{"id":20344,"date":"2016-08-29T17:16:15","date_gmt":"2016-08-29T15:16:15","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=20344"},"modified":"2016-08-29T17:16:15","modified_gmt":"2016-08-29T15:16:15","slug":"baldini-ad-atene-sembra-ieri","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2016\/08\/29\/baldini-ad-atene-sembra-ieri\/","title":{"rendered":"Baldini ad Atene, sembra ieri"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2016\/08\/31srt01f1_mediagallery-page.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-20345\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2016\/08\/31srt01f1_mediagallery-page-300x200.jpg\" alt=\"31srt01f1_mediagallery-page\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2016\/08\/31srt01f1_mediagallery-page-300x200.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2016\/08\/31srt01f1_mediagallery-page.jpg 914w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Incroci per caso un post di <strong>Stefano Baldini<\/strong> e ti accorgi che sono gi\u00e0 passati dodici anni. Sembra ieri, vola il tempo. Sembra ieri, stesso sole caldo caldissimo come quello torrido di Atene, con le docce in strada per passarci sotto a cercare un po&#8217; di sollievo. Stesso sole alto che obbligava tutti, quasi tutti, a correre con gli occhiali. Stesso tramonto all&#8217;orizzonte che poi divent\u00f2 dolcissimo. Oggi \u00e8 un luned\u00ec, dodici anni fa una domenica. Una giornata di lavoro come capita nelle redazioni dei quotifdiani. L&#8217; l&#8217;ultima a seguire i Giochi che la maratona chiudeva. Come sempre. Mentre Baldini\u00a0entrava nel <strong>Panatinaik\u00f2<\/strong> ero praticamente in piedi su una scrivania della redazione con un altro paio di colleghi. E chi se la scorda pi\u00f9 quella maratona? \u00a0Quando l\u2019Italia vinse il mondiale con la banda\u00a0 <strong>Bearzot<\/strong> fu <strong>Nando Martellini<\/strong> dal Bernabeu a incorniciare la storia ripetendo per tre volte quel \u201cCampioni del mondo\u201d che segn\u00f2 la giovent\u00f9 di molti. Poi tocc\u00f2 a <strong>Marco Civoli<\/strong>\u00a0 raccontare un altro trionfo mondiale: &#8220;Il cielo \u00e8 azzurro sopra Berlino&#8230;&#8221;\u00a0Quella domenica \u00a029 agosto di dodici anni fa fu invece<strong>\u00a0Franco Bragagna<\/strong> fermare un pezzo di leggenda sportiva azzurra con quel \u201cbravo, bravo, bravo\u201d che ancora oggi fa venire la pelle d\u2019oca. <strong>Stefano Baldini<\/strong> e la maratona perfetta. Perch\u00e8 \u00a0un maratoneta nulla pu\u00f2 chiedere di pi\u00f9 alla sua vita se non vincere la maratona olimpica ad Atene. Dodici e sembra ieri, l\u2019emozione \u00e8 ancora viva per un Dio di Maratona, come l\u00f2 chiam\u00f2 la Gazzetta, che ha segnato con quella corsa il destino sportivo di un Paese. La sua medaglia \u00e8 in una cassetta di sicurezza in banca. E l\u00e0 resta.<strong> Stefano Baldini<\/strong> \u00e8 invece un uomo che vive del presente. Che non si \u00e8 fermato ad Atene ma ha saputo guardare avanti e \u00a0pensare pi\u00f9 a ci\u00f2 che c&#8217;era da fare che non a ci\u00f2 che aveva fatto. Commenti in tv, <strong>Sky<\/strong>, un nuovo libro, la trasmissione di <strong>Radio deejay<\/strong> con<strong> Linus<\/strong>e <strong>Cassani<\/strong> ma soprattutto la nazionale. E\u2019 il direttore tecnico della settore giovanile della\u00a0<strong>Fidal<\/strong> e si occupa di tutto dalla preparazione, alla gestione degli eventi e del budget.\u00a0 Un ruolo di primissimo piano affidato a chi da atleta ha avuto un ruolo di primissimo piano.\u00a0Che tradotto significa che i\u00a0giovani dell\u2019atletica azzurra sono in ottime mani. Lo intervisti, lo senti parlare e ti accorgi\u00a0 che Atene c\u2019\u00e8, c\u2019\u00e8 sempre\u00a0 per\u00f2 \u00e8 lontana. E\u2019 cosa fatta. Ti accorgi che sta pensando in avanti, ha gi\u00e0 passato il chilometro trentacinque e si avvia verso nuovi traguardi. Il maratoneta che ha fatto innamorare gli italiani della maratona ora \u00e8 il pefetto manager di se stesso. Essenziale, lucido, preciso, determinato proprio come quando correva. Proprio come\u00a0quando affianc\u00f2 <strong>Vanderlei\u00a0Lima da\u00a0Silva<\/strong> dopo il sottopasso a 5 chilometri dall\u2019arrivo. E allora Atene torna. \u00a0Torna il sogno. Torna la pelle d\u2019oca per un\u2019emozione \u201d che non si immaginava di raccontare\u201d e invece \u00e8 diventata un pezzo di storia. Della storia di molti di noi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Incroci per caso un post di Stefano Baldini e ti accorgi che sono gi\u00e0 passati dodici anni. Sembra ieri, vola il tempo. Sembra ieri, stesso sole caldo caldissimo come quello torrido di Atene, con le docce in strada per passarci sotto a cercare un po&#8217; di sollievo. Stesso sole alto che obbligava tutti, quasi tutti, a correre con gli occhiali. Stesso tramonto all&#8217;orizzonte che poi divent\u00f2 dolcissimo. Oggi \u00e8 un luned\u00ec, dodici anni fa una domenica. Una giornata di lavoro come capita nelle redazioni dei quotifdiani. L&#8217; l&#8217;ultima a seguire i Giochi che la maratona chiudeva. Come sempre. 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