{"id":20805,"date":"2016-11-07T15:32:55","date_gmt":"2016-11-07T14:32:55","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=20805"},"modified":"2016-11-07T15:35:12","modified_gmt":"2016-11-07T14:35:12","slug":"new-york-vince-laltro-gebre","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2016\/11\/07\/new-york-vince-laltro-gebre\/","title":{"rendered":"New York, vince l&#8217;altro Gebre"},"content":{"rendered":"<div class=\"desc-article\"><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2016\/11\/unnamed-21.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-20784\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2016\/11\/unnamed-21-300x225.jpg\" alt=\"unnamed (21)\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2016\/11\/unnamed-21-300x225.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2016\/11\/unnamed-21.jpg 640w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Il giorno dopo la maratona di New York \u00e8 quasi sempre una corsetta a Central Park . Si torna dove si \u00e8 passati ieri per andare a prendersi gli ultimi pezzetti di una gloria e non dimenticarsi nulla. Per non far finire un un sogno che questa citta regala a tutti. Non solo a\u00a0<strong>Ghirmay Ghebreslassie , <\/strong>\u00a0l&#8217;eritreo che non \u00e8 Gebre ma che gli americani chiamano &#8220;il prodigio&#8221; perch\u00e8 in maratona ha gi\u00e0 vinto un mondiale a ventun anni e ier in \u00a02h 07\u2032 51\u2033 \u00a0qui a Central Park ha messo dietro tutti. Aveva salutato il gruppetto che cercava di tenergli il passo alla fine della 1a Avenue, poco dopo il 30\u00b0 chilometro, sul ponte che collega Manhattan al Bronx. Fine dei giochi per un finale che \u00e8 stato poco pi\u00f9 di una passerella tra gli applausi di quasi un milioni di newiorchesi che ieri hanno applaudito la loro maratona. Non applaudono e basta. Partecipano, offrono banane, arance, offrono fazzoletti per asciugarsi inicitano e aspettano per salutare chi conoscono. Uno spettacolo. Ma il giorno dopo la Nycm \u00e8 anche la gioia di <strong>Mery Ketany,<\/strong> che vince per la terza volta di fila qui e si riscatta per la mancata convocazione ai Giochi di Rio. Dopo i trionfi a\u00a0Londra nel 2011 e 2012 \u00a0ora il tris a New York che finisce con l&#8217;abbraccio al marito sul traguardo e con i \u00a0figli Jared di 8 anni e Samantha di 3. Fine. Ma non ancora. Perch\u00e8 qui non \u00e8 come altrove. E allora il giorno dopo la New York City Marathon \u00e8 il sorriso di <strong>Giovanni Gualdi,<\/strong> \u00a0primo azzurro in 2h22 minuti \u00a0che ieri al traguardo piangeva di gioia. E&#8217;la fila in edicola per comprarsi il New York Times. Nel Paese dove \u00e8 cominciata la rivoluzione internettiana che ha cambiato il mondo e l&#8217;informazione, la carta in qualche modo ha ancora un valore. E capita solo oggi di poter leggere il proprio nome su uno dei quotidiani pi\u00f9 prestigiosi al mondo. Il giorno dopo la maratona \u00e8 camminare nelle strade, andare in ufficio, entrare nei negozi o nei ristoranti con la medaglia al collo, godere nell&#8217;incrociare lo sguardo di qualcuno che come te le fatta o come te ha sognato di farla. E la far\u00e0. Perch\u00e8 qui va cos\u00ec e la maratona di New York \u00e8 qualcosa in pi\u00f9 di una maratona. E&#8217; l&#8217;occasione che l&#8217;America, come sempre, concede a tutti. Per vincere, per riscattarsi, per dimostrare a se stessi o a qualcuno cosa si \u00e8 capaci di fare, per sostenere una causa, per far parlare di s\u00e8 o semplicemnete per divertirsi. E dire &#8220;io c&#8217;ero&#8221;.<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Il giorno dopo la maratona di New York \u00e8 quasi sempre una corsetta a Central Park . Si torna dove si \u00e8 passati ieri per andare a prendersi gli ultimi pezzetti di una gloria e non dimenticarsi nulla. Per non far finire un un sogno che questa citta regala a tutti. 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