{"id":20248,"date":"2016-08-19T17:32:02","date_gmt":"2016-08-19T15:32:02","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=20248"},"modified":"2016-08-19T17:59:19","modified_gmt":"2016-08-19T15:59:19","slug":"fabian-a-rio-nessuna-delusione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2016\/08\/19\/fabian-a-rio-nessuna-delusione\/","title":{"rendered":"Fabian a Rio, nessuna delusione"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2016\/08\/fab.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-20257\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2016\/08\/fab-300x200.jpg\" alt=\"Triathlon - Giochi Olimpici Rio 2016\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2016\/08\/fab-300x200.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2016\/08\/fab-1024x682.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>&#8220;Per sperare di vincere bisogna anche accettare di perdere tutto&#8230;&#8221;. <strong>Vincent Luis,<\/strong> il francese che ieri ha osato sfidare nella gara olimpica i fratelli <strong>Alistair<\/strong> e <strong>Jonathan Brownlee,<\/strong> divinit\u00e0 potenti e prepotenti del triathlon, \u00a0ci ha provato. Ci ha messo tutto ci\u00f2 che aveva e forse anche di pi\u00f9 ma poi ha pagato il prezzo di un azzardo che suona un po&#8217; come un peccato di <em>ubris<\/em> nei confronti degli dei dell&#8217;Olimpo triatleta. Che per\u00f2 valeva la pena di fare. Perch\u00e8 la gara olimpica \u00e8 sempre una gara olimpica e quando sei l\u00ec \u00a0pi\u00f9 che la ragione comanda il cuore. Capita poi di pagare un dazio enorme e ti resta l&#8217;amaro in bocca. Lo stesso che <strong>Alessandro Fabian<\/strong> ieri sera ha provato a spazzar via con una pizza e un calice di rosso. Si fa presto a dire che il suo 14mo posto \u00e8 stat una delusione. Si fa presto a dirlo se si leggono i tempi, se si considera che dopo essere uscito terzo dal nuoto e aver tenuto testa ai due inglesi in bici poi ha corso i diecimila in<strong>\u00a033\u201937,<\/strong>\u00a0alla media di media 3\u201920\u00a0al chilometro, contro i 31&#8217;09 e 31&#8217;16 dei dei due sudditi alieni di sua Maest\u00e0 che hanno viaggiato a una media di 3.07 al chilometro. \u00a0Se fosse stato pi\u00f9 prudente, magari&#8230;Ma chi vuol fare i conti li faccia. Chi vuole sezionare, tattiche, allenamenti, numeri, programmi e statistiche proceda pure. Per\u00f2 ci sono due modi di raccontare una gara. C&#8217;\u00e8 anche il racconto di ci\u00f2 che vedono\u00a0gli occhi, delle emozioni, dei sentimenti, dell&#8217;orgoglio di vedere un azzurro l\u00e0 davanti per tre quarti di gara che un po&#8217; ti fa sperare, che un po&#8217; ti fa anche sognare. Ci sono le storie di un&#8217;olimpiade che \u00e8 l&#8217;occasione di una vita e non\u00a0una convention aziendale della Nike o di chiss\u00e0 quale altro sponsor dove si sale sul palco con la lezioncina imparata a memoria e le slide da mostrare al pubblico. Puoi anche esserti preparato quattro anni, puoi anche aver provato e riprovato un percorso che pi\u00f9 duro non si pu\u00f2, puoi anche aver promesso ai tuoi allenatori che farai ci\u00f2 che ti hanno consigliato poi per\u00f2 quando arriva il giorno e ti ritrovi l\u00ec a pedalare al fianco dei due fenomeni la logica non serve pi\u00f9. \u00a0Saltano gli schemi, \u00a0come nel calcio, come in una finale di Champions quando hai davanti il Real ma capisci che ci puoi provare. Anzi devi, \u00a0perch\u00e8 quando ti ricapita pi\u00f9&#8230; Allora nuoti davanti e pedali davanti, provi a mettere pi\u00f9 distacco possibile tra quelli che sono rimasti intruppati nel secondo gruppo e vada come vada. Poi va male. Pazienza. Poi va male ma comunque\u00a0per gli occhi e per il cuore, \u00e8 stata una gara da protagonista. Una gara coraggiosa, perch\u00e8 ci vuol coraggio anche a osare sapendo che puoi perdere tutto. E&#8217; stato bello vedere l&#8217;azzurro l\u00e0 davanti, cos\u00ec come era stato bello quattro anni fa a Londra vedere nella maratona <strong>Valeria Straneo<\/strong> giocarsela per un bel pezzo con le keniane, quando nessuno neppure immaginava. Poi \u00e8 saltata, ma chissenefrega. Per\u00f2 l&#8217;emozione \u00e8 rimasta e rimane. Per\u00f2, per pi\u00f9 di un&#8217;ora, \u00a0il carabiniere azzurro ha fatto sognare tutti quelli che il triathlon lo vedevano per la prima volta e ha fatto venire qualche dubbio a chi invece di triathlon lo mastica da sempre. Fabian l\u00e0 davanti, di boa in boa e a dare i cambi ai due Brownlee, \u00e8 stato il pi\u00f9 bello spot che questo sport abbia \u00a0avuto negli ultimi anni. Peccato poi che chi lo ha raccontato lo\u00a0abbia fatto con lo stesso pathos con \u00a0cui si fa la telecronaca di un sedicesimo di finale del torneo di badmington. Senza nulla togliere al badmington. \u00a0Peccato poi che poi si liquidi un sogno olimpico ai conticini sui decimi di secondo o su un quattordicesimo posto che vale meno del decimo di Londra. Peccato non avercela fatta. Ma il rimpianto di non averci provato sarebbe stato peggio&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>&#8220;Per sperare di vincere bisogna anche accettare di perdere tutto&#8230;&#8221;. Vincent Luis, il francese che ieri ha osato sfidare nella gara olimpica i fratelli Alistair e Jonathan Brownlee, divinit\u00e0 potenti e prepotenti del triathlon, \u00a0ci ha provato. Ci ha messo tutto ci\u00f2 che aveva e forse anche di pi\u00f9 ma poi ha pagato il prezzo di un azzardo che suona un po&#8217; come un peccato di ubris nei confronti degli dei dell&#8217;Olimpo triatleta. 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