{"id":19235,"date":"2016-05-09T13:22:46","date_gmt":"2016-05-09T11:22:46","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=19235"},"modified":"2016-05-09T15:38:45","modified_gmt":"2016-05-09T13:38:45","slug":"challenge-cartoline-da-rimini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2016\/05\/09\/challenge-cartoline-da-rimini\/","title":{"rendered":"Challenge, cartoline da Rimini"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2016\/05\/rim.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-19240\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2016\/05\/rim-300x199.jpg\" alt=\"rim\" width=\"300\" height=\"199\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2016\/05\/rim-300x199.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2016\/05\/rim.jpg 960w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>&#8220;Il mare \u00e8 piatto come una tavola da biliardo&#8230;&#8221; ripeteva ieri lo speaker del <strong>Challenge Rimini<\/strong> che poi credo sia lo stesso della <strong>Milano Marathon<\/strong> e di tanti altri grandi eventi di fatica. Una voce inconfondibile che conosce i tempi, perfetta per far salire la pressione di chi sta per partire. Perfetta per creare quell&#8217;attesa che monta insieme a quel sottile senso di ansia che prende un po&#8217; tutti prima di un via. Magia delle gare. \u00a0Magia di un mondo che non ha et\u00e0. Per\u00f2 se il mare \u00e8 piatto come una tavola da biliardo si pu\u00f2 star tranquilli&#8230; Invece no perch\u00e8 il mare piatto spesso nasconde correnti fetenti che, come il vento bici, sono sempre contro, e un&#8217;onda strana che complica la nuotata di chi gi\u00e0 se la complica da s\u00e8. E cos\u00ec si comincia, con migliaia di uomini e donne stretti nelle mute che sembrano pi\u00f9 rondini impazzite,\u00a0con l&#8217;acqua che diventa schiuma e che sa di sale quando capita ( e capita) di mandarla gi\u00f9. \u00a0E si capisce subito \u00a0che il quarto <strong>Challenge,<\/strong> orgoglio di una Romagna ormai sempre pi\u00f9 patria di triatleti e non solo di ciclisti, non sar\u00e0 una passeggiata. \u00a0E&#8217; un po&#8217; il bello di <strong>Rimini<\/strong> che tutti immaginano pi\u00f9 luogo di relax \u00a0che di fatica. Pi\u00f9 da giochi in spiaggia dove i bicchierini si rovesciano in testa \u00a0per vincere l&#8217;aperitivo di mezzogiorno che non per sciacquarsi via il sudore. Pi\u00f9 da creme solari che da vaselina da mettere sul collo e sulle braccia prima entrare in acqua. Ci fosse ancora <strong>Federico Fellini<\/strong> sul<strong> Challenge<\/strong>\u00a0farebbe un film. Pi\u00f9 strana che Dolce la vita. Difficile da spiegare \u00a0a molti che applaudono incuriositi e forse senza ben capire perch\u00e8, \u00a0ma soprattutto ai nuovi turisti russi che escono dagli hotel e si ritrovano a camminare fianco a fianco a &#8220;marziani&#8221; \u00a0in body , con caschi a forma di siluro che camminano a piedi nudi, spingono bici che sembrano motorini e come tante formichine puntano verso un una tana fatta di transenne. Facce da cinematografo, di gente che scruta il mare e scruta il cielo quasi dovesse partire per un viaggio senza certezze. Facce rassicuranti come quelle di <strong>Alessandro Alessandri,\u00a0<\/strong>\u00a0il <em>race director<\/em>\u00a0 sta scritto inglese sul libro di gara, ma che qui in Romagna significa \u00a0&#8220;il macchinista&#8221; che tutto vede e tutto fa in un&#8217; organizzazione che ormai non ha quasi sbavature. Facce concentrate come quelle dei campioni. Gente che nel romanzo dello sport meriterebbe pagine pi\u00f9 importanti per ci\u00f2 che fa, per la fatica che fa, per i gesti che compie. Ma forse per guadagnarsi la gloria dei nostri giorni serve pi\u00f9 \u00a0tirar calci ad un pallone oppure marciare, barare e poi pentirsi&#8230;Ma Rimini \u00e8 uno scrigno che regala emozioni a tutti. Cos\u00ec anche chi sa che arriver\u00e0 al traguardo quando per tanti \u00e8 