{"id":19644,"date":"2016-07-04T18:35:45","date_gmt":"2016-07-04T16:35:45","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=19644"},"modified":"2016-07-08T18:20:59","modified_gmt":"2016-07-08T16:20:59","slug":"alpe-di-siusi-una-mezza-vicina-al-cielo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2016\/07\/04\/alpe-di-siusi-una-mezza-vicina-al-cielo\/","title":{"rendered":"Alpe di Siusi, una mezza vicina al cielo"},"content":{"rendered":"\n\t\t<style type=\"text\/css\">\n\t\t\t#gallery-1 {\n\t\t\t\tmargin: auto;\n\t\t\t}\n\t\t\t#gallery-1 .gallery-item {\n\t\t\t\tfloat: left;\n\t\t\t\tmargin-top: 10px;\n\t\t\t\ttext-align: center;\n\t\t\t\twidth: 33%;\n\t\t\t}\n\t\t\t#gallery-1 img {\n\t\t\t\tborder: 2px solid #cfcfcf;\n\t\t\t}\n\t\t\t#gallery-1 .gallery-caption {\n\t\t\t\tmargin-left: 0;\n\t\t\t}\n\t\t\t\/* see gallery_shortcode() in wp-includes\/media.php *\/\n\t\t<\/style>\n\t\t<div id='gallery-1' class='gallery galleryid-19644 gallery-columns-3 gallery-size-thumbnail'><dl class='gallery-item'>\n\t\t\t<dt class='gallery-icon '>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2016\/07\/04\/alpe-di-siusi-una-mezza-vicina-al-cielo\/img_1426-3\/'>IMG_1426<\/a>\n\t\t\t<\/dt><\/dl><dl class='gallery-item'>\n\t\t\t<dt class='gallery-icon '>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2016\/07\/04\/alpe-di-siusi-una-mezza-vicina-al-cielo\/img_1432-3\/'>IMG_1432<\/a>\n\t\t\t<\/dt><\/dl><dl class='gallery-item'>\n\t\t\t<dt class='gallery-icon '>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2016\/07\/04\/alpe-di-siusi-una-mezza-vicina-al-cielo\/img_1445-5\/'>IMG_1445<\/a>\n\t\t\t<\/dt><\/dl><br style=\"clear: both\" \/><dl class='gallery-item'>\n\t\t\t<dt class='gallery-icon '>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2016\/07\/04\/alpe-di-siusi-una-mezza-vicina-al-cielo\/img_1456-3\/'>IMG_1456<\/a>\n\t\t\t<\/dt><\/dl><dl class='gallery-item'>\n\t\t\t<dt class='gallery-icon '>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2016\/07\/04\/alpe-di-siusi-una-mezza-vicina-al-cielo\/img_1459-3\/'>IMG_1459<\/a>\n\t\t\t<\/dt><\/dl><dl class='gallery-item'>\n\t\t\t<dt class='gallery-icon '>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2016\/07\/04\/alpe-di-siusi-una-mezza-vicina-al-cielo\/img_1464-3\/'>IMG_1464<\/a>\n\t\t\t<\/dt><\/dl><br style=\"clear: both\" \/><dl class='gallery-item'>\n\t\t\t<dt class='gallery-icon '>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2016\/07\/04\/alpe-di-siusi-una-mezza-vicina-al-cielo\/img_1449-2\/'>IMG_1449<\/a>\n\t\t\t<\/dt><\/dl><dl class='gallery-item'>\n\t\t\t<dt class='gallery-icon '>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2016\/07\/04\/alpe-di-siusi-una-mezza-vicina-al-cielo\/img_1468-3\/'>IMG_1468<\/a>\n\t\t\t<\/dt><\/dl><dl class='gallery-item'>\n\t\t\t<dt class='gallery-icon '>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2016\/07\/04\/alpe-di-siusi-una-mezza-vicina-al-cielo\/img_1474-3\/'>IMG_1474<\/a>\n\t\t\t<\/dt><\/dl><br style=\"clear: both\" \/>\n\t\t<\/div>\n\n<p>La mezza maratona dell&#8217;<strong>Alpe di Siusi<\/strong>\u00a0non \u00e8 una mezza. Mezzo \u00e8 sempre una met\u00e0. Met\u00e0 di qualcosa, di una distanza, di un piatto, di una mela o di un bicchiere di vino. E quando si parla di una met\u00e0 si ha sempre l&#8217;idea che manchi qualcosa o si rinunci a qualcosa.\u00a0Qui, sull&#8217;altopiano pi\u00f9 alto d&#8217;Europa no. \u00a0Non manca nulla. Anzi. La\u00a0mezza dell&#8217;<strong>Alpe di Siusi<\/strong> \u00e8 un intero perfetto da godere tutto di un fiato con la sensazione di essere davvero vicini al cielo. \u00a0Strano correre a duemila metri. La differenza c&#8217;\u00e8 e si capisce dopo qualche metro, con il fiato che non arriva e le gambe che vanno un po&#8217; al rallentatore e la prima salita che si avvicina tanto per capire che giornata sar\u00e0. Settecento atleti al via. Non uno di pi\u00f9. Perch\u00e8 il numero \u00e8 chiuso e qui \u00e8 chiuso davvero: siamo in <strong>Sud Tirolo<\/strong>, sempre Sud ma non come siamo abituati a pensarlo noi&#8230;Settecento atleti al via nella scia \u00a0di <strong>Peter Fil<\/strong>, \u00a0che qui \u00e8 di casa. <strong>Castelrotto<\/strong> \u00e8 solo 11 chilometri pi\u00f9 in basso e l&#8217;azzurro, che senza gli sci ai