{"id":20631,"date":"2016-10-15T10:57:12","date_gmt":"2016-10-15T08:57:12","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=20631"},"modified":"2016-10-15T10:57:12","modified_gmt":"2016-10-15T08:57:12","slug":"ghisallo-un-museo-vivo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2016\/10\/15\/ghisallo-un-museo-vivo\/","title":{"rendered":"Ghisallo, un museo vivo"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2016\/10\/unnamed-7.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-20633\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2016\/10\/unnamed-7-150x150.jpg\" alt=\"unnamed (7)\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2016\/10\/unnamed-6.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-20634\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2016\/10\/unnamed-6-150x150.jpg\" alt=\"unnamed (6)\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2016\/10\/unnamed-4.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-20635\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2016\/10\/unnamed-4-150x150.jpg\" alt=\"unnamed (4)\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2016\/10\/unnamed-8.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-20636\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2016\/10\/unnamed-8-150x150.jpg\" alt=\"unnamed (8)\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2016\/10\/unnamed-5.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-20637\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2016\/10\/unnamed-5-150x150.jpg\" alt=\"unnamed (5)\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2016\/10\/unnamed-91.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-20639\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2016\/10\/unnamed-91-150x150.jpg\" alt=\"unnamed (9)\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Una bella serata di gala per ricordare i primi dieci anni del <strong>Museo del Ghisallo<\/strong> \u00e8 solo uno dei tanti motivi per cui vale la pena di salire fin qui. <strong>Fiorenzo Magni,<\/strong> sceso dalla bici, \u00a0ha fatto ci\u00f2 che ogni innamorato fa con ci\u00f2 che ama. Ha fermato i ricordi riuscendo nel miracolo di mantenerli vivi. Il Museo del Ghisallo infatti \u00e8 la storia di uno sport che per\u00f2 continua \u00a0a battere e respirare proprio come la passione di chi da <strong>Magni<\/strong>\u00a0 ha preso il testimone . Il presidente della Fondazione <strong>Antonio Molteni<\/strong> e la direttrice <strong>Carola Gentilini <\/strong>si sono rimessi davanti al gruppo<strong>. <\/strong>Un lavoro da &#8220;gregari&#8221;, per far tornare i conti, per non far morire questo luogo che qualche anno fa aveva anche chiuso ed ora timbra diecimila ingressi, pi\u00f9 della met\u00e0 stranieri che da queste parti ci vengono apposta, per capire cosa \u00e8 stato davvero il ciclismo degli anni in cui ruggivano i Leoni. Un&#8217;altra epoca. Anni in cui la<strong> Gazzetta dello Sport<\/strong> dedicava una prima pagina intera al trionfo di <strong>Ercole Baldini<\/strong>, relegando in un taglio basso l&#8217;apertura dei campionati del mondo di calcio in Svezia \u00a0che ancora si chiamavano <strong>Coppa Rimet<\/strong>. Era il 1958, un altro mondo. Fatto di notizie e non di gossip, di pagine scritte di sport che non erano solo le chiacchiere del calcio. Ma il <strong>Museo del Ghisalllo<\/strong> \u00e8 ci\u00f2 che ti aspetti dal Museo del Ghisallo, un luogo dove il ciclismo \u00e8 di tutti senza pregiudizi e senza censure. Dalla fantastica <strong>Colnago<\/strong> da crono con cui nel 1994 a Bordeaux lo svizzero <strong>Tony Rominger<\/strong> firm\u00f2 il record dell&#8217;ora, alla maglia iridata sponsorizzata Motorola indossata da <strong>Lance Armstrong<\/strong> nel 1993 a Oslo quando si mise tutti dietro nel mondiale. La maglia del texano \u00e8 l\u00ec, autografata come tante altre perch\u00e8, nonostante tutto, anche questa \u00e8 la storia di uno sport che qui viene conservata senza le ipocrisie di chi, cancellando ci\u00f2 che sulla strada resta, forse si \u00e8 solo voluto pulire un po&#8217; la coscienza. \u00a0E la storia continua. Basta avere la pazienza di leggerla, di cercarla, di andare a scovarla \u00a0tra le tante maglie rosa appese alle pareti, tra la bici che fu di Bartali, quella che fu di Magni, tra leoni, falchi e sceriffi. Entri, scendi da una rampa che sembra uno tenti tornanti che portano qui su al santuario, ma forse anche allo Stelvio e al Ventoux e ti fermi a guardare una gigantografia di Forenzo Magni tra Alfredo Martini, Ernesto Colnago e Franco Ballerini. \u00a0Si dice che le foto rubano l&#8217;anima. Anche quella dei ciclisti&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; Una bella serata di gala per ricordare i primi dieci anni del Museo del Ghisallo \u00e8 solo uno dei tanti motivi per cui vale la pena di salire fin qui. Fiorenzo Magni, sceso dalla bici, \u00a0ha fatto ci\u00f2 che ogni innamorato fa con ci\u00f2 che ama. Ha fermato i ricordi riuscendo nel miracolo di mantenerli vivi. Il Museo del Ghisallo infatti \u00e8 la storia di uno sport che per\u00f2 continua \u00a0a battere e respirare proprio come la passione di chi da Magni\u00a0 ha preso il testimone . 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