{"id":20190,"date":"2016-08-11T22:06:03","date_gmt":"2016-08-11T20:06:03","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=20190"},"modified":"2016-08-11T22:06:03","modified_gmt":"2016-08-11T20:06:03","slug":"rio-primo-e-ultimo-pari-sono-3","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2016\/08\/11\/rio-primo-e-ultimo-pari-sono-3\/","title":{"rendered":"Rio, primo e ultimo pari sono&#8230;"},"content":{"rendered":"<p><strong><br \/>\n<a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2016\/08\/13882162_1012836462097546_479856027018734943_n3.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-20182\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2016\/08\/13882162_1012836462097546_479856027018734943_n3-150x150.jpg\" alt=\"13882162_1012836462097546_479856027018734943_n\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2016\/08\/craven3.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-20191\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2016\/08\/craven3-150x150.jpg\" alt=\"craven\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a>Fabian Cancellara<\/strong> e \u00a0<strong>Dan Craven<\/strong>, il primo e l\u2019ultimo della crono olimpica. \u00a0Due mondi. Uno svizzero con sangue italiano che quando pedala sembra un locomotiva e un namibiano, con barba e occhiali, che pi\u00f9 che un professionista pare un cicloamatore nella sgambata della domenica. \u00a0<strong>Fabian Cancellara<\/strong> e <strong>Dan Craven<\/strong>, due mondi divisi da un quarto d\u2019ora in generale che in una crono da una cinquantina di chilometri sono un\u2019eternit\u00e0. Uno su un missile con protesi e ruote lenticolari, l\u2019altro su una bici da strada normale, la stessa che ha usato nella gara in linea, \u00a0perch\u00e8 solo quella aveva. Uno con un body che sembrava una seconda pelle, perfetto per limare qualche decimo in pi\u00f9, l\u2019altro con la stessa maglia e gli stessi calzoncini che aveva usato domenica lavati in tutta fretta nella stanza del villaggio. Uno con i rapporti giusti per il circuito del Grumari da ripetere due volte, l\u2019altro con un 53 davanti e un 25 dietro, senza possibilit\u00e0 di togliere o aggiungere denti.<strong> Fabian Cancellara<\/strong> e<strong> Dan Craven<\/strong> uno medaglia d\u2019oro, l\u2019altro maglia nera, due mondi cos\u00ec lontani ma in realt\u00e0 vicini, vicinissimi. Perch\u00e8 basta girarla quella \u00a0classifica l\u00ec e l\u2019ultimo diventa primo. E non ci sarebbe nulla da dire. Basta girarla per rendersi conto che hanno vinto tutti e due. Ha vinto <strong>Fabian<\/strong> che ha onorato questi Giochi e con la medaglia d\u2019oro al collo, la seconda dopo Pechino, chiude nel modo che merita una carriera \u00a0formidabile. Ha vinto <strong>Dan<\/strong>, che era venuto a Rio per correre la gara in linea e quando, il giorno prima della crono, gli hanno detto che poteva farla ha fatto un salto sulla sedia: \u201d No, non se ne parla- ha detto a pelle il namibiano- Non ho la bici adatta, non ho i rapporti, neanche un body e sarebbe come correre una gara di Formula Uno con un\u2019auto per la Nascar\u201d. Poi come racconta <strong>Usa Today<\/strong>, deve averci ripensato. \u00a0Ha scritto un tweet chiedendo consiglio ad alcuni suoi amici in Namibia e la risposta non si \u00e8 fatta attendere: \u201cLa crono olimpica? Non vuoi correrla? Ma sei pazzo\u2026!\u201d. Perch\u00e8 un\u2019olimpiade \u00e8 un\u2019olimpiade e ti capita forse una volta nella vita di essere dentro la magia pi\u00f9 grande che possa esserci per uno che fa sport. Perch\u00e8 per un Paese di due milioni di abitanti <strong>Craven,<\/strong> e pochi altri atleti professionisti come lui, sono esempi da seguire. Perch\u00e8 il sogno olimpico \u00e8 il sogno di un popolo e perch\u00e8 \u00a0lui aveva l\u2019opportunit\u00e0 di farlo diventare realt\u00e0. Per lui e per tutti i suoi. E allora via. Numero trentasette, ultimo a partire e ultimo ad arrivare. Ma chissenefrega. Anzi no. Perch\u00e8 poi alla fine c\u2019\u00e8 sempre un buon motivo che premia chi fa le cose. \u201cIl mio Paese, la Namibia, la conoscono i pochi- ha raccontato <strong>Craven<\/strong>&#8211; E c\u2019\u00e8 uno studio che spiega che ogni dodici turisti che arrivano per noi \u00e8 un posto di lavoro in pi\u00f9. Ogni volta che vengo citato su Eurosport, che una telecamera mi inquadra in molti che non hanno mai sentito parlare della Namibia poi vanno sui Google ad informarsi. E poi magari vengono a visitarla\u2026\u201d. Ultimo. Ultimo, ma poi uno si accorge di aver portato la bandiera del suo Paese in una gara olimpica e allora capisce che le classifiche contano quel che contano. E poi basta capovolgere le classifiche. Primo o ultimo questa volta pari sono\u2026<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Fabian Cancellara e \u00a0Dan Craven, il primo e l\u2019ultimo della crono olimpica. \u00a0Due mondi. Uno svizzero con sangue italiano che quando pedala sembra un locomotiva e un namibiano, con barba e occhiali, che pi\u00f9 che un professionista pare un cicloamatore nella sgambata della domenica. \u00a0Fabian Cancellara e Dan Craven, due mondi divisi da un quarto d\u2019ora in generale che in una crono da una cinquantina di chilometri sono un\u2019eternit\u00e0. Uno su un missile con protesi e ruote lenticolari, l\u2019altro su una bici da strada normale, la stessa che ha usato nella gara in linea, \u00a0perch\u00e8 solo quella aveva. 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