{"id":19538,"date":"2016-06-18T16:08:13","date_gmt":"2016-06-18T14:08:13","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=19538"},"modified":"2016-06-18T16:08:13","modified_gmt":"2016-06-18T14:08:13","slug":"il-caribe-tra-giungla-e-mare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2016\/06\/18\/il-caribe-tra-giungla-e-mare\/","title":{"rendered":"Il Caribe, tra giungla e mare"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2016\/06\/d8550bf2-5cce-4384-ba9d-c709bdb1a6d1.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-19540\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2016\/06\/d8550bf2-5cce-4384-ba9d-c709bdb1a6d1-150x150.jpg\" alt=\"d8550bf2-5cce-4384-ba9d-c709bdb1a6d1\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2016\/06\/b3592aee-54d7-4554-bc42-f75421928b72.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-19541\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2016\/06\/b3592aee-54d7-4554-bc42-f75421928b72-150x150.jpg\" alt=\"b3592aee-54d7-4554-bc42-f75421928b72\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2016\/06\/f116ee74-c4dd-432d-b0d5-8e2f04331be1.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-19542\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2016\/06\/f116ee74-c4dd-432d-b0d5-8e2f04331be1-150x150.jpg\" alt=\"f116ee74-c4dd-432d-b0d5-8e2f04331be1\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Quando qualche tempo fa <strong>Silvana Lattanzio,<\/strong> amica e collega, redattrice di <strong>Triathlete<\/strong>, mi aveva detto che sarebbe andata alla <strong>100 chilometri del Caribe<\/strong>, in terra Dominicana, ho pensato ci andasse per lavoro. Cio\u00e8 per un servizio, per raccontarla poi sulle pagine del suo mensile, magari seguendo qualche tappa o provando qualche breve pezzo di percorso. Non pensavo la corresse tutta. Anche se a tappe cento chilometri restano cento chilometri da correre poi non proprio in pianura o su un comodo lungomare asfaltato. Basta dare un&#8217;occhiata alle foto per capire che la 100 km del Caribe \u00e8 sicuramente una gara da fare una volta nella vita perch\u00e8 correre da quelle parti regala emozioni che vanno oltre la corsa, ma non \u00e8 sicuramente una passeggiata. Si attraversano pezzi di giungla, si guadano fiumi, si sale, si scende e alla fine le distanze \u00e8 come se un po&#8217; raddoppiassero. Ma il racconto vale molto di pi\u00f9 se \u00a0farlo \u00e8 chi ha avuto il coraggio o forse l&#8217;incoscienza di mettersi il pettorale e partire&#8230;.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<blockquote><p>&nbsp;<\/p>\n<p>Cento chilometri del Caribe, 100 km di storie di vita, di emozioni, di natura vera. Mi trovo qui in terra dominicana un po\u2019 per il mio lavoro di giornalista e un po\u2019 per il mio back ground di runner di lunga distanza. E qui di distanza da coprire ce n\u2019\u00e8 parecchia, con questi 100 km suddivisi in 5 tappe di variabili lunghezze e panorami. La 1^ si corre a Cabarete Beach, nord dell\u2019isola, 10 km alternati tra ombra dei palmeti e sole abbagliante della spiaggia. Musica e allegria alla partenza, l\u2019eccitazione \u00e8 nell\u2019aria. Pronti, si parte. I coloratissimi kite surf volteggiano nell\u2019aria e distraggono un po\u2019 dalla fatica, perch\u00e9 se \u00e8 vero che 10 km non sono tanti, e per di pi\u00f9 sono i primi, \u00e8 anche vero che la finissima sabbia di certo non aiuta la falcata. La 2^ tappa ci porta a correre a Puerto Plata: 17,5 km di foresta e di fatica coi suoi 1.500 m di dislivello, ad arrancare fin lass\u00f9, alla montagna di Santa Maria del Torres, con in cima la statua del Cristo che a braccia aperte accoglie i podisti stanchi. La 3^ \u00e8 a Sosua, 18 km nella Monkey Jungle che, come tutte le giungle che si rispettino, ha un tasso di umidit\u00e0 altissimo. Sembra di correre in un bagno turco, il tracciato, per\u00f2, \u00e8 quasi tutto piatto e corribile, anche se accidentato. Grande attenzione, quindi, fino all\u2019arrivo dove un fresco laghetto \u00e8 proprio l\u00ec, troppo invitante: giusto il tempo di sfilarsi lo zainetto