{"id":19462,"date":"2016-06-08T15:49:12","date_gmt":"2016-06-08T13:49:12","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=19462"},"modified":"2016-06-08T15:49:12","modified_gmt":"2016-06-08T13:49:12","slug":"la-sanremo-dei-fissati","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2016\/06\/08\/la-sanremo-dei-fissati\/","title":{"rendered":"La Sanremo dei  &#8220;fissati&#8221;"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2016\/06\/13312787_10153440226912364_2164799520983735615_n.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-19465\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2016\/06\/13312787_10153440226912364_2164799520983735615_n-150x150.jpg\" alt=\"13312787_10153440226912364_2164799520983735615_n\" width=\"150\" height=\"150\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2016\/06\/13312787_10153440226912364_2164799520983735615_n-150x150.jpg 150w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2016\/06\/13312787_10153440226912364_2164799520983735615_n-300x300.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2016\/06\/13312787_10153440226912364_2164799520983735615_n.jpg 960w\" sizes=\"(max-width: 150px) 100vw, 150px\" \/><\/a><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2016\/06\/13393925_10153440864172364_4194809180165568997_n.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-19466\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2016\/06\/13393925_10153440864172364_4194809180165568997_n-150x150.jpg\" alt=\"13393925_10153440864172364_4194809180165568997_n\" width=\"150\" height=\"150\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2016\/06\/13393925_10153440864172364_4194809180165568997_n-150x150.jpg 150w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2016\/06\/13393925_10153440864172364_4194809180165568997_n-300x300.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2016\/06\/13393925_10153440864172364_4194809180165568997_n.jpg 960w\" sizes=\"(max-width: 150px) 100vw, 150px\" \/><\/a>Ci sono tanti modi di andare in bici. Uno \u00e8 a scatto fisso. Un rapporto, pedali in continua trazione, impossibile smettere di pedalare. Una bella fatica, pi\u00f9 di quanta gi\u00e0 se ne faccia in bici di solito. Una fatica cui sono abituati soprattutto i pistard perch\u00e8 le bici a scatto fisso nascono come \u00a0bici da pista, da seigiornisti, da inseguimento. Poi sono diventate la moda che sono oggi nelle citt\u00e0. Altra roba per\u00f2. E c&#8217;\u00e8 chi su una bici a scatto fisso le imprese le fa sul serio. Come <strong>\u00a0Luca Salvadeo<\/strong>, ex pistard italiano protagonista nelle sei giorni di tutta Europa, che domenica scorsa, proprio con una bici a scatto fisso ha corso la \u00a0Milano-Sanremo \u00a0amatoriale, l&#8217;unica sfida italiana che concede a tutti la possibilit\u00e0 di pedalare lungo il percorso (quasi uguale) di una classica monumento del ciclismo mondiale. Una sanremo da &#8220;fissati&#8221;. Anche se la Sanremo, si sa, non \u00e8 certo una corsa dal profilo impegnativo, ma la sua difficolt\u00e0 sta tutto nella lunghezza, in quei 296 chilometri di fatica necessari per pedalare dal pieno della pianura padana al mare della riviera. Piatta e lunga ma Salvadeo ha trovato il modo di complicarsi la vita. In sella a una <strong>&#8220;Cinelli Vigorelli&#8221;<\/strong> con\u00a0freno anteriore \u00a0obbligatorio per pedalare su strada e un \u00a0rapporto 52&#215;15, \u00a0\u00e8 partito verso la citt\u00e0 dei fiori.\u00a0\u00a0Al posto del Turchino lo scollinamento appenninico \u00e8 stato fatto sul Bric Berton, e da l\u00ec gi\u00e0 verso la riviera e i capi: Capo Berta, Capo Cervo, Capo Mele, Cipressa, Poggio&#8230;\u00a0Salvadeo \u00e8 riuscito a scalare il Bric Berton insieme ai primi, e a districarsi alla grande nel tratto verso il mare, ben aiutato dai suoi fidi scudieri Davide, Michael e Stefano della squadra corse Team Soligo Amaru&#8217; Palazzago Sirio. \u00a0Un&#8217;impresa vera. Per tanti motivi ma soprattutto perch\u00e8 alla fine l&#8217;ex pistard ha dovuto fare i conti con\u00a0\u00a0il vento, i crampi, le strade strette e l&#8217;alta velocit\u00e0 che in sella ad un bici &#8220;fissa&#8221; aggiungono fatica a fatica. Un&#8217;impresa che \u00e8 diventata un storia \u00a0raccolta dalle telecamere di <strong>Bike Channel<\/strong> che \u00e8 ormai la \u00a0casa della grandi avventure a pedali, Un racconto che fa rivivere la gara ma che \u00e8 anche un bello spaccato di un mondo amatoriale e un po&#8217; &#8230;fissato<\/p>\n<p><strong>&#8220;SANREMO IN FIXED&#8221; \u00a0\u00a0domani sera, gioved\u00ec 9 giugno, alle 22.15 \u00a0su BIKE CHANNEL<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Ci sono tanti modi di andare in bici. Uno \u00e8 a scatto fisso. Un rapporto, pedali in continua trazione, impossibile smettere di pedalare. Una bella fatica, pi\u00f9 di quanta gi\u00e0 se ne faccia in bici di solito. Una fatica cui sono abituati soprattutto i pistard perch\u00e8 le bici a scatto fisso nascono come \u00a0bici da pista, da seigiornisti, da inseguimento. Poi sono diventate la moda che sono oggi nelle citt\u00e0. Altra roba per\u00f2. E c&#8217;\u00e8 chi su una bici a scatto fisso le imprese le fa sul serio. 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