{"id":19591,"date":"2016-06-26T14:03:27","date_gmt":"2016-06-26T12:03:27","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=19591"},"modified":"2016-06-26T22:32:16","modified_gmt":"2016-06-26T20:32:16","slug":"sirmione-gente-da-triathlon","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2016\/06\/26\/sirmione-gente-da-triathlon\/","title":{"rendered":"Sirmione, gente da triathlon"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2016\/06\/13507052_10206358610539554_8283310625179602102_n.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-19595\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2016\/06\/13507052_10206358610539554_8283310625179602102_n-300x169.jpg\" alt=\"13507052_10206358610539554_8283310625179602102_n\" width=\"300\" height=\"169\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2016\/06\/13507052_10206358610539554_8283310625179602102_n-300x169.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2016\/06\/13507052_10206358610539554_8283310625179602102_n.jpg 960w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>C&#8217;\u00e8 chi passeggia davanti ai ristoranti per leggere i prezzi dei menu, chi in accappatoio esce dall&#8217;ingresso dell&#8217;hotel per andare nella piscina delle terme e chi, comodamente sdraiato sulla spiaggia, si gode il lago. Giusto cos\u00ec. Nel mondo che \u00e8 abituato a considerare il sabato e la domenica giorni di riposo funziona cosi. \u00a0Ma c&#8217;\u00e8 chi ama complicarsi la vita. Tantissimi a giudicare dalla zona cambio della quinta edizione del <strong>Garmin Trio<\/strong> che dal porto va verso il lago e non finisce pi\u00f9. E allora mentre c&#8217;\u00e8 un modo che dopo il caff\u00e8 sta pensando all&#8217;ammazzacaff\u00e8 c&#8217;\u00e8 chi si tuffa dalla\u00a0<strong>Spiaggia del Prete<\/strong>,\u00a0 tra le mura del Castello Scaligero,\u00a0per passare poi sotto il ponte levatoio, e poi nella darsena davanti al piazzale del porto fino al lungolago Armando Diaz. Sirmione \u00e8 tante cose insieme. Anche un triathlon che qui sembra impossibile perch\u00e8 in questa lingua di terra gi\u00e0 affollatissima di suo si sta stretti. E con la baraonda di un triathlon chi organizza deve davvero fare i salti mortali per farci star dentro tutto. \u00a0Pero si pu\u00f2 fare. E si comincia con almeno settanta gradi che fanno ribollire il ciotolato che dal porto va alla partenza. Sembra un&#8217;enorme piastra pronta per la griglia, quasi una via crucis \u00a0per chi a piedi nudi va verso il via. E salta, corre, si ustiona e si ferma negli angoli cercando uno spicchio di ombra a fianco di chi con le scarpe cammina, suda, ma non pu\u00f2 capire. Il nuoto \u00e8 uno spettacolo perch\u00e8 sbracciare tra mura fortificate e ponti levatoi non capita tutti i giorni. La bici anche. Si va nell\u2019entroterra \u00a0con il Garda che chi si allontana e poi torna \u00a0in un vivace su \u00e8 gi\u00f9 che fa sembrare i 40 chilometri pi\u00f9 veloci di quello che sono ma in realt\u00e0 anche pi\u00f9 duri. E&#8217; il caldo che fa la differenza. E&#8217; il caldo che ti fa sperare in un rabbocco di acqua fresca perch\u00e8 quella che hai sulla tua bici \u00e8 pronta per cuocere un piatto di penne. E l&#8217;acqua fresca arriva. Ma dal cielo, tantissima e all&#8217;improvviso. \u00a0La corsa \u00e8 sotto un fortunale che colora il cielo di nero, fa increspare il Garda e mette in fuga in cerca di riparo dove capita un mondo che era qui in gita. Acqua e vento. Acqua e vento che un po&#8217; fanno venire i brividi a<strong> Massimilano Rovatti<\/strong> che qualche ora prima sperava in un rinfrescata ma forse cos\u00ec \u00e8 troppo. \u00a0Che portano <strong>Andrea Rosa<\/strong>\u00a0a sfidare il diluvio nel mezzo di un incrocio per fermare le auto che incrociano gli atleti. Che costringono gli organizzatori a richiudere i gazebo che rischiano di volar via. Che mandano a mollo le zone cambio, che spazzano via i birilli sul percorso, che bagnano le penne nere degli alpini agli incroci che per\u00f2 continuano a fare ci\u00f2 che devono fare senza batter ciglio. Razza Piave. \u00a0Acqua e freddo che trasformano in pochi minuti un popolo in costume in un popolo arrotolato nei kway, nelle cerate, in ci\u00f2 che capita.\u00a0 Acqua e \u00a0sudore che fanno bruciare gli occhi. Cos\u00ec si corre e ci si incrocia mentre Sirmione scruta il cielo i attesa che tutto finisca. Mentre la voce di <strong>Silvia Ricc\u00f2,<\/strong> lo speaker perfetto che ogni gara sogna di avere, tiene alto il morale di una truppa inzuppata e anche un po infreddolita. E mentre le navette \u00a0riportano chi ha finito a recuperare le bici nelle zone cambio Sirmione torna alla normalit\u00e0. Senza fretta. \u00a0C&#8217;\u00e8 chi recupera muta e occhialini, chi smonta le transenne e chi raccoglie i teli azzurri all&#8217;uscita del nuoto, chi torna verso l&#8217;albergo sognando una doccia e una cena che si \u00e8 guadagnato. \u00a0Il triathlon \u00e8 finito e se ne riparla il prossimo anno. Ma oggi continua perch\u00e8 ci si torna a tuffare nel <strong>TriO&#8217;Clock,<\/strong> la gara di nuoto in acque libere. Niente bici, niente corsa, niente temporale&#8230;Si spera. \u00a0Sar\u00e0 tutta un&#8217;altra storia. Forse&#8230;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>C&#8217;\u00e8 chi passeggia davanti ai ristoranti per leggere i prezzi dei menu, chi in accappatoio esce dall&#8217;ingresso dell&#8217;hotel per andare nella piscina delle terme e chi, comodamente sdraiato sulla spiaggia, si gode il lago. Giusto cos\u00ec. Nel mondo che \u00e8 abituato a considerare il sabato e la domenica giorni di riposo funziona cosi. \u00a0Ma c&#8217;\u00e8 chi ama complicarsi la vita. Tantissimi a giudicare dalla zona cambio della quinta edizione del Garmin Trio che dal porto va verso il lago e non finisce pi\u00f9. 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