{"id":20745,"date":"2016-11-01T23:34:39","date_gmt":"2016-11-01T22:34:39","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=20745"},"modified":"2016-11-01T23:34:39","modified_gmt":"2016-11-01T22:34:39","slug":"new-york-e-sempre-new-york","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2016\/11\/01\/new-york-e-sempre-new-york\/","title":{"rendered":"New York \u00e8 sempre New York"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2016\/11\/b07375becf1fe9f71c7408fe7294ff38.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-20746\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2016\/11\/b07375becf1fe9f71c7408fe7294ff38-300x199.jpg\" alt=\"b07375becf1fe9f71c7408fe7294ff38\" width=\"300\" height=\"199\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2016\/11\/b07375becf1fe9f71c7408fe7294ff38-300x199.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2016\/11\/b07375becf1fe9f71c7408fe7294ff38.jpg 600w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>La <strong>maratona di New York<\/strong> non \u00e8 la pi\u00f9 bella maratona che si possa correre. Per\u00f2 \u00e8 la maratona di New York. E se hai la fortuna di andarci ti resta dentro. Con la sua luce che \u00e8 la prima cosa che ti colpisce quando arrivi in questa citt\u00e0. Con le insegne, gli alberghi le case che ti sembra di aver gi\u00e0 visto mille volte in\u00a0uno dei tanti film americani. Con le sue folate di vento perch\u00e8 New York \u00e8 si una citt\u00e0 moderna e piena di grattacieli, ma resta sempre un posto di mare. E te ne accorgi soprattutto la mattina all\u2019alba quando ti \u201cdeportano\u201d per andare verso la partenza di <strong>Staten Island<\/strong>.\u00a0 Ti resta dentro con i suoi negozi che vendono di tutto ma soprattutto tanta tecnologia dove entri, tratti con il portoricano di turno che sta al banco, \u00a0e compri convinto di aver fatto l\u2019affare. Forse una volta ora sempre meno. Con i suoi taxi che basta alzare un braccio, i suoi camioncini degli hot dog e gli hotel che da gioved\u00ec a luned\u00ec sono tutti pieni di maratoneti. Con lo store della <strong>Nike<\/strong> e con<strong> Tiffany<\/strong>. Con\u00a0la ferita delle Torri gemelle che ormai sono un santuario nel nulla. \u00a0Con il caff\u00e8 bollente da portarsi a spasso con il cartone attorno al bicchiere per non scottarti, con le ciambelle ricoperte di tutto e con i &lt;bagel&gt; che \u00e8 difficile dir di no.. \u00a0Con la sgambatina a <strong>Central Park<\/strong>, con la foto di gruppo e con i briefing pre gara. Con le facce del mondo che ti sfilano davanti tra <strong>Fifth, Madison e Park Avenue<\/strong>. Con le borse dello shopping e con una valigia nuova perch\u00e8 serve spazio per riportarsi indietro quello che non hai potuto non comprare. \u00a0Con tutto ci\u00f2 che ti aspetti ma che comunque riesce sempre a sorprenderti. Citt\u00e0 fantastica. Anche per correrci una maratona. Che non sar\u00e0 la pi\u00f9 bella e non sar\u00e0 la pi\u00f9 facile. Ma che resta un sogno per chi ci \u00e8 stato e per chi ci andr\u00e0. E anche quando ci torni sembra sempre la prima volta\u2026<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>La maratona di New York non \u00e8 la pi\u00f9 bella maratona che si possa correre. Per\u00f2 \u00e8 la maratona di New York. E se hai la fortuna di andarci ti resta dentro. Con la sua luce che \u00e8 la prima cosa che ti colpisce quando arrivi in questa citt\u00e0. Con le insegne, gli alberghi le case che ti sembra di aver gi\u00e0 visto mille volte in\u00a0uno dei tanti film americani. Con le sue folate di vento perch\u00e8 New York \u00e8 si una citt\u00e0 moderna e piena di grattacieli, ma resta sempre un posto di mare. 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