{"id":20289,"date":"2016-08-24T17:18:30","date_gmt":"2016-08-24T15:18:30","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=20289"},"modified":"2016-08-24T19:08:42","modified_gmt":"2016-08-24T17:08:42","slug":"bimbi-poco-sport-perche-non-giocano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2016\/08\/24\/bimbi-poco-sport-perche-non-giocano\/","title":{"rendered":"Bimbi, poco sport perch\u00e8 non giocano"},"content":{"rendered":"<p>Finiti i Giochi si fanno i bilanci. E i bilanci trascinano polemiche. Una che va sempre di moda \u00e8 che da noi, in Italia, si fa poco sport \u00a0e vinciamo poco ( che poi non \u00e8 vero) perch\u00e8 non ci sono strutture.\u00a0Che non \u00e8 del tutto vero. Al sud forse meno, ma al Nord le strutture ci sono. Non saremo la Norvegia o la Svezia ma se uno vuol fare sport un posto lo\u00a0trova. A Milano, che molti diranno che non fa testo, gli impianti dove far sport sono parecchi. Il problema\u00a0\u00e8 che ci vanno in pochi e soprattutto che pochi ci portano i figli. Per tanti motivi. Perch\u00e8 magari molte famiglie lo sport non ce l&#8217;hanno nel dna, perch\u00e8 magari lavorano e non hanno tempo, ultimo ma non meno importante, perch\u00e8 non se lo possono permettere. Oggi fare sport costa. Costa nuotare, costa far triathlon, costa fare atletica, ciclismo, calcio. Costa tutto. Si paga per iscriversi a uno societ\u00e0, per fare le gare, per vestirsi, per le scarpe, per una bici e per tutto ci\u00f2 che serve. Si pagano i certificati medici. \u00a0Cos\u00ec se un figlio diventa una spesa, due o tre in certi casi sono un lusso. Ecco, pi\u00f9 che dire che dai noi si fa poco sport perch\u00e8 mancano le strutture, \u00a0forse si deve cominciare a spiegare che da noi si fa poco sport perch\u00e8 lo sport \u00e8 un lusso che non tutti si possono permettere. E le Federazioni fanno poco o nulla per abbattere costi e burocrazia. Una volta, tanti anni fa, per giocare a calcio, per correre, per divertirsi si scendeva nel cortile dei garage e ci si ritrovava con gli amici per sfinirsi di fatica finch\u00e8 non faceva buio o finch\u00e8 non ci si sbucciavano le ginocchia e si tornava a casa in lacrime. Oggi, gi\u00e0 a sette anni, per farsi una partitella bisogna essere tesserati per la squadretta del paese, avere il tesserino, presentarsi al campo dalle 17 alle 19 perch\u00e8 poi tocca agli allievi, vestirsi con la tuta della squadra e mettersi \u00a0agli ordini del mister che piazza i birilli in campo e ti rintrona con gli schemi. E la partita? E il gioco? E il divertimento di sfidarsi tra bande che magari finisce anche che si litiga? Zero. Finito. Oggi, gi\u00e0 a sette anni, i bambini vivono lo sport come un dovere. Come i compiti, come l&#8217;apparecchio per raddrizzare i denti, come un peso, necessario per\u00f2 per smaltire qualche fetta di troppo di pane e Nutella. \u00a0L&#8217;avviamento allo sport cos\u00ec non avvia a un bel niente. Si dovrebbe invece cominciare farli giocare i bimbi, poi quando ogni piccolo atleta pi\u00f9 o meno ha capito che strada vorr\u00e0 percorrere si deve cominciare a fare sul serio. Con schemi e cronometro e magari qualche ripetuta&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Finiti i Giochi si fanno i bilanci. E i bilanci trascinano polemiche. Una che va sempre di moda \u00e8 che da noi, in Italia, si fa poco sport \u00a0e vinciamo poco ( che poi non \u00e8 vero) perch\u00e8 non ci sono strutture.\u00a0Che non \u00e8 del tutto vero. Al sud forse meno, ma al Nord le strutture ci sono. Non saremo la Norvegia o la Svezia ma se uno vuol fare sport un posto lo\u00a0trova. 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