{"id":19321,"date":"2016-05-20T23:52:09","date_gmt":"2016-05-20T21:52:09","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=19321"},"modified":"2016-05-20T23:54:45","modified_gmt":"2016-05-20T21:54:45","slug":"triathlon-quando-il-full-e-un-po-da-folli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2016\/05\/20\/triathlon-quando-il-full-e-un-po-da-folli\/","title":{"rendered":"Triathlon, quando il &#8220;full&#8221; \u00e8 un po&#8217; da folli"},"content":{"rendered":"<p>Molti dicono che l\u2019Ironman o il Challenge su distanza completa come quello he si correr\u00e0 tra un paio di settimane per la prima volta a Venezia,\u00a0 sia una moda. Per\u00f2 sono in tanti, sempre di pi\u00f9, quelli che s\u2019infilano in questo tunnel che, nel bene o nel male, la vita un po\u2019 te la cambia, soprattutto nei mesi precedenti quando ci si deve allenare per prepararlo. Perch\u00e8 \u00e8 chiaro che bisogna prepararlo. Una gara cos\u00ec per chi non lo sa sono 3,8 chilometri a nuoto, 180 in bici e una maratona per finire. Una follia. O forse no. Comunque, da qualsiasi verso si prenda una fatica immane, innaturale, esagerata e forse anche un po\u2019 assurda. Chi non l\u2019ha mai fatto dice cos\u00ec ma forse perch\u00e8 non ha mai trovato il coraggio di cucirsi addosso un pettorale cos\u00ec pesante. Chi invece a quel traguardo c\u2019\u00e8 arrivato, con qualsiasi tempo, \u00e8 come se fosse entrato in un\u2019altra dimensione, al di l\u00e0 dei tatuaggi, delle facili ironie, dei miti che lasciano il tempo che trovano. Ci sono in giro \u201cuomini d\u2019acciaio\u201d che mai diresti. Che hanno fisici da impiegati e neppure troppo allenati, buoni a prima vista forse solo per una partitina di tennis la domenica mattina con i colleghi. Ma un triathlon su distanza completa, &#8220;full&#8221; dicono quelli pi\u00f9 convinti, \u00a0non \u00e8 solo un fatto fisico. \u00a0E&#8217; qualcosa che ti scatta dentro. C\u2019\u00e8 un \u201cX factor\u201d anche qui ed \u00e8 una variabile che va al di l\u00e0 del nuoto, della bici o della corsa. E la testa che muove il corpo. E\u2019 la testa che ti permette di arrivare dove spesso neppure si immagina. E\u2019 la testa che comanda. Sempre. Cos\u00ec se nella mente di uno che nuota,corre e pedala parte l\u2019ordine di provarci met\u00e0 del lavoro \u00e8 gi\u00e0 fatto. Il resto \u00e8 ci\u00f2 che un buon triatleta gi\u00e0 sa. Sono allenamenti e fatica ma se l\u2019obbiettivo \u00e8 fissato tutto diventa pi\u00f9 semplice. <strong>Daniel Fontana<\/strong> che di Ironman ne ha fatti e su questa distanza ha anche vinto, ripete spesso che questa gara \u00e8 un \u201cromanzo\u201d. Una storia tutta da scrivere e ogni volta diversa, senza certezze e senza un finale scontato. Una storia quasi infinita che ognuno si costruisce e decide di affrontare con il suo livello di preparazione e con le sue motivazioni e dove, al di l\u00e0 del cronometro, degli avversari, delle classifiche i conti si fanno solo con se stessi. Da Venezia a Nizza, a Klagenfurt ma anche a Kona al via ci sono tanti campioni capaci di prestazioni pazzesche, costruite con allenamenti studiati a tavolino, tecniche e materiali sempre pi\u00f9 sofisticati che li fanno assomigliare a \u201cmacchine umane\u201d perfette e programmabili. Ma al via c\u2019\u00e8 anche tanta gente normale con la sola voglia di mettersi alla prova, con un sogno nel cassetto, con lo sfizio di una vita, con la curiosit\u00e0 di capire fino a che punto si pu\u00f2 arrivare. Che si tuffano senza la smania di voler dimostrare niente a nessuno. Una moda? Pu\u00f2 darsi. Ma per provarci comunque ci vuol coraggio. E un pizzico di follia&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Molti dicono che l\u2019Ironman o il Challenge su distanza completa come quello he si correr\u00e0 tra un paio di settimane per la prima volta a Venezia,\u00a0 sia una moda. Per\u00f2 sono in tanti, sempre di pi\u00f9, quelli che s\u2019infilano in questo tunnel che, nel bene o nel male, la vita un po\u2019 te la cambia, soprattutto nei mesi precedenti quando ci si deve allenare per prepararlo. Perch\u00e8 \u00e8 chiaro che bisogna prepararlo. Una gara cos\u00ec per chi non lo sa sono 3,8 chilometri a nuoto, 180 in bici e una maratona per finire. Una follia. O forse no. 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