{"id":20144,"date":"2016-08-09T20:27:24","date_gmt":"2016-08-09T18:27:24","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=20144"},"modified":"2016-08-10T09:59:37","modified_gmt":"2016-08-10T07:59:37","slug":"chi-decide-sul-doping","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2016\/08\/09\/chi-decide-sul-doping\/","title":{"rendered":"Chi decide sul doping?"},"content":{"rendered":"<p>Chiss\u00e0 se sul doping decidono la Iaaf, Il Tas, le commissioni nazionali di controllo oppure il pubblico o gli atleti che non si sono mai dopati. Gi\u00e0, chiss\u00e0. Chiss\u00e0 se valgono di pi\u00f9 una squalifica, una condanna scontata e una riabilitazione o i fischi degli spettatori quando finisci una gara e vai a medaglia. Chiss\u00e0 se vale di pi\u00f9 che un avversario ti nega una stretta di mano sul podio. Tante domande e tanti dubbi. Che in molti casi diventano sospetti e complotti a cui nessuno, purtroppo, riuscir\u00e0 a dare certezza. E&#8217; un&#8217;onda lunga che rischia di sommergere il buono dello sport, quello che non bara, che si \u00e8 sempre rifiutato di usare trucchi e scorciatoie. Quello che fino a questa Olimpiade \u00e8 rimasto pi\u00f9 o meno in silenzio \u00a0facendo finta di niente. Ma forse adesso la misura \u00e8 colma. E allora c&#8217;\u00e8 qualcuno che non ci sta. E non ci sta\u00a0Michael Phelps che non le manda a dire alla russa Yulia Efimova, esclusa per doping e poi riammessa dal Tas: &#8220;E &#8216;un po&#8217; triste che oggi nello sport in generale, non solo nel nuoto, ci siano persone che sono risultati positive anche pi\u00f9 volte e a cui viene permesso di nuovo di gareggiare- spiega il fuoriclasse americano- E&#8217; una cosa che mi spezza il cuore e mi fa incazzare&#8221;. Non \u00e8 il primo Phelps e non sar\u00e0 l&#8217;ultimo. La giustizia fa sconti a chi si pente. Chi nello sport deve correre o nuotare con un avversario che non \u00e8 stato leale, \u00e8 meno propenso ad essere clemente. Da una parte c&#8217;\u00e8 il diritto, da cittadino, di chi ha scontato una pena ed \u00e8 giusto che torni in gioco, dall&#8217;altro c&#8217;\u00e8 l&#8217;ardore e la rabbia di tanti ventenni sacrificano in fatiche e allenamenti la loro meglio giovent\u00f9 \u00e8 non hanno nessuna voglia di vedersi passare davanti chi ha barato. \u00a0Non se ne esce. Per\u00f2 c&#8217;\u00e8 un per\u00f2, un punto su cui non c&#8217;\u00e8 margine d&#8217;errore. Sui social, l&#8217;altra sera in una radio sportiva dove intervenivano i diretta gli ascoltatori si parlava del caso di\u00a0Alex Schwazer che il Tas domani decider\u00e0 se far maraciare o meno a Rio. Sono sempre di pi\u00f9 gli italiani convinti che sia stato fregato, che sia vittima di un complotto, che sia stato punito perch\u00e8 colpendo lui volevano colpire il suo allenatore Sandro Donati che si \u00e8 sempre battuto contro il doping. E con chi se la prendono? Se la prendono con Gianmarco Tamberi, \u00a0a cui un infortunio ha negato un&#8217;olimpiade conquistata senza trucchi, che non si \u00e8 mai dopato, che \u00e8 forse un po&#8217; troppo guascone e quindi a volte ha il coraggio di dire ci\u00f2 che pensa senza peli sulla lingua. Con Schwazer il saltatore azzurro non era stato tanto morbido. Aveva detto che, come prevedeva il codice etico della Federazione italiana di atletica, non aveva diritto di rimettersi la maglia della nazionale. E&#8217; una colpa? \u00a0Evidentemente s\u00ec ma non vorrei che diventasse martire chi si \u00e8 redento e finisse in croce chi invece ha solo espresso un&#8217;opinione.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Chiss\u00e0 se sul doping decidono la Iaaf, Il Tas, le commissioni nazionali di controllo oppure il pubblico o gli atleti che non si sono mai dopati. Gi\u00e0, chiss\u00e0. Chiss\u00e0 se valgono di pi\u00f9 una squalifica, una condanna scontata e una riabilitazione o i fischi degli spettatori quando finisci una gara e vai a medaglia. Chiss\u00e0 se vale di pi\u00f9 che un avversario ti nega una stretta di mano sul podio. Tante domande e tanti dubbi. Che in molti casi diventano sospetti e complotti a cui nessuno, purtroppo, riuscir\u00e0 a dare certezza. 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