{"id":19188,"date":"2016-05-04T17:32:15","date_gmt":"2016-05-04T15:32:15","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=19188"},"modified":"2016-05-04T17:32:27","modified_gmt":"2016-05-04T15:32:27","slug":"i-campioni-di-ennio-doris","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2016\/05\/04\/i-campioni-di-ennio-doris\/","title":{"rendered":"I Campioni di Ennio Doris"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2016\/05\/camp.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-19189\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2016\/05\/camp-225x300.jpg\" alt=\"camp\" width=\"225\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2016\/05\/camp-225x300.jpg 225w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2016\/05\/camp.jpg 602w\" sizes=\"(max-width: 225px) 100vw, 225px\" \/><\/a>&#8220;Quell\u2019attrezzo infernale \u00e8 stato inventato dal diavolo e ci porter\u00e0 via i fedeli&#8230;\u00bb scriveva allarmato il parroco di Tombolo al vescovo di Padova tanti anni fa. Un mondo fa. Perch\u00e9 con quell\u2019attrezzo infernale gli italiani cominciavano a muoversi, cominciavano a scoprire le citt\u00e0 e a confondere i dialetti. Cos\u00ec la bici divent\u00f2 il mezzo per scoprire, conoscersi, lavorare. L\u2019oggetto dei desideri di un\u2019Italia magicamente raccontata da <strong>Vittorio De sica<\/strong> in \u00abLadri di biciclette\u00bb e che, chi poteva permettersela, custodiva nei piani pi\u00f9 alti delle case per non farsela rubare. Come oggi d\u2019altronde&#8230; \u00ab\u00c8 stata la vera rivoluzione industriale del nostro Paese &#8211; racconta <strong>Ennio Doris<\/strong> &#8211; Prima ancora che con le auto, che si potevano permettere in pochissimi, gli italiani cominciarono a pedalare. E la storia d\u2019Italia \u00e8 stata fatta in bicicletta\u00bb. Racconti, personaggi, vite di ciclisti ma soprattutto di uomini che il presidente di Banca Mediolanum e il giornalista <strong>Pier Augusto Stagi<\/strong> hanno raccolto nel Libro <strong>\u00abCampioni Miei\u00bb<\/strong> edito e in vendita con <strong>Il Giornale<\/strong> da venerd\u00ec, giorno della partenza del novantanovesimo Giro D\u2019Italia. Non \u00e8 un caso. \u00abQuando mi \u00e8 capitato di incontrare Ennio Doris &#8211; racconta il direttore del Giornale <strong>Alessandro Sallusti<\/strong> &#8211; mi sono fatto l\u2019idea che dopo famiglia e lavoro per lui ci sia il ciclismo che \u00e8 parte della sua testa e della sua carne. \u00c8 la metafora della vita: fatica, impegno sempre e comunque, il traguardo da raggiungere che non \u00e8 mai l\u2019ultima tappa di una carriera. E la sconfitta che, come gli diceva suo padre, non deve portare disperazione perch\u00e9 c\u2019\u00e8 anche domani&#8230;\u00bb.\u00a0Doris sveste cos\u00ec per un giorno i panni di banchiere di successo per indossare quelli di esperto di ciclismo che \u00e8 un mondo che conosce alla perfezione: \u00abLa passione nasce dai racconti di mio padre che era un coppiano &#8211; ricorda -. E lo sono diventato anche io. Fausto era il pi\u00f9 grande perch\u00e9 ha fatto il record dell\u2019ora, ha vinto mondiali a inseguimento, era un passista straordinario ma soprattutto un grande scalatore. Aveva talento, cuore e testa. Ma questo libro \u00e8 stato ispirato da Giuseppe Beghetto, un campione di Tombolo, il mio paese, che mi ritrovai compagno di banco in quinta elementare dopo che era stato bocciato. Gi\u00e0 allora si capiva che sarebbe diventato fortissimo in bici ma ottenne meno di ci\u00f2 che il suo talento annuciava&#8230; Gli piaceva la bella vita\u00bb. E \u00abCampioni Miei\u00bb gira tutto intorno a qui, un viaggio nella memoria raccontando dodici campioni che hanno vinto e convinto ma che avrebbero potuto ottenere molto di pi\u00f9 perch\u00e8 avevano talento da vendere ma magari sono stati meno tenaci, meno determinati, pi\u00f9 sregolati o solo pi\u00f9 sfortunati.<strong> Da Giuseppe Beghetto a Federico Bahamontes, da Gastone Nencini a Fiorenzo Magni a Gianni Motta, Franco Bitossi, Giovanbattista Baronchelli, Gianni Bugno, Maurizio Fondriest<\/strong> fino un grandissimo dei nostri giorni come <strong>Vincenzo Nibali.<\/strong> \u00abSono tutti campioni unici e grandissimi &#8211; spiega Pier Augusto Stagi &#8211; che abbiamo voluto raccontare mettendo insieme una passione condivisa che \u00e8 il filo conduttore di questo libro. \u00c8 l\u2019omaggio a quegli atleti che sono stati qualcuno ma avrebbero potuto essere qualcos\u2019altro, forse di molto pi\u00f9 grande e prezioso\u00bb. Perch\u00e9 a volte serve soffio in pi\u00f9 a segnare un destino. Come ripeteva all\u2019infinito <strong>Mohammed Ali:<\/strong> \u00abSoffri ora e vivi il resto della tua vita da campione&#8230;\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>&#8220;Quell\u2019attrezzo infernale \u00e8 stato inventato dal diavolo e ci porter\u00e0 via i fedeli&#8230;\u00bb scriveva allarmato il parroco di Tombolo al vescovo di Padova tanti anni fa. Un mondo fa. Perch\u00e9 con quell\u2019attrezzo infernale gli italiani cominciavano a muoversi, cominciavano a scoprire le citt\u00e0 e a confondere i dialetti. Cos\u00ec la bici divent\u00f2 il mezzo per scoprire, conoscersi, lavorare. L\u2019oggetto dei desideri di un\u2019Italia magicamente raccontata da Vittorio De sica in \u00abLadri di biciclette\u00bb e che, chi poteva permettersela, custodiva nei piani pi\u00f9 alti delle case per non farsela rubare. 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