{"id":19151,"date":"2016-05-01T01:19:25","date_gmt":"2016-04-30T23:19:25","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=19151"},"modified":"2016-05-01T08:11:00","modified_gmt":"2016-05-01T06:11:00","slug":"eroi-di-primavera","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2016\/05\/01\/eroi-di-primavera\/","title":{"rendered":"Eroi di Primavera"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2016\/05\/ero.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignright size-medium wp-image-19155\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2016\/05\/ero-300x225.jpg\" alt=\"ero\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2016\/05\/ero-300x225.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2016\/05\/ero.jpg 640w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>L&#8217;<strong>Eroica<\/strong> di primavera sono le colline intorno a Buonconvento tra Chianti e Montalcino dove il verde quando piove \u00e8 ancora pi\u00f9 verde. L&#8217;Eroica di primavera \u00e8 <strong>Franco Bitossi<\/strong>, cuore matto, che tanti anni fa quando pedalava per vincere e i battiti impazzivano si fermava e si comprimeva con una mano gola e pupille per rifiatare e ripartire. Ha vinto e rivinto ma se lo ricordano tutti per una sconfitta, quel mondiale a Gap, il 7 gosto del 1972, \u00a0svanito di un soffio con il traguardo che non arrivava mai e Marino Basso che lo pass\u00f2 a un metro dalla gloria. &#8220;Allora non ci ho dormito per una settimana- racconta- Ora quando rivedo quello sprint \u00a0mi viene da ridere&#8230;&#8221;. Forse. Per\u00f2 un po&#8217; ancora si rigira nel letto, per\u00f2 ancora ci ripensa, per\u00f2 ancora continuano a chiederglielo tutti. E allora si ricomincia con una stroria che non finir\u00e0 mai. L&#8217;Eroica \u00e8 una sfilata di assi. Carte che hanno raccontato uno sport che qui sembra passato ma forse \u00e8 futuro: <strong>Poggiali, Giovannetti, Conti, Sgarbozza,Ferrigato<\/strong> ognuno ha lasciato un segno, ognuno ha scritto un pezzettino di quella storia che \u00e8 finita su libri e giornali ma anche nei tappini e nelle biglie quando il Giro si giocava su una pista in spiaggia con un colpo dell&#8217;indice. L&#8217;Eroica \u00e8 <strong>Giancarlo Brocci,<\/strong> il &#8220;Brocci&#8221; come dice lui, geniale e irriverente, un inno alla toscanit\u00e0 colta \u00a0che se l&#8217;avesse conosciuto<strong> Monicelli<\/strong> forse sarebbe finito in un film come Amici Miei e invece \u00e8 un medico con il ciclismo nelle vene. Vede lontano e l&#8217;Eroica vent&#8217;anni fa l&#8217;ha inventata lui a Gaiole e poi sono venute &#8220;Le strade Bianche&#8221; e il Giro Bio, \u00a0progetti di un ciclismo che c&#8217;era una volta e che se ci fosse ancora regalerebbe qualche emozione e qualche certezza in pi\u00f9: &#8220;Perch\u00e8 corse\u00a0cos\u00ec sono una filosofia a difesa di una tradizione e di un territorio che rischia di essere completamente asfaltato. E \u00a0anche contro il doping- spiega- Perch\u00e8 chi viene a correre qui \u00e8 in cerca di certezze e quando va su una salita del Giro o del Tour ad applaudire uno dei suoi campioni non vuole avere dubbi..&#8221;. L&#8217;<strong>Eroica<\/strong> sono 1300 appassionati al via con le bici come erano una volta, pesanti, in acciaio, con i fili che s&#8217;incurvano sul manubrio e fanno il giro del telaio, con i puntapiedi, con barbe e baffi da concorso, con le maglie in lana come una volta e che oggi <strong>Santini<\/strong> replica proprio per questa gara pi\u00f9 stilose che mai. \u00a0L&#8217;Eroica sono le scatole di latta che contengono il pacco gara che sono orma sono oggetti da collezione. E\u00a0 una febbre che cresce: &#8220;Pochi giorni fa si \u00e8 corsa quella in California- spiega<strong> Alberto Gnoli<\/strong>, amministratore delegato di Italy Bike Hotels e uno dei responsabili del\u00a0\u00a0consorzio di privati che ha rilevato il marchio- ma \u00a0dall&#8217;Uruguay, al Giappone, al Belgio alla Gran Bretagna , all&#8217;Olanda alla Spagna riceviamo continuamente richieste per organizzarla. \u00a0E&#8217; un a formula che piace perch\u00e8 riporta ai valori della fatica e della condivisione che oggi ci siamo un po&#8217; dimenticati. E poi \u00e8 un <em>italian style<\/em> che si esporta con facilit\u00e0 tant&#8217;\u00e8 che stiamo pensando anche di aprire dei Caff\u00e8 con il brand di Eroica che possano diventare punti di incontro. Il primo potrebbe essere a Milano..&#8221;. L&#8217;Eroica \u00e8 un popolo che se la gode. Che cena e che brinda alla vigilia di una corsa che non sar\u00e0 solo &#8220;cinema&#8221; come dice &#8220;il&#8221; <strong>Brocci<\/strong> perch\u00e8 70, 150 e spesso anche oltre 200 chilometri sugli sterrati sono impresa vera. Ma senza l&#8217;ansia e la fregola di star davanti. \u00a0Senza la paranoia del crono, senza snocciolare \u00a0misure e rapporti. Qui le bici hanno un&#8217;altra dimensione, pi\u00f9 estetica e quasi da esteti. Evocano ricordi, racconti, un&#8217;epica che \u00e8 spesso diventata il romanzo di un Paese innamorato e diviso perch\u00e8 Coppi era un mondo e Bartali un altro. Cos\u00ec l&#8217;Eroica sono la ribollita e il Chianti ai ristori. Sono i negozi di Buonconvento che diventano l&#8217;occasione per mettere in mostra un mondo che sta diventando anche business.\u00a0Sono le trattorie di Buonconvento dove si fa bisboccia fino tardi, dove i calici si alzano, dove \u00a0il ciclismo si racconta con la pazienza di chi ha voglia e tempo di ascoltarlo. N0n c&#8217;\u00e8 fretta. E non ce ne sar\u00e0 domani&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>L&#8217;Eroica di primavera sono le colline intorno a Buonconvento tra Chianti e Montalcino dove il verde quando piove \u00e8 ancora pi\u00f9 verde. L&#8217;Eroica di primavera \u00e8 Franco Bitossi, cuore matto, che tanti anni fa quando pedalava per vincere e i battiti impazzivano si fermava e si comprimeva con una mano gola e pupille per rifiatare e ripartire. Ha vinto e rivinto ma se lo ricordano tutti per una sconfitta, quel mondiale a Gap, il 7 gosto del 1972, \u00a0svanito di un soffio con il traguardo che non arrivava mai e Marino Basso che lo pass\u00f2 a un metro dalla gloria. 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