita del ciclismo mondiale, mica un carneade qualunque. Era destino che Sagan staccasse tutti o quasi sul \u00a0Patenberg e non in un posto qualunque ed era destino che alle sue spalle arrivasse proprio Fabian Cancellara che con un inchino gli ha passato il testimone di una gloria che si arricchir\u00e0 di altri podi e di altre imprese. Braccia alzate, ad incitare il pubblico ad applaudirlo un po&#8217; di pi\u00f9, a reclamare una gloria che \u00e8 gi\u00e0 scritta. E infatti scrivi Peter su Google e il terzo nome della lista \u00e8 proprio il suo. Forse fra qualche settimana diventer\u00e0 addirittura il secondo o il primo. E un motivo ci sar\u00e0.\u00a0 Fenomeno, fuoriclasse, personaggio o\u00a0 campione. Chiamatelo come volete ma dalle 15.24 del 27 settembre ora di Richmond in Virginia, il ragazzo di Zilina \u00e8 diventato nuovo messia del ciclismo mondiale. \u00a0Un campionato del mondo che tutti, ma proprio tutti, sapevano che sarebbe stato solo l&#8217;inizio. Una maglia mondiale finita sulle spalle giuste \u00a0perch\u00e8 mondiale non \u00e8 la Milano-Sanremo, la Parigi-Roubaix o il Fiandre. Non vive di luce propria. Ci sono maglie iridate che, senza far nomi, sono finite sulle spalle di illustri sconosciuti che le hanno portate in giro per il mondo nel pi\u00f9 completo anonimato. \u00a0Sagan invece quando vince lascia il segno indelebile come capita solo ai predestinati, come Zorro che forse un po&#8217; anche gli somiglia. Da oggi ci ricorderemo tutti il suo scatto sul Patenberg, lo sguardo curioso al ciclista che gli stava correndo a fianco sulla ciclabile \u00a0a tre chilometri dal traguardo, il zigzag dopo l&#8217;arrivo. Cos\u00ec come ricordiamo il suo scatto sul pav\u00e8 \u00a0a Richmond allo stesso modo della \u201cfucilata\u201d di Beppe Saronni a Goodwood. Consegnate alla storia, per sempre. Come <strong>Dino Zoff<\/strong> che alza la coppa del mondo a Madrid, come<strong> Stefano Baldini<\/strong> che entra nel Panatinaik\u00f2 di Atene. C\u2019\u00e8 da scommetterci. Ma \u00e8 solo l\u2019inizio una storia importante che oggi ha scritto un&#8217;altra pagina di quelle che resteranno. Sagan \u00e8 la rivoluzione di cui il ciclismo moderno appiattito da tattiche e doping aveva bisogno. E\u2019 l\u2019incoscienza e il coraggio, \u00e8 la miscela esplosiva dell\u2019estro, \u00e8 la classe che comunque fa sempre la differenza. In bici ma anche quando non pedala. E\u2019 il personaggio che fa la gioia di tifosi e giornalisti. Che prende a insulti un cameraman della Vuelta che per filmarlo rischia di farlo atterrare sull\u2019asfalto, che pizzica il sedere di una miss sul podio. E che poi\u00a0 le manda un mazzo di fiori per scusarsi. Alla miss. Peter Sagan \u00e8 quello che \u00a0in un mondo che \u00e8 sport ma anche contratti, sponsor, marketing e soldoni, \u00a0se ne frega di tutto e di tutti se ne va con quattro amici al pub a festeggiare con un birra. <strong>Peter Sagan<\/strong> sono 5 milioni di contatti sul web, 700 like al giorno, 335mila contatti su twitter e un centinaio di autografi al giorno. Peter Sagan \u00e8 una pepita d\u2019oro. Peter Sagan che vince il Fiandre per il ciclismo \u00e8 il pi\u00f9 bel sogno di primavera<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Ol\u00e8. Peter Sagan che vince il Fiandre \u00e8 tutta un&#8217;altra storia rispetto alla Gand-Wevelgem. E&#8217;il finale che tutti gli appassionati di ciclismo sognavano. Il pi\u00f9 forte nella corsa pi\u00f9 bella. Il fuoriclasse nella corsa che incornicia una carriera da predestinato. 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