{"id":19045,"date":"2016-04-21T17:01:02","date_gmt":"2016-04-21T15:01:02","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=19045"},"modified":"2016-04-23T10:00:05","modified_gmt":"2016-04-23T08:00:05","slug":"eroi-a-pedali","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2016\/04\/21\/eroi-a-pedali\/","title":{"rendered":"Eroi a pedali"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2016\/04\/826c1735-dbc2-4d2b-b38f-499442336d29.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-19046\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2016\/04\/826c1735-dbc2-4d2b-b38f-499442336d29-300x200.jpg\" alt=\"826c1735-dbc2-4d2b-b38f-499442336d29\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2016\/04\/826c1735-dbc2-4d2b-b38f-499442336d29-300x200.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2016\/04\/826c1735-dbc2-4d2b-b38f-499442336d29.jpg 883w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Forse gli eroi sono altri. O forse no. Perch\u00e8 per correre in bici tanti anni fa un po&#8217; eroi bisognava esserlo. Le bici erano quelle che erano. E le strade anche. Niente carbonio, \u00a0niente elettronica, niente integratori, niente di niente. Come diceva <strong>Alfredo Binda<\/strong>, e non a caso la sua frase \u00e8 diventata storia, per correre allora ci volevano i &lt;garun&#8230;&gt; e non serve tradurre per capire che bisognava esser tosti. Forse la fatica era di pi\u00f9. Certo che le facce erano antiche gi\u00e0 da giovani e le rughe pi\u00f9 profonde, cotte dal sole e dal freddo. Non c&#8217;era tempo per look, \u00a0orecchini, tatuaggi, per i body intonati con le bici. Le scarpette non avevano le suole hi-tech e gli attacchi erano le cinghiette dei puntapiedi. Stop. \u00a0Un altro mondo. Un mondo dove la bici era poesia pura, romanzo, oggetto del desiderio e oggetto di un racconto infinito uscito dalle penne di grandi scrittori. Non solo un mezzo meccanico, ma il mezzo per raccontare una grande storia di attese e di speranze e per vivere un riscatto che, dopo le Guerre, \u00a0i nostri nonni e bisnonni si sono conquistati con il cuore e con le unghie. C&#8217;era una volta il ciclismo dei pionieri che ha fatto pedalare un Paese che aveva voglia di ricominciare e c&#8217;\u00e8 oggi un ciclismo che a quell&#8217;epopea si ispira e vuole rivivere. Ovvio, per gioco. Con lo spirito lieve che serve in questi casi. Ed \u00e8 un altro ciclismo. Pi\u00f9 rilassato \u00a0di quello\u00a0delle granfondo dove ci si depila, si cerca spasmodicamente il tempo e davanti si va sempre a tutta. Pi\u00f9 godererccio rispetto alla frenesie dei ristori in corsa con sali e barrette presi al volo per non perdere un secondo. Pi\u00f9 contemplativo perch\u00e8 c&#8217;\u00e8 sempre il tempo di una foto o di un &#8220;selfie&#8221; come si usa da quando i telefonini sono entrati nelle nostre vite. E&#8217; il ciclismo che torna eroico. E&#8217; il ciclismo dell&#8217;<strong>Eroica,<\/strong> gara-non gara che questo mondo ha avuto l&#8217;idea di riscoprire e riproporre. Ed \u00e8 stato il successo che forse non ci si aspettava con gare che sono diventate altre gare, con corse che sono diventate un format da esportazione, con ciclisti che si sono aggiunti a ciclisti. E domenica primo maggio\u00a0a <strong>Buonconvento,<\/strong> in provincia di Siena, \u00a0l&#8217;<strong>Eroica<\/strong>, che da due anni \u00e8 diventata anche l&#8217;<strong>Eroica di Primavera,<\/strong> replica. Replica un\u00a0\u00a0ciclismo vintage ispirato a valori ed emozioni intramontabili che si svolge principalmente nella zona sud della provincia di Siena tra la \u00a0Val D\u2019Arbia, Val D\u2019Orcia e delle Crete Senesi, \u00a0su strade bianche e impegnative, cos\u00ec da provare quella \u201cbellezza delle fatica\u201d, che rende unica e cos\u00ec tanto amata la proposta de L\u2019Eroica in tutto il mondo. Perch\u00e8 una volta era cos\u00ec. E perch\u00e8 oggi \u00e8 bello per molti che sia ancora cos\u00ec. \u00a0Ma se questa vuol essere una corsa che gratifica i sensi, come sempre accade nel ciclismo, c&#8217;\u00e8 un prezzo da pagare. La bici non fa sconti e nulla regala anche se la\u00a0durezza del percorso sar\u00e0 addolcita da \u00a0paesaggi, cittadine e paesi incantevoli, \u00a0da cibo e vino della miglior tradizione toscana. Pi\u00f9 di mille gli appassionati: \u201cLe strade della parte meridionale del percorso permanente de L\u2019Eroica sono &#8220;pi\u00f9 bianche&#8221;, pi\u00f9 immerse nella natura, pi\u00f9 dentro un paesaggio aperto a visioni panoramiche, pi\u00f9 intime \u2013 spiega <b>Giancarlo Brocci, <\/b>ideatore