piedi ha l&#8217;aria di uno che non \u00e8 il razzo che siamo abituati a vedere sfrecciare sulla<strong> Streif<\/strong>, fa da apripista ad un gruppo che parla pi\u00f9 tedesco che italiano e che, anche se non lo fa vedere,\u00a0ha l&#8217;aria soddisfatta di chi la sera prima ci ha dato una bella lezione ai rigori. Fil corre una staffetta con\u00a0\u00a0l\u2019asso dello slittino\u00a0<strong>Patrick Pigneter<\/strong> e la promessa dello slalom<strong> Verena Gasslitter, sette<\/strong>\u00a07 chilometri a testa per raccogliere oltre \u00a04.500 Euro devoluti a tre associazioni ( L\u2019Alto Adige Aiuta, ADMO Alto Adige e Debra Alto Adige) Dietro tutti gli altri, divisi in due gruppi per non mettersi in coda nei single-track e nei sentieri che sono il bello di una corsa cos\u00ec ma solo se non ci si intruppa. E infatti non ci si intruppa&#8230;Ventuno chilometri fanno una &#8220;mezza&#8221; ma una volta di pi\u00f9 sono la dimostrazione che i numeri non sono scienza esatta. Suonano i gps ad ogni chilometro che passa ma il bip vale ci\u00f2 che vale. Praticamente nulla. Si sale, si scende e ci si arrampica, si attraversano un paio di guadi, parecchi ponticelli e alla fine si corre sulle passerelle di legno con lo <strong>Sciliar<\/strong> immanente e imponente. Spettacolo che ognuno vive a modo suo. Aumentando il passo, rallentando, fermandosi a fare le foto che una meraviglia cos\u00ec \u00a0merita in una giornata limpida\u00a0come\u00a0solo le Dolomiti sanno regalare. E chissenefrega dei chip, del crono, dei personali da battere \u00a0e in fondo anche della classifica. Che per\u00f2 conta. Il primo al traguardo \u00e8\u00a0<strong>Gianmarco Bazzoni<\/strong>\u00a0che concilia gli impegni della gestione di un cinema con la passione per l\u2019atletica e vince con il tempo di 1:22\u201924\u201d davanti\u00a0<strong>\u00a0Roland Vigl<\/strong> portacolori del Weinstrasse S\u00fcdtiroler Laufverein Sparkass e a \u00a0<strong>Francesco Colombo<\/strong> della squadra Avis Seregno.\u00a0Fra le donne successo della piemontese <strong>Ilaria Bergaglio<\/strong>, portacolori del Gruppo Podistico Solvay di Alessandria, che taglia il traguardo con il tempo di 1:38\u201916\u201d davanti alla tedesca <strong>Kerstin Sollinger<\/strong> della formazione LG W\u00fcrm Athletik e a \u00a0<strong>Francesca Pretto\u00a0<\/strong>del team Atletica Vicentina. \u00a0Podio di una mezza che non \u00e8 una mezza ma una festa che continua tra gli applausi di chi su quest&#8217;altopiano che sembra un terrazza che si affaccia sul mondo, ci sta passando le vacanze. E cammina, corre, si avventura in mountainbike laddove di inverno si scia e si spinge sugli si da fondo. E a proposito di sci da fondo c&#8217;\u00e8 anche la combinata da premiare perch\u00e8 la mezza dell&#8217;Alpe di Siusi \u00e8 la versione senza neve della <strong>Moonlight Classic,<\/strong> la gara notturna di fondo che si corre a gennaio sui 15 chilometri \u00a0ed \u00e8 lo spettacolo di questi luoghi da attraversare di notte con gli sci ai piedi.\u00a0Nella speciale classifica <span class=\"il\">Siusi<\/span> Ski &amp; Run la vittoria va a\u00a0<strong>Josef K\u00f6hl Josef<\/strong> (tempo complessivo di 2:31\u201957\u201d) su <strong>Hansjoerg Pichler<\/strong> in 2:43\u201911\u201d e terzo posto per <strong>Stefano Carravieri<\/strong> in 3:05\u201923\u201d. \u00a0Poi tutti a tavola. Su un altopiano baciato dal sole dove il cielo \u00e8 pi\u00f9 vicino che mai e dove anche una fetta di strudel \u00e8 il premio ad una giornata da vivere per intero. Altro che &#8220;mezza&#8221;&#8230;.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>La mezza maratona dell&#8217;Alpe di Siusi\u00a0non \u00e8 una mezza. Mezzo \u00e8 sempre una met\u00e0. Met\u00e0 di qualcosa, di una distanza, di un piatto, di una mela o di un bicchiere di vino. E quando si parla di una met\u00e0 si ha sempre l&#8217;idea che manchi qualcosa o si rinunci a qualcosa.\u00a0Qui, sull&#8217;altopiano pi\u00f9 alto d&#8217;Europa no. \u00a0Non manca nulla. Anzi. La\u00a0mezza dell&#8217;Alpe di Siusi \u00e8 un intero perfetto da godere tutto di un fiato con la sensazione di essere davvero vicini al cielo. \u00a0Strano correre a duemila metri. 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