{"id":20816,"date":"2016-11-08T13:32:17","date_gmt":"2016-11-08T12:32:17","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=20816"},"modified":"2016-11-08T13:32:17","modified_gmt":"2016-11-08T12:32:17","slug":"la-maratona-di-trump-e-illary","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2016\/11\/08\/la-maratona-di-trump-e-illary\/","title":{"rendered":"La maratona di Trump e Illary"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2016\/11\/unnamed-35.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-20817\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2016\/11\/unnamed-35-300x225.jpg\" alt=\"unnamed (35)\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2016\/11\/unnamed-35-300x225.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2016\/11\/unnamed-35.jpg 640w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Non finisce mai la maratona a New York. E cos\u00ec 48 ore dopo la New York City marathon che per\u00f2 \u00e8 ancora tutta nella vetrine dei negozi, sulle pubblicit\u00e0 dei taxi e dei bus e nelle gambe di chi ha corso comincia l&#8217;altra sfida americana, altro tifo, altra passione. Trump o Illary? Se lo chiedono un po&#8217; tutti nel mondo ma gli americani ovviamente di pi\u00f9. E se qualche mese fa sembrava non avessero alcun dubbio ora invece la partita \u00e8 piu che mai aperta . Molti hanno gi\u00e0 deciso e anche gi\u00e0 votato, perch\u00e8 qui buona parte del voto si fa per corrispondenza. Una, due, anche tre volte perch\u00e8 fino a poche settimane dalla chiusura delle urne \u00e8 concesso cambiare idea e riprovarci. E molti pare l&#8217;abbiano cambiato il pensiero. \u00a0E&#8217; stata una campagna elettorale disastrosa. E gli Stati Uniti fanno un passo indietro scriveva ieri Il &#8220;New York Times&#8221;. Se i due candidati avevano come obbiettivo quello di riportare i giovani che non credono pi\u00f9 nella democrazia a far politica non avrebbero potuto far di peggio. E\u00a0nella recente storia degli Stati Uniti, nella corsa alla Casa Bianca non era mai stato toccato un livello cos\u00ec basso, non si erano mai usate tante insinuazioni, calunnie e bugie. Ma tant&#8217;\u00e8. Gli americani non si sono innamorati di Illary perch\u00e8 \u00e8 un passato che non vogliono ricordare e non si sono innamorati di Trump, troppo ricco, troppo di destra, troppo di tutto. &#8220;Sono dieci anni che vivo a New York- racconta una signora italiana che vive e vota qui- E se vince Trump per gli Stati Uniti sar\u00e0 una sciagura senza precedenti. Sono qui sulla quinta a manifestare davanti alla sua Torre proprio perch\u00e8 voglio continuare a vivere in questo Paese come ho fatto fino ad oggi&#8230;&#8221;. New York \u00e8 una cittadella democratica da sempre, non ama il miliardario\u00a0accusato di non pagare le tasse e che si vantava con un amico che un uomo della sua posizione e ricchezza poteva possedere qualsiasi donna semplicemente saltandole addosso. \u00a0Ma il gli Stati Uniti non sono solo New York. Anzi. C&#8217;\u00e8 un popolo, il nocciolo duro dell&#8217;elettorato di Trump in rivolta contro la perdita di posti di lavoro e il peggioramento del loro tenore di vita. Chiedono di cambiare. E Illary la vedono come il fumo negli occhi anche perch\u00e8 qualche scheletro nel cassetto ce l&#8217;ha pure lei e in tutti il suoi comizi Trump non si \u00e8 mai dimenticato di ricordare a tutti la vicenda mai chiarita delle ricche donazioni che la Fondazione Clinton ha ricevuto da Stati arabi mentre lei era segretario di Stato. Cos\u00ec ora sembra quasi un testa a testa. &#8220;Se vince Trump sar\u00e0 l&#8217;apocalisse&#8230;&#8221; annuncia un tipo con gli occhialini alla Jonh Lennon davanti alla Public Library della quinta. Serviranno poche ore per capire se sar\u00e0 cos\u00ec. Intanto New York trattiene il fiato e si organizza. Giornalisti e troupe televisive praticamente dappertutto che \u00a0preparano le dirette da Time Square puntando i loro obbiettivi sui newiorchesi e sule vetrine del Nasdaq che sar\u00e0 uno dei veri termometri per capire cosa succeder\u00e0\u00a0davvero dopo. Ma c&#8217;\u00e8 tensione anche perch\u00e8 l&#8217;America \u00e8 un Paese sotto tiro e l&#8217;election day \u00e8 uno di quei giorni ad altissimo rischio. Cos\u00ec schiera poliziotti ad ogni angolo della strada, transenne, elicotteri del Police department in volo continuo intorno all&#8217;Empire. Oggi la citt\u00e0 sar\u00e0 sigillata a cominciare dagli aeroporti e cos\u00ec anche chi deve ripartire per tornare a casa dopo la maratona far\u00e0 il check-in almeno un paio di ore prima. E&#8217; tutto pronto. Ci sono comitati elettorali un po&#8217; ovunque e i due candidati si sono divisi anche le piste del ghiaccio. I tifosi di Illary festeggeranno ( se festeggeranno) su quella del Rockfeller Center, quelli di Trump in quella allestita a Central Park. Poche ore \u00e8 tutto sar\u00e0 pi\u00f9 chiaro. Anche se per l&#8217;homeless seduto con un cartello sulla settima di fronte al Manhattan Hotel \u00e8 tutto gi\u00e0 \u00a0chiarissimo: &#8220;Datemi un dollaro altrimenti voto per Trump&#8230;&#8221;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Non finisce mai la maratona a New York. 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