{"id":20943,"date":"2016-12-03T09:45:38","date_gmt":"2016-12-03T08:45:38","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=20943"},"modified":"2016-12-03T09:45:38","modified_gmt":"2016-12-03T08:45:38","slug":"zanardi-basso-moro-lo-sport-rende-migliori","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2016\/12\/03\/zanardi-basso-moro-lo-sport-rende-migliori\/","title":{"rendered":"Zanardi, Basso, Moro: &#8220;Lo sport rende migliori&#8221;"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2016\/12\/za.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-20944\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2016\/12\/za-300x225.jpg\" alt=\"za\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2016\/12\/za-300x225.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2016\/12\/za.jpg 883w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Migliorarsi. Migliorare ci\u00f2 che si \u00e8 fatto perch\u00e8 oggi sia meglio di ieri. Uno sprone a tener duro e a non arrendersi mai che nello sport ma anche nella vita \u00e8 diventata la parola d&#8217;ordine della campagna<strong> #Beatyesterday<\/strong> sostenuta da Garmin che due sere fa sulla Terrrazza della Triennale di Milano ha premiato campioni che hanno fatto e fanno la storia del nostro sport. Da <strong>Alex Zanardi<\/strong> a <strong>Stefano Baldini,<\/strong> da <strong>Ivan Basso<\/strong> a<strong> Davide Cassani<\/strong> a<strong> Simone Moro<\/strong>, dai triatleti e Ironman come <strong>Daniel Fontana<\/strong>, Alessandro Fabian e <strong>Giulio Molinari<\/strong> a ultrarunner come <strong>Stefano Gregoretti<\/strong> che hanno attraversato deserti ad altezze e temperatire impossibili. Ma non solo. C&#8217;\u00e8 chi come <strong>Simone Baldini<\/strong> che nel paratriathlon la sua sfida l&#8217;ha vinta rimettendosi in gioco dopo un&#8217;infezione che a 16 lo ha bloccato su una sedia a rotelle o chi come <strong>Giovanna Rossi<\/strong>, che vive con due barre di titanio che le sorreggono la schiena e che due anni fa rischiava di non camminare pi\u00f9, che invece racconta nel blog<strong> 46 per cento<\/strong> come \u00e8 riuscita a diventare una triatleta. \u00abOgnuno ha il proprio beat yesterday ha spiegato <strong>Stefano Vigan\u00f2, AD di Garmin Italia<\/strong> Io ho imparato a tener duro perch\u00e8 da piccolo me lo ha insegnato mio padre e perch\u00e8 nella mia famiglia uno sport di fatica come il ciclismo era una religione visto che le gare del Giro le andavamo a vedere in canonica da uno zio parroco. Poi ho avuto la fortuna di lavorare alla Bianchi al fianco di <strong>Felice Gimondi,<\/strong> un mito che mi ha fatto capire che non basta tener duro ma bisogna anche avere di fianco una squadra che ti segue&#8230;\u00bb. Un&#8217;icona dello spirito #Beatyesterday \u00e8 Alex Zanardi, il campione paraolimpico e pilota automobilistico, per cui ogni obiettivo raggiunto \u00e8 il punto da cui ripartire. Non solo per lui. Con l&#8217;associazione \u00abBimbingamba\u00bb a cui Garmin ha donato un assegno da 20 mila euro per la onlus, realizza protesi per bambini che hanno subito amputazioni e che non possono usufruire dell&#8217;assistenza sanitaria. \u00abIl mio beat yesterday sono state le Paraolimpiadi di Rio- racconta- Nella cronometro sapevo che sarebbe stato maledettamente difficile, soprattutto a cinquant&#8217;anni ma ho imparato a fare il meccacnico, il tecnico, a sfruttare ogni dettaglio e sono arrivato all&#8217;oro per meno di due secondi. Certo, ci vuole anche un po di culo&#8230;\u00bb E poi l&#8217;oro di Atene 2004 Stefano Baldini che ha consegnato un riconoscimento a Ivan Basso, per aver saputo reinventarsi dopo due Giri vinti finendo la sua prima maratona a Venezia, Ma anche <strong>Simone Moro<\/strong> e i suoi ottomila conquistati e raccontati che ti lasciano davvero senza ossigeno: \u00abA certe altezze, dove per fare cento metri ci vogliono ore, dove ogni tre metri ti devi fermare dieci minuti a respirare \u00e8 chiaro che tener duro \u00e8 la prima regola- spiega- Quando ho deciso di fare alpinismo ho dovuto fare i conti con leggende come Bonatti e Messner, cosa potevo fare io di pi\u00f9 che tra l&#8217;altro sono nato sulle montagne bergamasche che al massimo arrivano a tremila metri? Potevo solo fare come gli scalatori polacchi che si sono inventati un nuovo modo di andare sulle cime alzando l&#8217;asticella e provando a scalarle d&#8217;inverno. Ecco questa \u00e8 stata la mia sfida&#8230;\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Migliorarsi. Migliorare ci\u00f2 che si \u00e8 fatto perch\u00e8 oggi sia meglio di ieri. Uno sprone a tener duro e a non arrendersi mai che nello sport ma anche nella vita \u00e8 diventata la parola d&#8217;ordine della campagna #Beatyesterday sostenuta da Garmin che due sere fa sulla Terrrazza della Triennale di Milano ha premiato campioni che hanno fatto e fanno la storia del nostro sport. 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