gi\u00e0 tempo tornare a casa, si tuffa e comincia a scrivere la sua giornata di avventura. Che non gli\u00a0toglie nessuno. \u00a0Gente che va e gente che viene. Il <strong>Challenge<\/strong> \u00e8 un po&#8217; cos\u00ec. Con le zone cambio che filano via in pochi secondi per i primi e diventano il tormento del tempo che passa per chi fatica scalciando anche a togliersi la muta. Poi si riparte verso la Romagna fantastica dell&#8217;entroterra, che profuma di ciclismo, di storia, di tradizioni e di buon cibo ma quasi mai finisce sulle cartoline. Ed \u00e8 un peccato perch\u00e8, anche se per tutti non c&#8217;\u00e8 tempo di guardarsi attorno, da Monte Scudo, a Montegrimano al Monte Cerignone questa \u00e8 una terra dove l&#8217;Italia ha tante cose non banali da dire. E cosi il mare che si allontana diventa un ricordo e il presente sono quella novantina di chilometri che chi non ha mai fatto impara a conoscere e chi ci \u00e8 gi\u00e0 passato torna a ricordare. Duri come sempre. Come aveva detto all&#8217;inizio lo speaker. E l\u00ec era stato sincero, non come con il mare. Duri per tutti tranne che per <strong>Giulio Molinari<\/strong> che incontri al 60 chilometro che sta gi\u00e0 tornando indietro. Passa con un sibilo, composto, elegante sembra non faccia neppure fatica \u00a0e cos\u00ec capisci che non ce ne sar\u00e0 per nessuno&#8230;Ma la bici \u00e8 una parentesi. E&#8217;sul lungomare che si decide tutto. &#8220;E&#8217; sul lungomare che si fa la storia&#8230;&#8221; direbbe un bravo telecronista&#8230; Bagno 28, 46, 59. Bagno 90, finalmente la boa e si torna indietro fino alla rotonda del Grand Hotel che non si vede e non arriva mai. Con il &#8220;cinque&#8221; che ogni volta <strong>Dario Nardone<\/strong> d\u00e0 a tutti, senza dimenticare nessuno, con le stesse facce che incontri e rincontri, \u00a0con i nomi sui body che provi a leggere per vedere se riconosci qualcuno che hai gi\u00e0 sentito nominare. O forse solo per ingannare il tempo e la fatica. Con i nomi di chi sta arrivando al traguardo, annunciati al microfono con l&#8217;enfasi che meritano e che un po&#8217; di invidia ti fanno ma non perch\u00e8 sono stati pi\u00f9 veloci&#8230;Con i pensieri che si tufferebbero in mare, che inseguono i profumi dei ristoranti immaginando una meritata ricompensa finale, che provano a darti un appiglio per non mollare. Con un pensiero pi\u00f9 importante che <strong>&#8220;Primaditutto&#8221;<\/strong> \u00a0ti ricorda e ti ripete che c&#8217;\u00e8 qualcuno che ha nuotato, ha corso e pedalato in fianco a te e che sta facendo qualcosa di grande che va al di l\u00e0 di tempi, medaglie e altre stupidaggini. Le sfide vere sono quelle l\u00ec e non bisogna dimenticarlo mai perch\u00e8 serve \u00a0a non perdere la giusta misura delle cose. \u00a0Con gli applausi, con i sorrisi, con le mani di un bambino che ti vuole salutare, con la faccia\u00a0incredula di una signora un po&#8217; avanti con l&#8217;eta che potrebbe anche decidere di provarci e con una fettuccia bianca e rossa del Challenge che si gonfia e si piega all&#8217;ennesima folata di vento. Gi\u00e0, il vento&#8230;&#8221;Il mare \u00e8 piatto come una tavola e non c&#8217;\u00e8 un filo di vento&#8230;&#8221; ripeteva lo speaker prima della partenza. Ma vatti a fidare dello speaker&#8230;<\/p>\n<p><strong>Foto: Ottavio Pamantini<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>&#8220;Il mare \u00e8 piatto come una tavola da biliardo&#8230;&#8221; ripeteva ieri lo speaker del Challenge Rimini che poi credo sia lo stesso della Milano Marathon e di tanti altri grandi eventi di fatica. Una voce inconfondibile che conosce i tempi, perfetta per far salire la pressione di chi sta per partire. Perfetta per creare quell&#8217;attesa che monta insieme a quel sottile senso di ansia che prende un po&#8217; tutti prima di un via. Magia delle gare. \u00a0Magia di un mondo che non ha et\u00e0. 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