{"id":19031,"date":"2016-04-18T20:21:04","date_gmt":"2016-04-18T18:21:04","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=19031"},"modified":"2016-04-18T20:21:16","modified_gmt":"2016-04-18T18:21:16","slug":"maratona-di-boston-storia-infinita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2016\/04\/18\/maratona-di-boston-storia-infinita\/","title":{"rendered":"Maratona di Boston, storia infinita"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2016\/04\/Boston-Marathon.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-19034\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2016\/04\/Boston-Marathon-300x185.jpg\" alt=\"Boston Marathon\" width=\"300\" height=\"185\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2016\/04\/Boston-Marathon-300x185.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2016\/04\/Boston-Marathon-1024x633.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Trionfo etiope alla maratona di Boston che si \u00e8 disputata oggi. Tra gli uomini vince il \u00a021enne<strong> Lemi Berhanu Hayle<\/strong> con il tempo di 2h12&#8217;45&#8221; davanti al connazionale <strong>Lelisa Desisa<\/strong>, campione uscente, staccato di 47&#8221;. Il podio tutto etiope \u00e8 stato completato da <strong>Yemane Adhane Tsegay<\/strong>, giunto a 1&#8217;17&#8221;. L&#8217;Etiopia domina anche la gara femminile con <strong>Atsede Baysa<\/strong> in 2h29&#8217;19&#8221; davanti alla connazionale <strong>Tirfi Tsegaye<\/strong>. Terza la keniana<strong> Joyce Chepkirui<\/strong>. Al via oltre \u00a030mila atleti . Fin qui la cronaca. Ma \u00e8 chiaro che per Boston la cronaca non basta. Boston \u00e8 la vera maratona americana, quella che conta. Pi\u00f9 di New York, considerata commerciale, da &#8220;parvenu&#8221; della fatica, da turisti. Boston \u00e8 Boston da sempre, da 120 anni sempre il\u00a019 aprile, sempre \u00a0il terzo luned\u00ec\u2019 \u00a0del mese durante \u00a0il Patriot\u2019s day la festa che in Massachusetts celebra l\u2019inizio della rivoluzione. \u00a0Boston che si \u00e8 sempre corsa, senza mai un&#8217;interruzione neanche durante guerre e terremoti. Boston \u00e8 il fiore all&#8217;occhiello degli americani, il punto d&#8217;orgoglio, la loro storia sportiva, il simbolo che conservano. Boston \u00e8 la maratona\u00a0pi\u00f9 dura del mondo con quella sua collina spaccacuore a dieci chilometri dall\u2019arrivo. \u00a0Boston per noi \u00e8 la vittoria di <strong>Gelindo Bordin<\/strong>, \u00a0il 16 aprile del 1990, dopo l\u2019oro ai Giochi del 1988,<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 che\u00a0<\/span><span class=\"Apple-converted-space\">da queste parti scrisse un pezzo di storia che non canceller\u00e0 pi\u00f9 nessuno:\u00a0 primo in<\/span> 2:08\u201919\u201d e primo campione olimpico a vincere anche a Boston. Mai pi\u00f9 successo. Boston \u00e8 una ferita riaperta tre anni fa dopo \u00a0le torri gemelle anche se poi si \u00e8 capito che non era la stessa cosa e comunque \u00e8 meglio non correre rischi: e cos\u00ec oggi sul percorso c&#8217;erano oltre cinquemila agenti in divisa e chiss\u00e0 quanti altri in borghese. Boston \u00e8 <strong>Roberta Gibb<\/strong> anche oggi al traguardo \u00a0lei che\u00a0\u00a0nel 1966 la corse in 3 ore e 21 minuti ma senza nessun tipo di certificazione . Si dice sia stata la prima donna della storia ma forse no. Perch\u00e8 \u00a0per trovare la prima traccia di una donna in una maratona bisogna ricordare\u00a0<strong>Kathrine Switzer\u00a0<\/strong>che cambia la storia che allora vietava alle donne di correre le lunghe gare perch\u00e8 si temeva fossero dannose per la loro fertilit\u00e0. E&#8217; lei la prima correre \u00a0una maratona ufficiale anche se vestita da uomo. \u00a0Ma un paio di chilometri dal traguardo un fotografo si accorge dell&#8217;inganno. E la soprende. E\u00a0<strong>Jock Semple,\u00a0<\/strong>che oltre ad essere un uomo dal carattere esuberante e rissoso \u00e8 da sempre l\u2019organizzatore della maratona di Boston, quando si accorge\u00a0di ci\u00f2 che sta succedendo salta gi\u00f9 dal pulmann della stampa e cerca di fermarla. La afferra e cerca strapparle il pettorale\u00a0 ma \u00a0l&#8217;allenatore e il fidanzato che stanno correndo con lei permettono a Kathrine di sfuggire e di riprendere\u00a0a correre mischiandosi nel gruppo verso il traguardo. \u00a0Finisce in\u00a0 4 ore e 20 minuti e \u00a0la storia di quella prima donna maratoneta fa il giro del mondo.\u00a0 Katherine Switzer diventa a tutti gli effetti la prima donna ad aver partecipato ad una maratona, la prima\u00a0ad avere sfidato e battuto le convenzioni e un divieto assurdo e senza senso. Partecipa altre otto volte alla Boston Marathon e nel 1974 vince con un tempo di 2:51. Ora \u00a0\u00e8 una affermata giornalista\u00a0 giornalista sportiva americana, scrittrice\u00a0 e commentatrice televisiva. La sua maratona \u00e8 diventata quella di milioni di donne che da allora si iscrivono alle 42 chilometri nel mondo, le corrono e ci battono. E ovviamente tutto \u00e8 cominciato a Boston&#8230;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Trionfo etiope alla maratona di Boston che si \u00e8 disputata oggi. Tra gli uomini vince il \u00a021enne Lemi Berhanu Hayle con il tempo di 2h12&#8217;45&#8221; davanti al connazionale Lelisa Desisa, campione uscente, staccato di 47&#8221;. Il podio tutto etiope \u00e8 stato completato da Yemane Adhane Tsegay, giunto a 1&#8217;17&#8221;. L&#8217;Etiopia domina anche la gara femminile con Atsede Baysa in 2h29&#8217;19&#8221; davanti alla connazionale Tirfi Tsegaye. Terza la keniana Joyce Chepkirui. Al via oltre \u00a030mila atleti . Fin qui la cronaca. Ma \u00e8 chiaro che per Boston la cronaca non basta. Boston \u00e8 la vera maratona americana, quella che conta. 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