{"id":19746,"date":"2016-07-08T18:25:57","date_gmt":"2016-07-08T16:25:57","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=19746"},"modified":"2016-07-08T18:26:23","modified_gmt":"2016-07-08T16:26:23","slug":"mezza-di-siusi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2016\/07\/08\/mezza-di-siusi\/","title":{"rendered":"Mezza di Siusi, di corsa toccando il cielo"},"content":{"rendered":"\n\t\t<style type=\"text\/css\">\n\t\t\t#gallery-1 {\n\t\t\t\tmargin: auto;\n\t\t\t}\n\t\t\t#gallery-1 .gallery-item {\n\t\t\t\tfloat: left;\n\t\t\t\tmargin-top: 10px;\n\t\t\t\ttext-align: center;\n\t\t\t\twidth: 33%;\n\t\t\t}\n\t\t\t#gallery-1 img {\n\t\t\t\tborder: 2px solid #cfcfcf;\n\t\t\t}\n\t\t\t#gallery-1 .gallery-caption {\n\t\t\t\tmargin-left: 0;\n\t\t\t}\n\t\t\t\/* see gallery_shortcode() in wp-includes\/media.php *\/\n\t\t<\/style>\n\t\t<div id='gallery-1' class='gallery galleryid-19746 gallery-columns-3 gallery-size-thumbnail'><dl class='gallery-item'>\n\t\t\t<dt class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2016\/07\/08\/mezza-di-siusi\/img_1426-6\/'><img width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2016\/07\/IMG_14265-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" loading=\"lazy\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/dt><\/dl><dl class='gallery-item'>\n\t\t\t<dt class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2016\/07\/08\/mezza-di-siusi\/img_1432-5\/'><img width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2016\/07\/IMG_14324-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" loading=\"lazy\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/dt><\/dl><dl class='gallery-item'>\n\t\t\t<dt class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2016\/07\/08\/mezza-di-siusi\/img_1445-6\/'><img width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2016\/07\/IMG_14455-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" loading=\"lazy\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/dt><\/dl><br style=\"clear: both\" \/><dl class='gallery-item'>\n\t\t\t<dt class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2016\/07\/08\/mezza-di-siusi\/img_1449-3\/'><img width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2016\/07\/IMG_14492-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" loading=\"lazy\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/dt><\/dl><dl class='gallery-item'>\n\t\t\t<dt class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2016\/07\/08\/mezza-di-siusi\/img_1456-4\/'><img width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2016\/07\/IMG_14563-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" loading=\"lazy\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/dt><\/dl><dl class='gallery-item'>\n\t\t\t<dt class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2016\/07\/08\/mezza-di-siusi\/img_1459-4\/'><img width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2016\/07\/IMG_14593-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" loading=\"lazy\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/dt><\/dl><br style=\"clear: both\" \/><dl class='gallery-item'>\n\t\t\t<dt class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2016\/07\/08\/mezza-di-siusi\/img_1464-4\/'><img width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2016\/07\/IMG_14643-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" loading=\"lazy\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/dt><\/dl><dl class='gallery-item'>\n\t\t\t<dt class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2016\/07\/08\/mezza-di-siusi\/img_1468-4\/'><img width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2016\/07\/IMG_14683-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" loading=\"lazy\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/dt><\/dl><dl class='gallery-item'>\n\t\t\t<dt class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2016\/07\/08\/mezza-di-siusi\/img_1474-4\/'><img width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2016\/07\/IMG_14743-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" loading=\"lazy\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/dt><\/dl><br style=\"clear: both\" \/>\n\t\t<\/div>\n\n<p>La mezza maratona dell\u2019<strong>Alpe di Siusi<\/strong>\u00a0non \u00e8 una mezza. Mezzo \u00e8 sempre una met\u00e0. Met\u00e0 di qualcosa, di una distanza, di un piatto, di una mela o di un bicchiere di vino. E quando si parla di una met\u00e0 si ha sempre l\u2019idea che manchi qualcosa o si rinunci a qualcosa.