de<b> L\u2019Eroica<\/b> -. \u00a0Ma i tracciati di Eroica Primavera, se possibile, sono anche pi\u00f9 severi rispetto all&#8217;evento di Gaiole in Chianti e il fascino della sfida se ne esalta, anche a fronte di chilometraggi meno estremi. All&#8217;evento Primavera si \u00e8 pensato come al pi\u00f9 adatto ad ospitare il festival, il villaggio, la partecipazione del magnifico contesto, da Buonconvento a Montalcino, ricco di storia e tradizioni, di memoria, di bella gente che ama il proprio territorio e porta ancora ben vivo in s\u00e9 il culto rurale dell&#8217;ospitalit\u00e0\u201d. E non sar\u00e0 solo bici. Perch\u00e8 l&#8217;Eroica ormai \u00e8 un contenitore trasversale alla bici che ruota intorno ad un mondo che \u00e8 innanzitutto passione ma anche un modo di vivere.\u00a0Attorno alle mura e all\u2019interno di Buonconvento, uno tra i borghi pi\u00f9 belli d\u2019Italia ci sar\u00e0 infatti un \u00a0mercatino del ciclo-vintage \u00a0a cui si affiancheranno stand di abbigliamento e bici d&#8217;epoca, stand enogastronomici. E poi convegni, presentazione di libri, concorsi, concerti, il circuito degli Assi e tanti altri eventi che rendono l&#8217; Eroica Primavera un vero e proprio happening delle due ruote. C&#8217;erano una volta gli eroi&#8230;Oggi c&#8217;\u00e8 l&#8217;Eroica.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>I quattro percorsi di Eroica Primavera<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.expedia.it\/vc\/pioneer\" target=\"_blank\"><b>PERCORSO LUNGO &#8211; VAL D&#8217;ORCIA<\/b>\u00a0da 150\u00a0km con 3.226\u00a0m di dislivello che prosegue fino Bagno Vignoni, Pienza, S. Anna in Camprena, Castelmuzio; Montisi, S. Giovanni d\u2019Asso. Posti fantastici ma occorre essere ben preparati. Tante le asperit\u00e0 da affrontare ma la soddisfazione di portare a termine le 100 Miglia non ha paragoni.<\/a><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.expedia.it\/vc\/pioneer\" target=\"_blank\"><b>PERCORSO MEDIO \u2013 MONTALCINO<\/b>\u00a0da 102 km con 2038 m\u00a0di dislivello. Posti fantastici: Castello Poggio alle Mura, Sant&#8217;Angelo in Colle, Abbazia di Sant\u2019Antimo, Montalcino, Lucignano d&#8217;Asso. Gran parte tra i Vigneti che in alcuni punti sembrano, in lontananza \u00a0addirittura toccare il cielo. Ristori in luoghi suggestivi, come piazza del Popolo e le sue logge a Montalcino.<\/a><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.expedia.it\/vc\/pioneer\" target=\"_blank\"><b>PERCORSO CORTO &#8211; CRETE SENESI<\/b>\u00a0 da 56km con 938 m di dislivello. Gran parte sul percorso del 209 km de L\u2019Eroica di Gaiole. Vigneti Crete ed un gioiello come Lucignano d\u2019Asso con la sua magica piazzetta e fontanella ristoro di tutti coloro che percorrono le strade de L\u2019Eroica.<\/a><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.expedia.it\/vc\/pioneer\" target=\"_blank\"><b>PASSEGGIATA COLLINE SENESI<\/b>\u00a0su un percorso da 27 km con 332 m di dislivello. Un assaggio di Eroica Primavera che si snoda tra le dolci Colline Senesi ed i primi vigneti a Brunello.<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Forse gli eroi sono altri. O forse no. Perch\u00e8 per correre in bici tanti anni fa un po&#8217; eroi bisognava esserlo. Le bici erano quelle che erano. E le strade anche. Niente carbonio, \u00a0niente elettronica, niente integratori, niente di niente. Come diceva Alfredo Binda, e non a caso la sua frase \u00e8 diventata storia, per correre allora ci volevano i &lt;garun&#8230;&gt; e non serve tradurre per capire che bisognava esser tosti. Forse la fatica era di pi\u00f9. Certo che le facce erano antiche gi\u00e0 da giovani e le rughe pi\u00f9 profonde, cotte dal sole e dal freddo. Non c&#8217;era tempo [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2016\/04\/21\/eroi-a-pedali\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":956,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[1],"tags":[80934,80933,80935],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/19045"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/users\/956"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=19045"}],"version-history":[{"count":8,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/19045\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":19066,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/19045\/revisions\/19066"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=19045"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=19045"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=19045"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}