{"id":19126,"date":"2016-04-30T09:56:45","date_gmt":"2016-04-30T07:56:45","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=19126"},"modified":"2016-05-01T00:19:47","modified_gmt":"2016-04-30T22:19:47","slug":"swimrun-e-poi-un-pinta-di-birra","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2016\/04\/30\/swimrun-e-poi-un-pinta-di-birra\/","title":{"rendered":"Swimrun&#8230;e poi una pinta di birra"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2016\/04\/pippa.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-19127\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2016\/04\/pippa-150x150.jpg\" alt=\"pippa\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2016\/04\/email-ruzzo-2.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-19128\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2016\/04\/email-ruzzo-2-150x150.jpg\" alt=\"email ruzzo - ruzzo -\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2016\/04\/email-ruzzo-.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-19129\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2016\/04\/email-ruzzo--150x150.jpg\" alt=\"email ruzzo - ruzzo -\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a>Si nuota e si corre ma \u00e8 un&#8217;altra cosa. Intanto perch\u00e8 si nuota con le scarpe da running e si corre con la muta. E questo gi\u00e0 potrebbe bastare. E invece no, nello swimrun l&#8217;asticella si alza molto di pi\u00f9. Pi\u00f9 del nuoto e pi\u00f9 della corsa e pi\u00f9 di tutte e due le cose messe insieme. Perch\u00e8 bisogna avere coraggio tuffarsi in un lago gelido magari dell&#8217;Europa del nord, perch\u00e8 bisogna nuotare per chilometri e poi uscire dall&#8217;acqua e poi correre ancora per altri chilometri. Perch\u00e8 poi bisogna ancora tuffarsi nell&#8217;acqua e poi correre tra sentieri e montagne fino al prossimo tuffo. E perch\u00e8 poi bisogna farlo ancora una volta, un&#8217;altra e un&#8217;altra ancora. Nonne e mamme che quasi sempre hanno la saggezza e il buonsenso che non ha chi si iscrive a una \u00abswimrun\u00bb, direbbero che per correrla bisogna avere qualche \u00abvenerd\u00ec\u00bb fuori posto oppure aver bevuto un po&#8217;. Un bel po&#8217;&#8230; \u00abSi forse \u00e8 davvero cos\u00ec- racconta <strong>Diego Novella<\/strong> uno dei migliori atleti italiani in questa specialit\u00e0 che il 27 agosto sul Lago Maggiore ha organizzato la <strong>\u00abSwimrun Cheers\u00bb<\/strong>, prima vera gara di swimrun italiana- Cominci\u00f2 tutto una quindicina di anni fa in Svezia con una scommessa fatta da due amici che avevano alzato il gomito. Andiamo da qui a l\u00e0&#8230;Solo che da qui a l\u00e0 c&#8217;erano 26 isolotti di un arcipelago da superare, 10 chilometri di acque libere da attraversare e 65 chilometri da correre tra boschi, rocce e montagne&#8230;\u00bb . La <strong>Otillo Swimrun<\/strong> \u00e8 diventata subito una sfida, una moda ed oggi \u00e8 tradizione e campionato del mondo. Iscriversi alla gara di Ut\u00f6 V\u00e4rdshus vicino a Stoccolma \u00e8 come vincere alla lotteria, perch\u00e8 c&#8217;\u00e8 un popolo che smania per avere un pettorale e i posti (limitati) spariscono in meno di un&#8217;ora dal momento in cui sul sito si aprono le iscrizioni. Quindi si incrociano le dita oppure si ha la fortuna o il buon nome di farsi invitare. Ma non tutti si chiamano <strong>Midleton<\/strong> come<strong> Pippa<\/strong>, sorella di Kate moglie del principino <strong>William<\/strong> reale della Casa inglese. Il pi\u00f9 ammirato \u00ablato b\u00bb del Regno Britannico l&#8217;ha gi\u00e0 corsa un paio di volte arrivando con onore al traguardo: \u00abMi tengo in forma cos\u00ec&#8230;\u00bb pare abbia spiegato ai suoi connazionali facendo intendere ci\u00f2 che c&#8217;era da intendere. E cos\u00ec in tanti (ma sopratutto in tante) hanno cominciato a tuffarsi e a correre con muta e scarpe da jogging. Dalla Contea della Cornovaglia alla Scozia nel lago di Loch Ness in una edizione ovviamente \u00abmostruosa\u00bb.