\u00a0Qui, sull\u2019altopiano pi\u00f9 alto d\u2019Europa no. \u00a0Non manca nulla. Anzi. La\u00a0mezza dell\u2019<strong>Alpe di Siusi<\/strong> \u00e8 un intero perfetto da godere tutto di un fiato con la sensazione di essere davvero vicini al cielo. \u00a0Strano correre a duemila metri. La differenza c\u2019\u00e8 e si capisce dopo qualche metro, con il fiato che non arriva e le gambe che vanno un po\u2019 al rallentatore e la prima salita che si avvicina tanto per capire che giornata sar\u00e0. Settecento atleti al via. Non uno di pi\u00f9. Perch\u00e8 il numero \u00e8 chiuso e qui \u00e8 chiuso davvero: siamo in<strong>Sud Tirolo<\/strong>, sempre Sud ma non come siamo abituati a pensarlo noi\u2026Settecento atleti al via nella scia \u00a0di <strong>Peter Fil<\/strong>, \u00a0che qui \u00e8 di casa. <strong>Castelrotto<\/strong> \u00e8 solo 11 chilometri pi\u00f9 in basso e l\u2019azzurro, che senza gli sci ai piedi ha l\u2019aria di uno che non \u00e8 il razzo che siamo abituati a vedere sfrecciare sulla<strong> Streif<\/strong>, fa da apripista ad un gruppo che parla pi\u00f9 tedesco che italiano e che, anche se non lo fa vedere,\u00a0ha l\u2019aria soddisfatta di chi la sera prima ci ha dato una bella lezione ai rigori. Fil corre una staffetta con\u00a0\u00a0l\u2019asso dello slittino\u00a0<strong>Patrick Pigneter<\/strong> e la promessa dello slalom<strong> Verena Gasslitter, sette<\/strong>\u00a07 chilometri a testa per raccogliere oltre \u00a04.500 Euro devoluti a tre associazioni ( L\u2019Alto Adige Aiuta, ADMO Alto Adige e Debra Alto Adige) Dietro tutti gli altri, divisi in due gruppi per non mettersi in coda nei single-track e nei sentieri che sono il bello di una corsa cos\u00ec ma solo se non ci si intruppa. E infatti non ci si intruppa\u2026Ventuno chilometri fanno una \u201cmezza\u201d ma una volta di pi\u00f9 sono la dimostrazione che i numeri non sono scienza esatta. Suonano i gps ad ogni chilometro che passa ma il bip vale ci\u00f2 che vale. Praticamente nulla. Si sale, si scende e ci si arrampica, si attraversano un paio di guadi, parecchi ponticelli e alla fine si corre sulle passerelle di legno con lo <strong>Sciliar<\/strong> immanente e imponente. Spettacolo che ognuno vive a modo suo. Aumentando il passo, rallentando, fermandosi a fare le foto che una meraviglia cos\u00ec \u00a0merita in una giornata limpida\u00a0come\u00a0solo le Dolomiti sanno regalare. E chissenefrega dei chip, del crono, dei personali da battere \u00a0e in fondo anche della classifica. Che per\u00f2 conta. Il primo al traguardo \u00e8\u00a0<strong>Gianmarco Bazzoni<\/strong>\u00a0che concilia gli impegni della gestione di un cinema con la passione per l\u2019atletica e vince con il tempo di 1:22\u201924\u201d davanti\u00a0<strong>\u00a0Roland Vigl<\/strong>portacolori del Weinstrasse S\u00fcdtiroler Laufverein Sparkass e a \u00a0<strong>Francesco Colombo<\/strong>della squadra Avis Seregno.\u00a0Fra le donne successo della piemontese <strong>Ilaria Bergaglio<\/strong>, portacolori del Gruppo Podistico Solvay di Alessandria, che taglia il traguardo con il tempo di 1:38\u201916\u201d davanti alla tedesca <strong>Kerstin Sollinger<\/strong> della formazione LG W\u00fcrm Athletik e a \u00a0<strong>Francesca Pretto\u00a0<\/strong>del team Atletica Vicentina. \u00a0Podio di una mezza che non \u00e8 una mezza ma una festa che continua tra gli applausi di chi su quest\u2019altopiano che sembra un terrazza che si affaccia sul mondo, ci sta passando le vacanze. E cammina, corre, si avventura in mountainbike laddove di inverno si scia e si spinge sugli si da fondo. E a proposito di sci da fondo c\u2019\u00e8 anche la combinata da premiare perch\u00e8 la mezza dell\u2019Alpe di Siusi \u00e8 la versione senza neve della <strong>Moonlight Classic,<\/strong> la gara notturna di fondo che si corre a gennaio sui 15 chilometri \u00a0ed \u00e8 lo spettacolo di questi luoghi da attraversare di notte con gli sci ai piedi.\u00a0Nella speciale classifica <span class=\"il\">Siusi<\/span> Ski &amp; Run la vittoria va a\u00a0<strong>Josef K\u00f6hl Josef<\/strong> (tempo complessivo di 2:31\u201957\u201d) su <strong>Hansjoerg Pichler<\/strong>in 2:43\u201911\u201d e terzo posto per <strong>Stefano Carravieri<\/strong> in 3:05\u201923\u201d. \u00a0Poi tutti a tavola. Su un altopiano baciato dal sole dove il cielo \u00e8 pi\u00f9 vicino che mai e dove anche una fetta di strudel \u00e8 il premio ad una giornata da vivere per intero. Altro che \u201cmezza\u201d\u2026.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>La mezza maratona dell\u2019Alpe di Siusi\u00a0non \u00e8 una mezza. Mezzo \u00e8 sempre una met\u00e0. Met\u00e0 di qualcosa, di una distanza, di un piatto, di una mela o di un bicchiere di vino. E quando si parla di una met\u00e0 si ha sempre l\u2019idea che manchi qualcosa o si rinunci a qualcosa.\u00a0Qui, sull\u2019altopiano pi\u00f9 alto d\u2019Europa no. \u00a0Non manca nulla. Anzi. La\u00a0mezza dell\u2019Alpe di Siusi \u00e8 un intero perfetto da godere tutto di un fiato con la sensazione di essere davvero vicini al cielo. \u00a0Strano correre a duemila metri. 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