{"id":206,"date":"2010-03-21T16:38:40","date_gmt":"2010-03-21T15:38:40","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2010\/03\/21\/206\/"},"modified":"2010-03-21T17:18:08","modified_gmt":"2010-03-21T16:18:08","slug":"206","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2010\/03\/21\/206\/","title":{"rendered":"Stramilano: vincono Alessio e i soliti keniani"},"content":{"rendered":"<p>[photopress:strami.JPG,full,alignleft]La domenica per il blog solitamente \u00e8\u00a0giorno di riposo ma oggi l&#8217;eccezione vale come piccolo omaggio alla trentanovesima edizione della Stramilamo. Gara bella e ancora pi\u00f9 bella sotto una pioggerellina gradevole e molto milanese.\u00a0 Abbiamo corso come al solito in tanti. I cinquantamila della 10 chilometri, i pi\u00f9 piccoli nella Stramilanina e i campioni in una mezza\u00a0 maratona che ha visto il solito, annunciato, dominio keniano. Ha vinto Moses Cheruiyot Mosop in 59 minuti e 20 secondi seguito dai connazionali Silas Kipruto e Philemon Kimeli Limo. Ma la Stramilano 2010 l&#8217;ha vinta anche Alessio Sala, un atleta di 39 anni che da 22 lotta contro un tumore e che questa mattina ha coronato il suo sogno di correre una &lt;mezza&gt; su una hand bike. Una bella storia legata a filo doppio a quella di Philippe Gilbert, punta di diamante della squadra ciclistica della Tmc Trasformers di Busto Arsizio, ieri ottavo nella Sanremo dominata da Oscar Freire. A raccontarla ci ha pensat0 Pier Augusto Stagi\u00a0 firma nobile del il ciclismo sulle pagine del Giornale che come al solito\u00a0 lo ha fatto benissimo. I pi\u00f9 maligni insinuano che Pier in bicicletta non abbia avuto una carriera agonistica spettacolare, ma quando scrive la musica cambia: \u00e8 un finisseur che s&#8217;infila sempre nella fuga giusta. E vince.<\/p>\n<p><strong>Pier Augusto Stagi<br \/>\n<\/strong><em>Filippo e Alessio. Un belga e un italiano. Un corridore affermato e un ragazzo affamato: di vita. Uno abituato a lottare e l\u2019altro abituato a non arrendersi mai, per nessuna ragione. Uno che proprio ieri ha corso la Milano-Sanremo piazzandosi nono alle spalle di uno scatenato Oscar Freire e l\u2019altro che correr\u00e0 con la sua gamba e le sue braccia prima la Stramilano di oggi e poi la Milanocity Marathon, con l\u2019intento unico e inequivocabile di vincere la sua sfida personale a bordo di un hand-bike. Filippo e Alessio.<br \/>\nDue ragazzi che non hanno nulla in comune, se non la condivisione di un progetto, che uno ha lanciato e l\u2019altro ha raccolto al volo. Cos\u00ec come la Tmc Trasformers di Busto Arsizio, teatro ideale di questo incontro, di questa rappresentazione, al cospetto di Roberto Damiani, tecnico del belga, che sa perfettamente cosa sia il ciclismo, cosa siano le maratone, ma soprattutto &#8211; da qualche anno &#8211; frequentando il settimo piano (reparto infantile, ndr) del centro tumori di Milano senza timori e senza esitazioni, ha appreso il significato profondo della solidariet\u00e0.<br \/>\nE allora eccoci qui a celebrare il momento della consegna di questa maglia di color rosa, con la scritta \u00abLet\u2019s stop Childhood cancer\u00bb, con il logo dell\u2019associazione l\u2019Abbraccio qui rappresentata da Raffaele Gerbi e da sua moglie Daniela, che hanno avuto la disgrazia di provare il pi\u00f9 profondo del dolori per aver perso un anno e mezzo fa quel piccolo pezzo di cielo di nome Thomas, di soli tre anni.<br \/>\nFilippo Gilbert \u00e8 pronto a dargli consigli, a condividere con lui questa sfida, che non varr\u00e0 la Sanremo, ma che per Alessio Sala, 39 anni milanese di Bresso, ex sottoufficiale dell\u2019esercito, da 22 malato di tumore, vale tanto. Una gamba amputata, quattro recidive, anche al polmone. \u00ab\u00c8 nato tutto cos\u00ec per caso \u00ad racconta lui, con ferma commozione -. La vita ti costringe a mille e pi\u00f9 prove. Nella mia vita c\u2019\u00e8 anche questa nuova sfida, bellissima. Correre con l\u2019hand-bike, per me, per chi mi vuol bene, per tutti quelli che si sentono persi e vinti, ma non \u00e8 cos\u00ec. La mia sfida egoistica \u00e8 concludere nel migliore dei modi la Stramilano di oggi, e poi concludere la Maratona di Milano l\u201911 aprile prossimo, ma la cosa principale \u00e8 trasmettere un messaggio\u00bb.<br \/>\nFilippo Gilbert ascolta rapito le parole di Alessio. \u00abSe io sono forte? Alessio lo \u00e8. Sono loro che danno un esempio incredibile a tutti noi\u00bb, dice. Alessio sorride, quasi pudico, e prosegue il suo racconto. \u00abDa 22 anni sono abituato a non mollare, per nessuna ragione, altro che maratona \u00ad dice -. Mi alleno tre volte a settimana, al parco Nord e poi anche a casa, con un simulatore. Ho tabelle da seguire, fatte da Aldo Sassi del Centro Mapei Sport: torture in piena regola, ma che ti fanno toccare il cielo con un dito. Quattro ripetute di cinque minuti a 175 battiti: non \u00e8 come dirlo. Bisogna saperlo fare. E farlo bene. Io ci riesco, ma che fatica. Perch\u00e9 ho scelto la strada dello sport? Perch\u00e9 aiuta ad allenare la mente.<br \/>\nPerch\u00e9 fa bene alla testa e ti fa sentire meglio. Me l\u2019aveva detto l\u2019amico Fabrizio Macchi, aveva davvero ragione. Poi un giorno Raffaele Gerbi, il professor Luigi Spreafico, mia moglie, Roberto Damiani mi hanno detto: facciamo qualcosa per noi stessi e per gli altri. Mettiamoci in moto. Ero un po\u2019 gi\u00f9, sfiduciato: mi sono lasciato prendere\u00bb. E chi lo ferma pi\u00f9?<br \/>\n<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>[photopress:strami.JPG,full,alignleft]La domenica per il blog solitamente \u00e8\u00a0giorno di riposo ma oggi l&#8217;eccezione vale come piccolo omaggio alla trentanovesima edizione della Stramilamo. Gara bella e ancora pi\u00f9 bella sotto una pioggerellina gradevole e molto milanese.\u00a0 Abbiamo corso come al solito in tanti. I cinquantamila della 10 chilometri, i pi\u00f9 piccoli nella Stramilanina e i campioni in una mezza\u00a0 maratona che ha visto il solito, annunciato, dominio keniano. Ha vinto Moses Cheruiyot Mosop in 59 minuti e 20 secondi seguito dai connazionali Silas Kipruto e Philemon Kimeli Limo. 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