{"id":20952,"date":"2016-12-06T18:51:17","date_gmt":"2016-12-06T17:51:17","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=20952"},"modified":"2016-12-06T18:56:48","modified_gmt":"2016-12-06T17:56:48","slug":"ladri-di-biciclette-pinarello-ai-francesi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2016\/12\/06\/ladri-di-biciclette-pinarello-ai-francesi\/","title":{"rendered":"&#8220;Ladri di biciclette&#8221;, Pinarello ai francesi"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2016\/12\/sptdw4026_670.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-20953\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2016\/12\/sptdw4026_670-300x200.jpg\" alt=\"sptdw4026_670\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2016\/12\/sptdw4026_670-300x200.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2016\/12\/sptdw4026_670.jpg 670w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Dopo <strong>Bulgari, Loro Piana, Fendi, Pomellato<\/strong> e dopo la storica pasticceria <strong>Cova<\/strong> in via Montenapoleone a Milano, \u00a0i francesi ci &#8220;rubano&#8221; anche le biciclette. E che bici&#8230;. Ora \u00a0bisogner\u00e0 mettere l&#8217;accento sulla o finale anche su<strong> Pinarello,<\/strong> \u00a0storico marchio delle due ruote da corsa made in italy. E&#8217; di oggi la notizia dell&#8217;ingresso nel capitale dell&#8217;azienda trevigiana di<strong> L Catterton,\u00a0<\/strong>\u00a0il private equity nato\u00a0dalla partnership fra il gruppo del lusso francese<strong> Groupe Arnault<\/strong> (holding company di Bernard Arnault, patron di Lvmh) e il fondo americano<strong> Catterton<\/strong>. Un&#8217;operazione di cui si parlava da tempo che vede il fondo rilevare le quote di maggioranza dell&#8217;azienda con l&#8217;obbiettivo espandersi\u00a0sui mercati internazionali e ampliare la rete di vendita con l\u2019apertura di nuovi concept store in diverse citt\u00e0. La <strong>Pinarello<\/strong>, fondata a Treviso nel 1952 \u00a0da <strong>Giovanni &#8220;Nani&#8221; \u00a0Pinarello<\/strong> con il \u00a0fratello Carlo\u00a0inizialmente produceva solamente bici da passeggio. Poi \u00e8 diventata ci\u00f2 che \u00e8 oggi e cio\u00e8 uno dei marchi top del ciclismo mondiale anche a livello professionistico. Si potrebbe riempire un album di figurine \u00a0mettendo insieme i grandi campioni che hanno pedalato e pedalano sulle Pinarello, da <strong>Miguel Indurain a \u00a0Jan Ullrich, da Bradley Wiggins a Chris Froome,<\/strong> solo per citare i pi\u00f9 recenti. \u00a0Il fondo rilever\u00e0 la maggioranza dell\u2019azienda ma <strong>Fausto Pinarello<\/strong>, attuale ad della Cicli Pinarello, continuer\u00e0 a guidare il business dall\u2019headquarter di Treviso e deterr\u00e0 una &#8220;minoranza rilevante&#8221; \u00a0sottolinea un comunicato dell&#8217;azienda. La societ\u00e0 \u00a0nell\u2019ultimo esercizio 2015\/2016 ha raggiunto un fatturato di 52 milioni, per il 90% realizzato all\u2019estero, conta oltre 50 dipendenti e produce 30mila pezzi l\u2019anno tra bici e telai, con investimenti in ricerca e sviluppo pari al 4% del fatturato. \u2019&#8221;Ci apprestiamo a scriverne una nuova pagina- ha spiegato <strong>Fausto Pinarello <\/strong>che in questi anni ha avuto il merito di trasformare in un marchio internazionale un&#8217;azienda familiare- \u00a0ma rimane la storia della nostra azienda, che continuer\u00e0 ad essere guidata dal team che l\u2019ha resa unica nel mondo e che vedr\u00e0 aprirsi a nuove possibilit\u00e0 di crescita, mantenendo ben salde le nostre radici e la capacit\u00e0 di creare prodotti innovativi e di altissima qualit\u00e0&#8221;. \u00a0Ci\u00f2 detto, resta il fatto che comunque un po&#8217; si volta pagina anche se nel segno di un tradizione che ha tutto l&#8217;interesse a conservare il fascino di un storia italiana che soprattutto in questo settore resta un valore aggiunto: piegato anche \u00a0&#8220;Siamo emozionati di affiancare Pinarello- \u00a0spiega <strong>Andrea Ottaviano<\/strong>, managing partner di L Catterton Europe- E&#8217; un\u2019azienda che \u00e8 stata capace di posizionarsi come il marchio di bici da corsa nel mondo, realizzando prodotti di incomparabile qualit\u00e0 e bellezza&#8230;&#8221;. E un po&#8217; \u00a0per\u00f2 torna alla mente il romantico cantare di <strong>Paolo Conte<\/strong> che, con la sua voce roca da jazzista triste, \u00a0raccontava dei francesi che si &#8220;incazzavano&#8221; vedendo passare<strong>\u00a0Bartali\u00a0<\/strong>in testa sulle strade del loro Tour. Allora eravano davanti noi, ma erano altri tempi&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>Dopo Bulgari, Loro Piana, Fendi, Pomellato e dopo la storica pasticceria Cova in via Montenapoleone a Milano, \u00a0i francesi ci &#8220;rubano&#8221; anche le biciclette. E che bici&#8230;. Ora \u00a0bisogner\u00e0 mettere l&#8217;accento sulla o finale anche su Pinarello, \u00a0storico marchio delle due ruote da corsa made in italy. 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