{"id":20432,"date":"2016-09-26T16:23:56","date_gmt":"2016-09-26T14:23:56","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=20432"},"modified":"2016-09-26T18:46:15","modified_gmt":"2016-09-26T16:46:15","slug":"leroica-un-atto-damore","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2016\/09\/26\/leroica-un-atto-damore\/","title":{"rendered":"L&#8217;Eroica, un atto d&#8217;amore"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2016\/09\/unnamed-3.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignright size-medium wp-image-20433\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2016\/09\/unnamed-3-300x200.jpg\" alt=\"unnamed (3)\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2016\/09\/unnamed-3-300x200.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2016\/09\/unnamed-3-1024x682.jpg 1024w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2016\/09\/unnamed-3.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>&#8220;L&#8217;Eroica non invecchia mai perch\u00e8 qui in tanti hanno trovato il modo di allungarsi la vita&#8230;&#8221;. E&#8217; un atto d&#8217;amore. Chiss\u00e0 cosa aveva in testa <strong>Giancarlo Brocci<\/strong> vent&#8217;anni fa quando ha pensato all&#8217;<strong>Eroica.<\/strong> Forse proprio questa cosa qui. O forse no, ma poco cambia. Perch\u00e8 l&#8217;Eroica \u00e8 la &#8220;creatura&#8221; che tutti i padri vorrebbero. Un atto d&#8217;amore verso uno sport che nasce epico e che proprio in questa epopea infinita del &#8220;fango, della fatica e del sudore&#8221; ritrova\u00a0un pezzo del suo futuro. L&#8217;eroica \u00e8 un atto d&#8217;amore verso un territorio che ormai parla pi\u00f9 inglese che toscano, che \u00e8 una cartolina di quelle che non ingialliscono e che proprio con queste strade sterrate che ricordano il tempo che fu s&#8217;\u00e8 inventata \u00a0un turismo che fa numeri e qualit\u00e0. L&#8217;eroica \u00e8 un atto d&#8217;amore verso chi ha scritto la storia, come <strong>Felice Gimondi,<\/strong> secondo a nessuno neppure a quel Cannibale che gli ha tolto il sonno. Felice che quest&#8217;anno torna con quella maglia rosa della Salvarani con cui vinse il Giro quasi cinquant&#8217;anni fa. Ma \u00e8 un atto d&#8217;amore per tutti i settemila che domenica mattina da Gaiole si metteranno sulla via. Tanta o poca non fa differenza. Non sono mai i chilometri a fare la differenza. \u00a0Perch\u00e8 l&#8217;Eroica \u00e8 \u00a0muscoli e fatica ma \u00e8 anche pedalare senza fretta, \u00a0assaporare il gusto inconfondibile dell\u2019impresa, i profumi, i colori, i ristori con il pane e col lardo, con le torte fatte in casa, con il Chianti nelle borracce. E&#8217; un \u00a0viaggio infinito\u00a0tra religioni e costumi\u00a0in una perfetta prova generale di quella che dovrebbe essere l&#8217;integrazione. Sono le storie di\u00a0\u00a0uomini e donne d\u2019ogni et\u00e0,\u00a0tutti &#8220;eroici&#8221;, come si dice su queste strade, perch\u00e8 tutto poi viene magicamente tenuto insieme dalla passione per la bicicletta che fa nascere amori, amicizie, rapporti che poi restano nel tempo. E che ogni volta si rinnovano. \u00a0In ogni parte del mondo, perch\u00e8 da qui tutto \u00e8 partito ma poi dalla California al Sud Africa, dal Giappone alla Spagna, alla Britannia a Punta del Este le Eroiche sono diventate tante. Tutte belle e affascinati, tutte fedeli. Ma Gaiole \u00e8 Gaiole. La culla, l&#8217;inizio, il marchio d&#8217;origine che da vent&#8217;anni ha scritto la storia di un ciclismo antico e futuribile.\u201cPassano gli anni e ti ritrovi a fare, pi\u00f9 che il padre, il nonno della creatura- racconta <strong>Giancarlo Brocci-<\/strong> \u00a0L&#8217;Eroica, quella con Elle apostrofo, quella mamma di Gaiole in Chianti, arriva alla ventesima edizione. Non invecchia. Non invecchiano i protagonisti, le loro biciclette scampate alla sega a ferro. E&#8217; un&#8217;idea diventata un sogno fino al cospetto del mondo. E non posso neanche mettermi a fare un elenco delle formidabili figurine, ormai riconosciute icone di questo nostro ciclismo. Tutti riconoscono le autentiche passioni, moltissimi sanno ormai distinguere le autenticit\u00e0 dai tentativi di imitazione, le passioni dalle mode, il grano dal loglio, che non manca mai in tutte le storie di successo. Era un atto di amore verso un grande sport ed un bellissimo territorio, entrambi posti sotto assedio. Ed Ad entrambi L&#8217;Eroica ha offerto una formidabile prospettiva\u201d. C&#8217;era una volta il ciclismo che sapeva raccontare le passioni e i sentimenti. \u00a0E ora c&#8217;\u00e8 l\u2019Eroica . Una\u00a0Woodstock del ciclismo d\u2019epoca dove tutto torna\u00a0per magia \u00a0in bianco e nero, dove le maglie sono ancora quelle di lana grossa,\u00a0 i cambi\u00a0sulla canna, le borracce attaccate al manubrio e le gomme di scorta arrotolate sulle spalle. E\u2019 il ciclismo che fu, quello della polvere, delle facce antiche e delle mani grosse. Il ciclismo \u00a0degli eroi, una poesia scritta con la bicicletta&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>&#8220;L&#8217;Eroica non invecchia mai perch\u00e8 qui in tanti hanno trovato il modo di allungarsi la vita&#8230;&#8221;. E&#8217; un atto d&#8217;amore. Chiss\u00e0 cosa aveva in testa Giancarlo Brocci vent&#8217;anni fa quando ha pensato all&#8217;Eroica. Forse proprio questa cosa qui. O forse no, ma poco cambia. Perch\u00e8 l&#8217;Eroica \u00e8 la &#8220;creatura&#8221; che tutti i padri vorrebbero. 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