\u00a0Mancava l&#8217;Italia. Ora c&#8217;\u00e8. Ci sar\u00e0 il 27 agosto quando tra le acque e le montagne del Lago Maggiore andr\u00e0 in scena la <strong>\u00abSwimrun Cheers\u00bb<\/strong> dove un centinaio di concorrenti si tufferanno dal pontile di Verbania per raggiungere l\u2019<strong>Isola Madre<\/strong> che attraverseranno di corsa. Poi si tufferanno di nuovo verso l\u2019<strong>Isola dei Pescatori<\/strong> dove correranno verso il nuovo tuffo che li porter\u00e0 all\u2019<strong>Isola Bella<\/strong>. E da l\u00ec, un volta raggiunta la riva, scaleranno i monti che dividono il <strong>Lago Maggiore<\/strong> da quello di <strong>Mergozzo<\/strong> per attraversarlo a nuoto e tornare nuovamente di corsa a Verbania. Una fatica vera. Perch\u00e8 nuotare con le scarpe ai piedi non \u00e8 semplicissimo ma soprattutto perch\u00e8 correre con una muta da swimrun \u00e8 ancora pi\u00f9 complicato. In tutto una quarantina di chilometri, 29 di corsa e 11 a nuoto. Ma non sar\u00e0 solo fatica. O meglio alla fine la ricompensa sar\u00e0 pi\u00f9 che meritata e non si tratter\u00e0 solo di gloria perch\u00e8, come nella migliore tradizione nordica, queste gare sono anche vere e propri festival enogastronomici. Non ci sar\u00e0 classifica perch\u00e8 \u00e8 ovvio che in una sfida cos\u00ec vincono tutti quelli che arrivano al traguardo che riceveranno una scheggia di marmo di Candoglia, lo stesso con cui \u00e8 stato costruito il Duomo.\u00a0Poi festa finale con la birra, con sessanta birrifici artigianali lombardi, piemontesi e liguri in un week end che sar\u00e0 sportivo ma anche gastronomico con la collaborazione di <strong>FoodAround<\/strong>, un progetto dedicato alla cultura del cibo e del bere responsabile che trasformer\u00e0 Verbania nei due giorni di gara in un vero e proprio happening della cucina da strada. \u00abProtagonista sar\u00e0 la birra artigianale con oltre 60 produttori- spiegano gli organizzatori- da assaggiare, da gustare e da ascoltare perch\u00e8 sar\u00e0 raccontata in tutti i suoi segreti. Ci saranno men\u00f9 particolari e prodotti di queste zone che porteremo in piazza con la collaborazione di <strong>Slow food<\/strong>\u00bb. E cos\u00ec il cerchio un po\u2019 si chiude. La swimrun nasce in Svezia dopo una scommessa alcolica e approda in Italia al fianco di un festival di mastri birrai. Perch\u00e8 d\u2019accordo correre e nuotare ma poi bisogna anche reintegrare&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Si nuota e si corre ma \u00e8 un&#8217;altra cosa. Intanto perch\u00e8 si nuota con le scarpe da running e si corre con la muta. E questo gi\u00e0 potrebbe bastare. E invece no, nello swimrun l&#8217;asticella si alza molto di pi\u00f9. Pi\u00f9 del nuoto e pi\u00f9 della corsa e pi\u00f9 di tutte e due le cose messe insieme. Perch\u00e8 bisogna avere coraggio tuffarsi in un lago gelido magari dell&#8217;Europa del nord, perch\u00e8 bisogna nuotare per chilometri e poi uscire dall&#8217;acqua e poi correre ancora per altri chilometri. 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