{"id":20275,"date":"2016-08-21T20:56:56","date_gmt":"2016-08-21T18:56:56","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=20275"},"modified":"2016-08-21T20:56:56","modified_gmt":"2016-08-21T18:56:56","slug":"maratona-di-rio-pertile-ce","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2016\/08\/21\/maratona-di-rio-pertile-ce\/","title":{"rendered":"Maratona di Rio, Pertile c&#8217;\u00e8&#8230;"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2016\/08\/pertile.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-20278\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2016\/08\/pertile-300x200.jpg\" alt=\"Campionati del mondo di atletica 2015\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2016\/08\/pertile-300x200.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2016\/08\/pertile.jpg 1000w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>\u00abNon so bene se oggi abbiano pesato di pi\u00f9 i miei 42 anni o i 42 chilometri corsi. Ma la maratona bisogna correrla con il cuore e con la passione. Bisogna essere maratoneti per arrivare in fondo a un gara cos\u00ec&#8230;&#8221;. Vero, tutto vero. Anche quando arrivi lontano dai primi, anche quando arranchi nelle retrovie di una gara olimpica, anche quando non non sei l\u00e0 davanti. Anche quando chiudi trentottesimo a parecchi minuti dal primo. Ma ci sono tanti modi per essere protagonisti in una maratona. E basta incrociare lo sguardo di <strong>Ruggero Pertile<\/strong> all&#8217;arrivo del Sambodromo di Rio per rendere onore ad un combattente che fa i conti con l&#8217;onest\u00e0 dei semplici. Pertile c&#8217;\u00e8. C&#8217;\u00e8 sempre stato in questi anni. Al di l\u00e0 dei pronostici, al di l\u00e0 dei proclami e al di l\u00e0 di tutto. Certo, non corre per vincere, per\u00f2 sa cosa significa indossare una maglia azzurra e lo fa come va fatto. Ed \u00e8 un esempio e una consolazione per un&#8217;atletica che in questa spedizione brasiliana resta a bocca asciutta come non accadeva da sessant&#8217;anni. <strong>Ruggero Pertile<\/strong> non pu\u00f2 fare miracoli, non era venuto a Rio per quello, non lui almeno. Per\u00f2 corre, fatica, lotta, non molla mai e alla fine arriva. Non si arrende. Sa che non pu\u00f2 reggere il passo. Non pu\u00f2 pi\u00f9. Capisce che l\u00e0 davanti quando accelerano \u00e8 meglio lasciarli andare. Capisce che 42 anni e una \u00a0carriere fatta di chilometri, di 28 maratone, di rinunce, di salti mortali per conciliare gli allenamenti con una vita normale, cominciano ad essere un peso. E allora si spiega quella vena malinconica al traguardo: &#8220;Ormai sono vecchio- racconta ai microfoni della Rai- Provo a dare consigli se qualcuno mi vuol sentire&#8230;&#8221;. Prova ad affiancare <strong>Daniele Meucci<\/strong> al decimo chilometro e prova a dirgli di agganciarsi al gruppetto dei primi. Lui pu\u00f2. Lui potrebbe ma dopo un paio di chilometri mette la freccia \u00a0e si ferma. Addio sogni azzurri, quei pochi, pochissimi che si potevano fare. E allora tocca a lui ricominciare. Tocca a lui farsi carico del peso di una maglia che bisogna portare al traguardo con orgoglio, perch\u00e8 nella storia ci sono due ori olimpici da onorare, che forse non torneranno pi\u00f9, per\u00f2 restano. E <strong>Pertile<\/strong> va. Col suo ritmo, con i suoi tempi, come un &#8220;metronomo&#8221;, con quel suo passo regolare che lo ha portato a vincere, lo ha portato a sfiorare un podio mondiale, lo ha portato qui a Rio ma anche \u00a0a Londra e prima ancora \u00a0a Pechino. <strong>Pertile<\/strong> va e arriva. Prima di lui in tanti. Prima di lui i soliti africani, il keniano<strong> Eliud Kipchoge<\/strong>\u00a0 che vince l&#8217;oro in 2&#8217;08&#8243;44 e l&#8217;etiope etiope <strong>Feyisa Lilesa<\/strong> che sull&#8217;inifinto rettilineo finale si gira e si rigira per assicurarsi che statunitense <strong>Galen Rupp<\/strong> non gli porti via l&#8217;argento. Ma Pertile c&#8217;\u00e8. C&#8217;\u00e8 sempre. E tra quattro anni a Tokyo quando non ci sar\u00e0 pi\u00f9 un po&#8217; ci mancher\u00e0&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>\u00abNon so bene se oggi abbiano pesato di pi\u00f9 i miei 42 anni o i 42 chilometri corsi. Ma la maratona bisogna correrla con il cuore e con la passione. Bisogna essere maratoneti per arrivare in fondo a un gara cos\u00ec&#8230;&#8221;. Vero, tutto vero. Anche quando arrivi lontano dai primi, anche quando arranchi nelle retrovie di una gara olimpica, anche quando non non sei l\u00e0 davanti. 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