{"id":19284,"date":"2016-05-15T16:20:00","date_gmt":"2016-05-15T14:20:00","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=19284"},"modified":"2016-05-15T16:21:30","modified_gmt":"2016-05-15T14:21:30","slug":"la-crono-del-chianti-non-sara-eroica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2016\/05\/15\/la-crono-del-chianti-non-sara-eroica\/","title":{"rendered":"La crono del Chianti? Non sar\u00e0 Eroica&#8230;"},"content":{"rendered":"<p>Oggi il Giro d&#8217;Italia corre la crono del vino. Quaranta chilometri da Radda a Greve in Chianti dove la Toscana \u00e8 un piccolo paradiso che finisce sulle cartoline e dove la corsa rosa, da Vincenzo Nibali a Tom Dumoulin a Mikel Landa, magari dir\u00e0 qualche verit\u00e0 in pi\u00f9.<\/p>\n<div id=\"media_1\" class=\"hmedia border\">\n<div class=\"photo\">\n<div class=\"field field-name-field-foto field-type-image field-label-hidden\">\n<div class=\"field-items\">\n<div class=\"field-item even\"><img loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.ilgiornale.it\/sites\/default\/files\/styles\/large\/public\/foto\/2015\/07\/23\/1437634936-nibali.jpg\" alt=\"\" width=\"665\" height=\"221\" \/><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"fn\"><\/div>\n<\/div>\n<p>Oggi si potrebbe gi\u00e0 decidere chi brinda&#8230;Quaranta chilometri che possono segnare un po&#8217; il destino di questo Giro ma che, se anche cos\u00ec non sar\u00e0, resteranno uno dei momenti pi\u00f9 spettacolari di questa novantanovesima edizione. Ma la crono del Chianti non si prende gli applausi di tutti. Qualche polemica c&#8217;\u00e8. A cominciare da quella dei Comuni che sono rimasti fuori dal tracciato. Gaiole in Chianti tira la volata e non a caso. Perch\u00e8 da quelle parti vent&#8217;anni fa \u00e8 nata l'&#8221;<strong>Eroica&#8221;<\/strong>, sono nate le &#8220;Strade bianche&#8221; che poi \u00e8 diventata la corsa dei professionisti conosciuta in tutto il mondo. Un salto nel passato che che ci ha messo un amen a diventare una classica. A Gaiole, da un&#8217;idea geniale di<strong> Giancarlo Brocci<\/strong> \u00e8 nato, ma sarebbe meglio dire \u00e8 rinato, un ciclismo che si ispira ad immagini antiche e che forse sar\u00e0 quello del futuro. Con una filosofia che riporta ai tempi passati nelle bici e nelle maglie ma che \u00e8 soprattutto eroico nei suoi contenuti che vanno alla ricerca dei valori e di un modo meno esasperato di vivere lo sport. Senza doping, con la finocchiona e la ribollita al posto degli integratori, con il Chianti nelle borracce&#8230;&#8221; Certo sono cose diverse- spiega Brocci &#8211; per\u00f2 \u00e8 chiaro che la filosofia \u00e8 quella di un ciclismo che torni alle origini, che spazzi via i dubbi, che dia la certezza ai tifosi che stanno ad aspettare i campioni su una salita che chi passa per primo non stia barando&#8230;&#8221;. La<strong> Crono del Chianti<\/strong> che non passa da Gaiole per Brocci \u00e8 un piccolo sgarbo: &#8220;Si \u00e8 vero- spiega- Perch\u00e8 questa corsa \u00e8 una scelta di marketing e allora non si capisce come mai non passi da Gaiole.\u00a0Noi qui abbiamo cominciato a promuovere con il ciclismo la difesa di un territorio unico. Quando tutti volevano asfaltare le strade noi con L&#8217;Eroica abbiamo dato un&#8217;alternativa spiegando alle amministrazioni come conservandole cos\u00ec com&#8217;erano, promuovendole anche con il ciclismo, si sarebbero potute valorizzare. E di conseguenza si sarebbe potuto valorizzare il territorio. Una scommessa vinta e ora questa \u00e8 una formula che stiamo esportando in tutto il mondo&#8230;&#8221;. L&#8217;Eroica che il prossimo ottobre compir\u00e0 vent&#8217;anni infatti \u00e8 diventata un marchio mondiale. E&#8217; cresciuta e si \u00e8 moltiplicata non solo