{"id":20764,"date":"2016-11-05T13:47:02","date_gmt":"2016-11-05T12:47:02","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=20764"},"modified":"2016-11-05T14:10:22","modified_gmt":"2016-11-05T13:10:22","slug":"new-york-vigilia-italiana","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2016\/11\/05\/new-york-vigilia-italiana\/","title":{"rendered":"New York, vigilia italiana"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2016\/11\/unnamed-15.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-20767\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2016\/11\/unnamed-15-150x150.jpg\" alt=\"unnamed (15)\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2016\/11\/unnamed-16.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-20768\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2016\/11\/unnamed-16-150x150.jpg\" alt=\"unnamed (16)\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2016\/11\/unnamed-17.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-20769\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2016\/11\/unnamed-17-150x150.jpg\" alt=\"unnamed (17)\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a>Chiss\u00e0 perch\u00e8, ma gli italiani li riconosci subito. Anche a New York. E sono tanti. Da Time Square a Ellis Island \u00e8 tutto un intrecciarsi di telefonini \u00a0puntati su statue della Libert\u00e0, grattacieli, insegne e tutto ci\u00f2 che capita a tiro. Selfie compresi. E e ci mancherebbe. La maratona di New York \u00e8 pi\u00f9 italiana di tante maratone di casa nostra che tremila runner al via, tutti insieme, neppure se li sognano. E invece qui tanti sono, che fanno la pattuglia straniera pi\u00f9 rappresentata e anche un bel gruzzolo per il road runner di New York che ormai di qeusta gara ha fatto il business pi\u00f9 business che c&#8217;\u00e8. Basta fare un salto all&#8217;expo per capire di cosa si tratta, una babele del running che si declina in tutto ci\u00f2 che si pu\u00f2 vendere dai calzoncini alle magliette, alle tazze, ai bicchieri, guanti , cappellini e tutto ci\u00f2 che si pu\u00f2 marchiare con lo stemma della Nycm. Ovviamente va tutto a ruba o quasi, non si bada a spese perch\u00e8 qui una volta si viene e poi chiss\u00e0 quando ancora. E gli amerciani che, fra quelche giorno decideranno se mettersi nelle mani di Trump o della Clinton, passano volentieri all&#8217;incasso. La vigilia della city marathon quindi \u00e8 parecchio azzurra. E&#8217; molto &#8220;roba&#8221; nostra, con la foto di rito in Columbus Circle, con la corsetta a Central Park, con le colazioni da Pret a manger o da Starbucks e con la caccia ai carboidrati che non si trovano perch\u00e8 da queste parti pasta e pizza sono davvero un&#8217;ipoteso coraggiosa. E cos\u00ec trionfano bagle, \u00a0steak e hamburger che non saranno il &#8220;carico&#8221; perfetto del giorno prima ma una gioia per il palato anche se \u00a0meno per il portafoglio. E&#8217; un viavai quasi frenetico. Dall&#8217;Expo, alle hall degli alberghi, dai briefing pre gara alle camminate interminabili tra una avenue e l&#8217;altra con il naso costantemente all&#8217;ins\u00f9, da una coda al Moma a un&#8217;altra per entrare nel museo dell&#8217;immigrazione che \u00e8 una realt\u00e0 che bisognerebbe conoscere e servirebbe a farci capire tante cose su come oggi noi trattiamo i migranti. New York si muove con la maratona, con il pasta party, con gli eventi, con le conferenza stampa e le ricorrenze da premiare e celebrare. Tutti hanno un ottimo motivo per venire qua. E la citt\u00e0 li accoglie e li fa sentire importanti. C&#8217;\u00e8 gloria per tutti. Perch\u00e8 New York e l&#8217;America sono cos\u00ec, godono nel darti una chanche che per\u00f2 devi essere capace di andare a prenderti. Anche quando sembra impossibile. E allora chi domani arriver\u00e0 al traguardo comunque vincer\u00e0 la sua maratona. Come sempre ma qui un po&#8217; di pi\u00f9. Perch\u00e8 da un Paese che non si vergogna a mettere le sue bandiere sulle case, sulle metropolitane, sui camion dei pompieri e della nettezza urbana ti aspetti questo e qualcosa in pi\u00f9. E Central Park vale sempre il prezzo del biglietto<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Chiss\u00e0 perch\u00e8, ma gli italiani li riconosci subito. Anche a New York. E sono tanti. Da Time Square a Ellis Island \u00e8 tutto un intrecciarsi di telefonini \u00a0puntati su statue della Libert\u00e0, grattacieli, insegne e tutto ci\u00f2 che capita a tiro. Selfie compresi. E e ci mancherebbe. La maratona di New York \u00e8 pi\u00f9 italiana di tante maratone di casa nostra che tremila runner al via, tutti insieme, neppure se li sognano. 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