{"id":1971,"date":"2011-05-04T17:44:22","date_gmt":"2011-05-04T16:44:22","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=1971"},"modified":"2011-05-05T14:52:51","modified_gmt":"2011-05-05T13:52:51","slug":"e-cosi-mi-hanno-portato-via-un-pezzo-di-maratona","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2011\/05\/04\/e-cosi-mi-hanno-portato-via-un-pezzo-di-maratona\/","title":{"rendered":"E cos\u00ec mi hanno portato via un pezzo di maratona&#8230;"},"content":{"rendered":"<p>Numero 3242. Non il pettorale ma quel numero adesivo che si attacca sulla borsa che poi si consegna sui camion della partenza e ti ritrovi all&#8217;arrivo. Rettangolare, bianco e azzurro era il segno della prima maratona della mia vita: Milano, undici anni fa, 3 ore e 50 minuti pi\u00f9 o meno. L&#8217;avevo tenuto in un cassetto con i pettorali e con le medaglie quasi fosse una reliquia. Poi otto anni fa la decisione di attaccarlo su una borsa laterale della mia nuova \u00a0Gs appena uscita dal concessionario. Le borse di una moto sono un po&#8217; come le pagine di un diario, ognuno ci scrive le cose a cui tiene di pi\u00f9. E cos\u00ec io ci avevo messo un pezzetto della prima maratona della mia vita che la vita un po&#8217; me l&#8217;ha cambiata davvero. Otto anni e i segni del tempo.\u00a0Il blu dei numeri che si era lentamente sbiadito, il bianco del fondo che cominciava a mostrare il\u00a0nero delle borsa su cui era appiccicato e un angolino in alto a sinistra che pioggia e\u00a0e vento stavano cominciando a staccare.\u00a0Poi un un paio di strisciate che si erano portate via un pezzetto del 4 e avevano disegnato un baffetto al 2 finale avevano fatto il resto. Ma quel 3242 attaccato sulla borsa destra della mia Bmw resisteva e per me era un punto d&#8217;orgoglio soprattutto quando ai semafori mi accorgevo che qualcuno gli lanciava qualche occhiata. Stavo decidendo di cambiar moto e stavo rassegnandomi con un po&#8217; di dispiacere al fatto che avrei anche dovuto cambiar borse e cancellare un pezzettino della mia storia. Va cos\u00ec, i motociclisti sono un po&#8217; tutti malati ma la moto non \u00e8 un&#8217;auto, ha un&#8217;anima\u00a0, fa parte di te. Poi per\u00f2 \u00a0 succede quello che non ti aspetti. Vai a correre all&#8217;Idroscalo, parcheggi la moto, ti cambi, ti alleni, fai la doccia e torni al lavoro. Gi\u00e0, torni&#8230;Ma come? La moto, la tua moto, \u00e8 gi\u00e0 andata via. Sparita, caricata, forse gi\u00e0 smontata perch\u00e8 a qualcuno, in qualche altro posto del mondo, serve\u00a0il tuo motore,\u00a0 il tuo telaio o il\u00a0\u00a0tuo cardano. E tu resti l\u00ec, inebetito. La cerchi, pensi che forse l&#8217;hai parcheggiata da un&#8217;altra parte, t&#8217;illudi sia uno scherzo. Niente, tutto vero. La tua Gs non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9, \u00a0finita in mano a chiss\u00e0 quale stronzo che di certo non la tratta come la trattavi tu, non si ferma a guardarla quando la parcheggia e \u00a0non si preoccupa se sente un vibrazione sul parabrezza o sulla carena. E non ci sono pi\u00f9 nenache \u00a0i tuoi stivali, \u00a0non di cuoio scuro come cantava Bob Dylan, ma quelli unti con in grasso di foca che ti hanno seguito un po&#8217; dappertutto. E non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9 la tua tuta antiacqua quella sporca\u00a0\u00a0che ha visto pi\u00f9 traghetti di un marinaio. Quel docile bestione giallo mi mancher\u00e0. Con lei mi hanno portato via un pezzo di maratona e un pezzo di cuore&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Numero 3242. Non il pettorale ma quel numero adesivo che si attacca sulla borsa che poi si consegna sui camion della partenza e ti ritrovi all&#8217;arrivo. Rettangolare, bianco e azzurro era il segno della prima maratona della mia vita: Milano, undici anni fa, 3 ore e 50 minuti pi\u00f9 o meno. L&#8217;avevo tenuto in un cassetto con i pettorali e con le medaglie quasi fosse una reliquia. Poi otto anni fa la decisione di attaccarlo su una borsa laterale della mia nuova \u00a0Gs appena uscita dal concessionario. 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