{"id":19442,"date":"2016-06-06T12:01:41","date_gmt":"2016-06-06T10:01:41","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=19442"},"modified":"2016-06-06T12:18:58","modified_gmt":"2016-06-06T10:18:58","slug":"venezia-col-challenge-citta-del-triathlon","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2016\/06\/06\/venezia-col-challenge-citta-del-triathlon\/","title":{"rendered":"Venezia va a nozze col triathlon"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2016\/06\/venice.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-19445\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2016\/06\/venice-300x200.jpg\" alt=\"??????????????????????????????????????????????????????????????????????????????\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2016\/06\/venice-300x200.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2016\/06\/venice-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2016\/06\/venice.jpg 1432w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Da oggi Venezia \u00e8 un po&#8217; diversa. Non \u00e8 pi\u00f9 solo la pi\u00f9 bella citt\u00e0 del mondo , la citt\u00e0 di Piazza San Marco, delle gondole, delle regate storiche, dei turisti che la invadono ogni giorno, delle grandi navi che attraccano in porto, dell&#8217;acqua alta e si potrebbero aggiungere mille altre cose. Da oggi, in realt\u00e0 da ieri, Venezia \u00e8 diventata anche la citt\u00e0 del triathlon. Quello lungo, lunghissimo quello completo dei 3 chilometri e passa di nuoto, dei 180 in bici e della maratona alla fine. &#8220;Full&#8221; si scrive in inglese, la lingua ufficiale dei sue marchi del triathlon lungo che dominano un mercato che di anno in anno migliora numeri e business. Una scommessa vinta praticamente ovunque\u00a0nelle grandi citt\u00e0 europee e mondiali e che da noi comincia adesso. Il circuito <strong>Ironman<\/strong> ci ha provato, poi ripensandoci in attesa di certezze differenti, \u00a0a Roma, \u00a0il Challenge invece ha preso il coraggio a due mani ed \u00e8 partito gi\u00e0 forte di un&#8217;esperienza riminese che in questi anni \u00e8 diventata un punto di riferimento nel calendario del triathlon internazionale. E dove proporre un full se non a Venezia? Se si doveva cominciare bisognava farlo alla grande in una citt\u00e0 che nel mondo non ha bisogno di presentazioni. Ma non era semplice. Organizzare una gara cos\u00ec in una citt\u00e0 cos\u00ec \u00e8 sempre pericoloso perch\u00e8 comunque hai i riflettori puntati addosso: se va bene hai fatto semplicemente \u00a0ci\u00f2 che andava fatto, se va male \u00a0finisci in croce. E <strong>Matteo Gerevini,\u00a0<\/strong> che si \u00e8 preso la briga di allestire l&#8217;evento, lo sapeva bene.\u00a0Sapeva bene che il suo lavoro sarebbe stato analizzato, giudicato, messo sotto una lente di ingrandimento.\u00a0Mesi fa, tanto per cominciare, quando il <strong>Challenge Venice<\/strong> venne annunciato, la prima critica fu quella che in realt\u00e0 non si si sarebbe trattato un full a Venezia. Troppo distante il cuore della gara da Canal Grande, troppo lontane le zone cambio, Venezia troppo sullo sfondo. In realt\u00e0 la storia recentissima di ieri \u00e8 l\u00ec a dimostrare, se ce ne fosse stato bisogno, che il <strong>Challenge Venice<\/strong> \u00e8 il Challenge di Venezia senza nessun dubbio. E gi\u00e0 il fatto che il sindaco <strong>Luigi Brugnaro<\/strong> nei giorni prima della gara lo abbia sposato senza esitazioni \u00e8 un indizio importante. Venezia c&#8217;\u00e8 nella frazione di nuoto perch\u00e8 l&#8217;emozione di partire dall&#8217;Universit\u00e0 di Ca&#8217; Foscari, di camminare la mattina all&#8217;alba tra calli e vicoletti, di tuffarsi nei canali, \u00a0\u00e8 assolutamente impagabile. Pochi possono permettersi un via cos\u00ec intenso, cos\u00ec coinvolgente, cos\u00ec magico. Certo c&#8217;\u00e8 poi la furbizia di chi organizza a rendere tutto pi\u00f9 speciale perch\u00e8 una partenza sulle note pucciniane del &#8220;Nessun dorma&#8221; davvero non ha prezzo. Ci sta. Venezia quindi. Venezia che \u00e8 sempre presente in questo <strong>Challenge<\/strong> che ha i sapori della laguna ma anche dell&#8217;entroterra di un Veneto che ieri ha fatto vedere di cosa \u00e8 capace quando bisogna essere ospitali. E allora applausi ha chi ha deciso di schierare gli alpini ai ristori. Fantastici, come solo gli alpini sanno essere, nella loro storia che li fa valore aggiunto di un Paese che quando ha bisogno sa che su di loro pu\u00f2 contare. Cos\u00ec il Challenge ha vissuto di certezze. In una frazione bici bella, impegnativa, tecnica ma soprattutto sicura. Strade chiuse completamente al traffico grazie alla protezione civile e non solo. Incroci presidiati come vanno presidiati, staffette in moto di radiocorsa e della polizia stradale e segnaletica puntuale. Come dovrebbe sempre essere. Poi c&#8217;era la maratona. &#8220;Una maratona tutta in un parco sar\u00e0 un caos&#8230;&#8221; si vociferava alla vigilia. E invece no. Anche gli scettici si sono dovuti ricredere. I cinque giri da 8 chilometri e rotti sono stati gestiti con un perizia che ha reso Parco San Giuliano degno di un mondiale di cross. Fettucce ovunque, ovunque servissse, ottima la segnaletica dei giri e dei chilometri percorsi, rifornimenti precisi. C&#8217;era poi il dubbio che in un parco cos\u00ec grande l&#8217;evento sparisse. Che la prima edizione del Challenge non riuscisse, per cos\u00ec dire, a riempirlo come meritava dando cos\u00ec una sensazione di un evento poco partecipato e poco riuscito. Non \u00e8 stato. Le festa di Parco san Giuliano ieri \u00e8 stata una bella festa di sport con il piacere di chi applaudiva di seguire gli atleti \u00a0su tutto il percorso e con \u00a0il piacere degli atleti di avere sempre gente intorno ad incitarli. \u00a0Venezia quindi chiude il sipario su Challenge con una bella responsabilit\u00e0: mantenere la prossima edizione sugli stessi standard organizzativi adattandoli per\u00f2 ad un numero di partecipanti che saranno sicuramente di pi\u00f9 degli 800 partiti ieri. &#8220;In questa edizione in quattro mesi ho perso quattro chili e qualche mese di vita&#8230;.&#8221; rispondeva ieri <strong>Matteo Gerevini<\/strong> scherzando con chi andava a complimentarsi. Si metta il cuore in pace&#8230;Per la seconda edizione del Challenge Venice sar\u00e0 sicuramente peggio.<\/p>\n<p><strong>FOTO: Manuel Silvestri<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Da oggi Venezia \u00e8 un po&#8217; diversa. Non \u00e8 pi\u00f9 solo la pi\u00f9 bella citt\u00e0 del mondo , la citt\u00e0 di Piazza San Marco, delle gondole, delle regate storiche, dei turisti che la invadono ogni giorno, delle grandi navi che attraccano in porto, dell&#8217;acqua alta e si potrebbero aggiungere mille altre cose. Da oggi, in realt\u00e0 da ieri, Venezia \u00e8 diventata anche la citt\u00e0 del triathlon. 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