{"id":20162,"date":"2016-08-10T18:55:40","date_gmt":"2016-08-10T16:55:40","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=20162"},"modified":"2016-08-10T18:55:40","modified_gmt":"2016-08-10T16:55:40","slug":"cancellara-ultimo-capolavoro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2016\/08\/10\/cancellara-ultimo-capolavoro\/","title":{"rendered":"Cancellara, ultimo capolavoro"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2016\/08\/13882162_1012836462097546_479856027018734943_n.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-20165\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2016\/08\/13882162_1012836462097546_479856027018734943_n-300x208.jpg\" alt=\"13882162_1012836462097546_479856027018734943_n\" width=\"300\" height=\"208\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2016\/08\/13882162_1012836462097546_479856027018734943_n-300x208.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2016\/08\/13882162_1012836462097546_479856027018734943_n.jpg 480w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Le lacrime. Le mani sul viso a nascondere il pianto. La stretta di mano di <strong>Tom Dumoulin<\/strong> e quella di <strong>Chis Froome<\/strong>. Poi l&#8217;abbraccio e i salti di gioia con gli uomini del suo staff che avevano capito come sarebbe andata a finire la crono olimpica di Rio tanti chilometri prima, ma avevano tenuto le dita rigorosamente incrociate.\u00a0<strong>Fabian Cancellara,<\/strong> ha dominato. E&#8217; il campione olimpico a cronometro, come otto anni fa a Pechino. Un&#8217;ora e e 12 minuti alla media 45,255 km per mettere tutti in fila e non gente qualunque ma anche uno che ha vinto tre Tour. La &#8220;locomotiva di Berna&#8221; entra con tutta la gloria che si merita nella stazione di Olimpia e spegne i motori. Fine. Fine di una carriera che \u00a0\u00e8 di quelle da raccontare a figli, nipoti, a tutti quelli che amano il ciclismo. Con maglie gialle, titoli mondiali, con tre Parigi-Roubaix, tre Giri delle Fiandre ed \u00e8 inutile anche continuare. Fine in una giornata brasiliana che sembrava una classica del Nord, con pioggia e vento al posto del sole e del mare che si \u00e8 visto poco, con gli spettatori stretti nelle cerate, con una strada bagnata che faceva venire i brividi. \u00a0E forse anche per questo lo svizzero che ha sangue lucano nelle vene perch\u00e8 suo nonno e suo padre a Berna ci sono arrivati da emigranti, \u00e8 volato via imprendibile. Come solo lui sa essere quando mette carbone nella caldaia del suo motore. La locomotiva va e non la prende pi\u00f9 nessuno anche se, come oggi, c&#8217;\u00e8 salita, anzi ce n&#8217;erano due. \u00a0Che non \u00e8 proprio il terreno che lui preferisce, che non sono i binari dove va via veloce. Ma l&#8217;aveva detto gi\u00e0 nella prova in linea che non era venuto qui a raccogliere la gloria del passato, \u00a0a far passerella, a firmare autografi per ci\u00f2 che aveva fatto. L&#8217;Olimpiade era \u00a0l&#8217;ultima sfida della sua carriera, l&#8217;ultimo traguardo da onorare, l&#8217;ultima vittoria da andare a prendersi. \u00a0Quattro intermedi che hanno segnato il tempo di una marcia trionfale, che hanno fatto capire a Dumoulin a Frooome ma anche a Rohan Dennis che oggi non avrebbe avuto scampo anche se non avesse rotto la protesi che lo ha costretto a cambiar bici. Quel numero 5 sulla schiena lo hanno visto passar via con un fruscio. Lo hanno visto accelerare e scendere con una picchiata precisa, chirurgica, verso il mare. Senza rallentare dove gli altri frenavano, continuando a pedalare dove gli altri prendevano fiato. Lo hanno visto passar via come passano i grandi, come solo i campioni sanno fare. Ora c&#8217;\u00e8 solo il tempo di godersi l&#8217;ultimo sogno, di mettere il cuore e i muscoli \u00a0a riposo e di raccogliere gli ultimi applausi. Poi la locomotiva pi\u00f9 veloce di sempre \u00a0spegner\u00e0 i motori. Sembra un peccato. E invece \u00e8 la vittoria pi\u00f9 ambita. Uscire in bellezza da un presente indimenticabile per entrare nella storia che lo attende. E con una medaglia d&#8217;oro al collo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Le lacrime. Le mani sul viso a nascondere il pianto. La stretta di mano di Tom Dumoulin e quella di Chis Froome. Poi l&#8217;abbraccio e i salti di gioia con gli uomini del suo staff che avevano capito come sarebbe andata a finire la crono olimpica di Rio tanti chilometri prima, ma avevano tenuto le dita rigorosamente incrociate.\u00a0Fabian Cancellara, ha dominato. E&#8217; il campione olimpico a cronometro, come otto anni fa a Pechino. Un&#8217;ora e e 12 minuti alla media 45,255 km per mettere tutti in fila e non gente qualunque ma anche uno che ha vinto tre Tour. 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