e ci si butta dentro vestiti cos\u00ec come si \u00e8, scarpette comprese. La 4^ tappa, la pi\u00f9 temuta perch\u00e9 la pi\u00f9 lunga, il tappone di 44,5 km, \u00e8 a Las Terrenas ma la bellezza dei panorami smorza un po\u2019 la fatica: dal Salto de Limon, la bellissima cascata nel verde lussureggiante, ai diversi guadi da fare attraversando il fiume in pi\u00f9 punti, tanto da sentirsi degli autentici Indiana Jones. La faccenda va poi complicandosi quando un fitto gruppo di mangrovie non permette il passaggio via terra costringendo cos\u00ec i runners a passare via mare per un paio di km. Acqua a mezza coscia, o anche fino alla cintola, dipende dalla propria statura. La raccomandazione \u00e8 quella di seguire in modo fedele le bandierine poste dai tracciatori cos\u00ec da evitare i punti pi\u00f9 profondi. Niente tagli dunque. Seguono tanti km corsi in spiaggia in un susseguirsi di baie, alcune selvagge, altre attrezzate con sdraio dove i bagnanti incuriositi e ammirati applaudono il passaggio degli atleti che, inorgogliti, trovano le energie per lo sprint sotto l\u2019arco del traguardo. Ed eccoci alla 5^ tappa: solo 12 km alla fine dell\u2019impresa e i 100 km del Caribe saranno completati. Sulla Playa Moron si d\u00e0 l\u2019ultimo start. Il serpentone colorato dei podisti si allunga sulla spiaggia per piegare subito verso l\u2019interno e affrontare un paio di salite, le ultime, attraversare un palmeto, ed ecco di nuovo la spiaggia. Ormai si vola, l\u2019arrivo \u00e8 vicino, si sente gi\u00e0 la musica dagli altoparlanti. Con quel che resta di energia nelle gambe si sprinta sul rettilineo finale che traguarda la finish line sfalciando sulla sabbia, ma ormai non importa, siamo arrivati. Chi ha gi\u00e0 concluso la sua fatica \u00e8 mollemente immerso nel mare, escono dall\u2019acqua solo la testa e un braccio con in mano una bibita fresca e incitano ogni arrivo. Seguono le premiazioni. Vincono due italiani: la forte campionessa in carica Alice Modignani Fasoli e l\u2019outsider nel trail Pasquale Rutigliano al suo esordio nell\u2019off road, anche se il suo 2:20\u2019 in maratona e il suo 1:04\u2019 nella mezza avrebbero dovuto suggerirci qualcosa. Musica, gioia ed energia con le coloratissime ballerine che danzano sul palco per festeggiare la conclusione dell\u2019evento, mentre all\u2019ombra delle palme un eccellente servizio massaggi spazza via la stanchezza.<\/p>\n<p>di <strong>Silvana Lattanzio<\/strong>; foto: <strong>Pierluigi Benini<\/strong><\/p><\/blockquote>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; Quando qualche tempo fa Silvana Lattanzio, amica e collega, redattrice di Triathlete, mi aveva detto che sarebbe andata alla 100 chilometri del Caribe, in terra Dominicana, ho pensato ci andasse per lavoro. Cio\u00e8 per un servizio, per raccontarla poi sulle pagine del suo mensile, magari seguendo qualche tappa o provando qualche breve pezzo di percorso. Non pensavo la corresse tutta. Anche se a tappe cento chilometri restano cento chilometri da correre poi non proprio in pianura o su un comodo lungomare asfaltato. Basta dare un&#8217;occhiata alle foto per capire che la 100 km del [&hellip;]<\/p>\n&nbsp;&nbsp;<div class=\"readmore\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2016\/06\/18\/il-caribe-tra-giungla-e-mare\/\">Continua a leggere...<\/a><\/div><\/p>","protected":false},"author":956,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[1],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/19538"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/users\/956"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=19538"}],"version-history":[{"count":6,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/19538\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":19547,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/19538\/revisions\/19547"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=19538"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=19538"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=19538"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}