{"id":19523,"date":"2016-06-15T18:13:25","date_gmt":"2016-06-15T16:13:25","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=19523"},"modified":"2016-06-15T18:47:58","modified_gmt":"2016-06-15T16:47:58","slug":"la-scia-non-servono-i-giudici","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2016\/06\/15\/la-scia-non-servono-i-giudici\/","title":{"rendered":"La scia? Non servono i giudici"},"content":{"rendered":"<p>Ci sono le gare di triathlon dove la scia \u00e8 permessa e \u00a0dove invece \u00e8 vietata. Uno sceglie cosa fare, nel senso che al momento dell&#8217;iscrizione sa quali saranno le regole. E questo dovrebbe essere sufficiente a cancellare ogni polemica. Che senso ha iscriversi ad un triathlon no draft per poi mettersi in scia di chi ci sta davanti? Nessuno. Non ha nessun senso per atleti che non si giocano la vittoria e corrono per dimostrare soprattutto a se stessi di cosa sono capaci. I giudici dovrebbero servire a tener d&#8217;occhio solo chi si gioca il podio. \u00a0Per gli altri sarebbe logico premiare la fiducia. Anche perch\u00e8 che senso ha mettersi in scia per arrivare nei primi duecento, nei 250 oppure settantesimo? Mettersi in scia quando non si pu\u00f2 significa barare. E&#8217; come doparsi, come correre con il motorino acceso, tagliare&#8230; Ma mettersi in scia \u00e8 soprattutto tradire se stessi. Prendersi in giro, illudersi di poter fare ci\u00f2 di cui in realt\u00e0 non si \u00e8 capaci. Chi va in bici sa che la scia conta. Conta parecchio, quasi un trenta per cento in meno di fatica, che in una gara lunga da 90 o 180 chilometri pu\u00f2 davvero fare la differenza. Quindi attaccarsi a chi sta davanti cambia le carte in tavola. E che soddisfazione c&#8217;\u00e8 a cambiare le carte in tavola in un sfida dove ognuno parte col desiderio di voler dimostrare soprattutto a se stesso di potercela fare? Qual \u00e8 la logica di una truffa in uno sport e in una gara che sono invece l&#8217;esaltazione della propria capacit\u00e0 di autodeterminazione, della propria caparbiet\u00e0, del propria voglia di misurarsi ?\u00a0Qual \u00e8 il premio? Quale l&#8217;orgoglio e la gratificazione di arrivare in fondo sapendo di aver utilizzato una scorciatoia? Anche se non se ne accorge nessuno, perch\u00e8 spesso non se ne accorge nessuno, come si fa poi \u00a0spiegarlo a se stessi? Certo, con gli amici, nei selfie, pubblicando le foto eroiche di gare epiche, postando e condividendo imprese sempre pi\u00f9 estreme siamo tutti superatleti e supereroi. Poi , quando si spegne il pc, arriva il momento di rendersi davvero conto di cosa si \u00e8 stati capaci di fare. E l\u00ec non sono i giudici a dirci se siamo stati onesti..<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Ci sono le gare di triathlon dove la scia \u00e8 permessa e \u00a0dove invece \u00e8 vietata. Uno sceglie cosa fare, nel senso che al momento dell&#8217;iscrizione sa quali saranno le regole. E questo dovrebbe essere sufficiente a cancellare ogni polemica. Che senso ha iscriversi ad un triathlon no draft per poi mettersi in scia di chi ci sta davanti? Nessuno. Non ha nessun senso per atleti che non si giocano la vittoria e corrono per dimostrare soprattutto a se stessi di cosa sono capaci. I giudici dovrebbero servire a tener d&#8217;occhio solo chi si gioca il podio. \u00a0Per gli altri [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2016\/06\/15\/la-scia-non-servono-i-giudici\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":956,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[1],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/19523"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/users\/956"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=19523"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/19523\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":19525,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/19523\/revisions\/19525"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=19523"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=19523"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=19523"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}