perch\u00e8 a Buonconvento ora si corre anche quella di primavera, non solo perch\u00e8 racconta una grande storia di attese e di speranze e per vivere un riscatto che, dopo le Guerre, i nostri nonni e bisnonni si sono conquistati con il cuore e con le unghie. Non solo perch\u00e8 fa rivivere un altro ciclismo, pi\u00f9 rilassato, pi\u00f9 godereccio rispetto alla frenesie di oggi, pi\u00f9 contemplativo perch\u00e8 c\u2019\u00e8 sempre il tempo di una foto o di un \u201cselfie\u201d come si usa da quando i telefonini sono entrati nelle nostre vite. E\u2019 il ciclismo che torna eroico, diventato il successo che forse non si aspettava con gare che sono diventate altre gare, con ciclisti che si sono aggiunti ad altri ciclisti. Un popolo, migliaia di migliaia. Oggi l&#8217;Eroica \u00e8 un made in Italy che esportiamo in Giappone, in Inghilterra, in Belgio in California e anche in Uruguay. &#8220;L&#8217;idea di far tornare a correre i professionisti sulle strade bianche- continua Brocci- \u00e8 nata a Gaiole e infatti avevamo proposto al Giro di istituzionalizzare nella corsa una tappa Eroica&#8230;ma la risposta \u00e8 stata quella di escluderci dalle mappe&#8221;. Giro ed Eroica quindi prendono strade diverse. E forse \u00e8 un&#8217;occasione persa: &#8221; <strong>L&#8217;Eroica<\/strong> \u00e8 un patrimonio di toscanit\u00e0 e di italianit\u00e0 ormai consolidato- spiega Brocci- Si sostiene tranquillamente da s\u00e8 ma \u00e8 chiaro che portare in corsa i professionisti servirebbe stabilire definitivamente che questo patrimonio di strade va difeso e servirebbe anche a ridare linfa ad un ciclismo che oggi \u00e8 sempre pi\u00f9 uguale e meno appassionante. Mentre gli sterrati sono un elemento tecnico che fa la differenza e colpisce l&#8217;immaginario dei tifosi&#8221;. Non \u00e8 a prima volta che Giancarlo Brocci prova a dare una scossa al mondo delle due ruote. Anni fa ci aveva provato con il Giro &#8220;Bio&#8221;, un Giro d&#8217;Italia baby che aveva dichiarato guerra al doping creando una manifestazione in cui i giovani corridori per tutta la durata della gara vivevano in spazi comuni, si muovevano su mezzi comuni ed erano sotto stretto controllo dei medici dell&#8217;organizzazione: &#8220;Un&#8217;esperienza rivoluzionaria che \u00e8 durata quattro anni- ricorda <strong>Brocci-<\/strong> Che aveva coinvolto le 20 migliori squadre italiane e otto nazionali stranieri. All&#8217;inizio funzion\u00f2 perch\u00e8 la Federazione era al mio fianco ma anche perch\u00e8 c&#8217;era Franco Ballerini a guidare la nazionale. Franco era una persona eccezionale ma soprattutto intelligente e aveva capito che per dare un segnale di cambiamento quell&#8217;esperimento si doveva fare, che quello era un test da cui si poteva partire. Mi aiut\u00f2 tantissimo, fece da tramite con tutti i direttori sportivi&#8221;. Poi per\u00f2 dopo la scomparsa dell&#8217;ex ct azzurro l&#8217;aria cambi\u00f2. &#8220;S\u00ec non solo per quello- spiega Brocci- Il Giro Bio poteva essere una svolta per tutto il ciclismo e forse un po&#8217; avrebbe davvero potuto anche cambiarlo. Poi \u00e8 finito come \u00e8 finito perch\u00e8 forse tutto il movimento non era pronto o non voleva cambiare&#8230;&#8221;. Fine. Oggi nel Chianti si torna a pedalare. Da Radda a Greve dove la Toscana \u00e8 terra di cartoline, di campioni e di eroi. Ma non per tutti.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Oggi il Giro d&#8217;Italia corre la crono del vino. Quaranta chilometri da Radda a Greve in Chianti dove la Toscana \u00e8 un piccolo paradiso che finisce sulle cartoline e dove la corsa rosa, da Vincenzo Nibali a Tom Dumoulin a Mikel Landa, magari dir\u00e0 qualche verit\u00e0 in pi\u00f9. 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