{"id":20759,"date":"2016-11-02T17:26:57","date_gmt":"2016-11-02T16:26:57","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=20759"},"modified":"2016-11-02T17:26:57","modified_gmt":"2016-11-02T16:26:57","slug":"new-york-storie-da-raccontare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2016\/11\/02\/new-york-storie-da-raccontare\/","title":{"rendered":"New York, storie da raccontare"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2016\/11\/unnamed-14.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-20760\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2016\/11\/unnamed-14-300x200.jpg\" alt=\"unnamed (14)\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2016\/11\/unnamed-14-300x200.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2016\/11\/unnamed-14.jpg 957w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Nel 1970 quando l\u2019avventura cominci\u00f2 al via c\u2019erano 127 podisti, domenica mattina quando un colpo di cannone dar\u00e0 il via dal ponte di Verrazzano a partire saranno in 50mila. Lo scorso anno sul traguardo di <strong>Central Park<\/strong> il sindaco di New York<strong> Bill De Blasio<\/strong>\u00a0ha premiato il milionesimo concorrente arrivato al traguardo. \u00c9 il boom della corsa, il boom della maratona che per gli americani \u00e8 la sfida possibile, l\u2019alibi per poi sedersi sulla tavola di un fast food senza sensi di colpa, \u00e8 la svolta salutista che <strong>Michelle Obama<\/strong>, quando arriv\u00f2 alla Casa Bianca, chiese a <strong>Dean Kanarzes<\/strong> l\u2019ultramaratoneta che <strong>Time<\/strong> ha inserito tra i 100 uomini pi\u00f9 famosi d\u2019America: \u00abSiamo un popolo sovrappeso- gli disse- Devi farci correre\u2026\u00bb E cos\u00ec ora corrono in tanti. E New York \u00e8 la terra promessa, con i suoi pettorali che, nonostante costino anche 500 dollari, devono essere contingentati per dare una possibilit\u00e0 a tutti gli americani di cucirselo addosso almeno una volta nella vita. \u00c9 l\u2019America che conosciamo, che ti d\u00e0 sempre una possibilit\u00e0. E la maratona di New York \u00e8 la vetrina perfetta. Con centinaia di Paesi collegati in mondovisione \u00e8 la scena ideale per ogni tipo di impresa. Per ricordare, per celebrare, per denunciare, per sostenere una battaglia. Chi vuol far sapere qualcosa al mondo viene a correre a New York. Anche noi. Anche un \u00abmostro sacro\u00bb della maratona mondiale come il professor<strong> Gabriele Rosa<\/strong> che qui ha vinto tante volte con i suoi atleti keniani con <strong>Martin Lel<\/strong>, con <strong>Paul Tergat <\/strong>fino allo scorso anno con<strong> Stanley Biwott<\/strong> e che ora fa correre i ragazzi di <strong>San Patrignano,<\/strong> fa correre i malati di sclerosi multipla, di diabete, ragazzi con sindrome di down. Nuove sfide, dove la corsa diventa qualcos&#8217;altro e qualcosa di pi\u00f9 che un esercizio fisico, diventa benessere e terapia, diventa ragione di vita e forza per non mollare e andare avanti. New York \u00e8 questo e altro. Perch\u00e8 dal 1970 ad oggi da quel ponte fino a Central Park ne sono passate di vite e di storie. Tutte da raccontare. Tutte da continuare a raccontare&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Nel 1970 quando l\u2019avventura cominci\u00f2 al via c\u2019erano 127 podisti, domenica mattina quando un colpo di cannone dar\u00e0 il via dal ponte di Verrazzano a partire saranno in 50mila. 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