{"id":20834,"date":"2016-11-11T17:59:11","date_gmt":"2016-11-11T16:59:11","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=20834"},"modified":"2016-11-11T17:59:11","modified_gmt":"2016-11-11T16:59:11","slug":"campioni-lo-dira-un-test","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2016\/11\/11\/campioni-lo-dira-un-test\/","title":{"rendered":"Campioni? Lo dir\u00e0 un test&#8230;"},"content":{"rendered":"<p>Addio ai talent scout, gente che girava sui campi di calcio con penna e taccuino per cercare \u00a0gli eredi di \u00a0Baggio o Gigi Riva. Addio ai direttori sportivi a cui bastava un&#8217;occhiata per capire che il colpo di pedale \u00a0di un ragazzino era quello di uno scalatore alla Pantani o di un passista come Cancellara. Ora sar\u00e0 un test genetico a dire se un atleta o un calciatore \u00a0diventer\u00e0 un campione. \u00a0&#8220;Sappiamo che alcuni polimorfismi possono determinare una maggior forza\u00a0muscolare, altri una grande resistenza. Ne sono state individuate diverse decine che possono produrre caratteristiche fisiche o atletiche importanti&#8230;&#8221; spiega \u00a0<strong>Carmine Orlandi,<\/strong> nutrizionista e consigliere nazionale<strong> Sinseb<\/strong> (Societ\u00e0 italiana di nutrizione, sport e benessere), che anticipa alcuni dei temi di cui \u00a0si parler\u00e0 a Bologna alla Sport Nutrition International Conference, \u00a0dal 25 al 27 novembre. &#8221;\u00a0Fra queste, appunto, i test genetici per \u00a0individuare il \u00a0c<span style=\"color: #000000\">ampione<\/span> perfetto- continua Orlandi- \u00a0Il problema \u00a0sta nell&#8217;interpretazione dei risultati perch\u00e8 i test indicano una probabilit\u00e0 e resta fondamentale l&#8217;interazione con l&#8217;ambiente. Dunque vanno maneggiati con cura&#8221;. Ma se si \u00a0tratta di un giovane che non ha il polimorfismo \u00a0del c<span style=\"color: #000000\">ampione<\/span>, allora\u00a0che si fa? &#8220;E&#8217; sempre bene ricordare il caso di Pietro Mennea- ricorda Orlandi- che con\u00a0un fisico come il suo, ma una volont\u00e0 fortissima e allenamenti\u00a0maniacali, ha ottenuto risultati indimenticabili&#8221;.\u00a0Questi polimorfismi si possono ereditare da un genitore, ma possono\u00a0anche manifestarsi spontaneamente. &#8220;C&#8217;\u00e8 poi chi sta\u00a0lavorando a un approccio diverso conclude Orlandi &#8211; Esperti di ingegneria genetica che\u00a0tentano di introdurre polimorfismi utili nel Dna di uno sportivo\u00a0grazie alle tecniche innovative messe a punto di recente. Questo \u00e8\u00a0quello che viene chiamato doping genetico&#8230;&#8221;. \u00a0E siamo sempre l\u00ec. C&#8217;erano una volta i talent scout a cui bastavano dieci minuti per capire se un ragazzino aveva la stoffa. E non sbagliavano. Ora ci si affideremo al dna nell&#8217;illusione che lo sport sia la scienza esatta che invece non \u00e8&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Addio ai talent scout, gente che girava sui campi di calcio con penna e taccuino per cercare \u00a0gli eredi di \u00a0Baggio o Gigi Riva. Addio ai direttori sportivi a cui bastava un&#8217;occhiata per capire che il colpo di pedale \u00a0di un ragazzino era quello di uno scalatore alla Pantani o di un passista come Cancellara. Ora sar\u00e0 un test genetico a dire se un atleta o un calciatore \u00a0diventer\u00e0 un campione. \u00a0&#8220;Sappiamo che alcuni polimorfismi possono determinare una maggior forza\u00a0muscolare, altri una grande resistenza. 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