{"id":21086,"date":"2016-12-31T10:04:04","date_gmt":"2016-12-31T09:04:04","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/?p=21086"},"modified":"2016-12-31T10:04:04","modified_gmt":"2016-12-31T09:04:04","slug":"norma-unaltra-gimondi-in-corsa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/2016\/12\/31\/norma-unaltra-gimondi-in-corsa\/","title":{"rendered":"Norma, un&#8217;altra Gimondi in corsa"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2016\/12\/norma.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignright size-medium wp-image-21087\" src=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2016\/12\/norma-300x100.jpg\" alt=\"norma\" width=\"300\" height=\"100\" srcset=\"https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2016\/12\/norma-300x100.jpg 300w, https:\/\/blog.ilgiornale.it\/ruzzo\/files\/2016\/12\/norma.jpg 665w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>C&#8217; \u00e8 chi un pezzo del suo destino lo porta scritto nel cognome. Va cos\u00ec. E uno ci prova anche a sfuggirlo ma poi la strada \u00e8 quella&#8230; <strong>Norma Gimondi<\/strong> \u00e8 la figlia di <strong>Felice.<\/strong> Quarantasei anni, avvocato civilista, il ciclismo lo ha respirato da quando era piccolina perch\u00e9 suo pap\u00e0 \u00e8 stato ed \u00e8 il ciclismo. Quello della Bianchi e della Salvarani, con tutte le lettere maiuscole, con le maglie rosa, gialle, iridate. Quello che resta. <strong>Norma Gimondi<\/strong> il prossimo 14 gennaio a Rovereto prover\u00e0 a contare i suoi voti per capire se la volata che ha lanciato a Renato Di Rocco per arrivare prima sul traguardo della Federciclimo che rinnova la carica di presidente sar\u00e0 quella buona. Servir\u00e0 un bel colpo di reni perch\u00e9 la sfida \u00e8 doppia: diventare la prima donna a sedersi su una poltrona cos\u00ec importante dopo 131 anni e cambiare la faccia a un movimento che, come spiega con orobica concretezza, \u00absta perdendo troppe opportunit\u00e0 e ha bisogno di una svolta&#8230;\u00bb.<\/p>\n<blockquote><p><strong>Sa che \u00e8 una strada tutta in salita?<\/strong><\/p>\n<div class=\"teads-inread\">\u00a0\u00abS\u00ec lo so perfettamente. Per\u00f2 sono pronta e poi le salite mi piacciono&#8230; Ho scalato il Mont Ventoux e quando sono arrivata in cima pensando a mio padre e a Pantani mi sono anche commossa&#8230;\u00bb.<\/div>\n<p><strong>Ma questa \u00e8 un&#8217;altra corsa&#8230;<\/strong><\/p>\n<p>\u00ab\u00c8 vero. Ci sono dinamiche elettorali consolidate ma sentivo il dovere di far qualcosa anche perch\u00e9, da quando la notizia ha cominciato a girare, c&#8217;\u00e8 molta gente che mi ferma e mi chiede di provarci\u00bb.<\/p>\n<p><strong>E lei poi \u00e8 un po&#8217; \u00abraccomandata\u00bb&#8230;<\/strong><\/p>\n<p>\u00abDirei proprio di no. Il mio cognome \u00e8 una bella medaglia ma ha due facce. Da una parte mi apre molte porte e mi permette di conoscere gente con pi\u00f9 facilit\u00e0 ma dall&#8217;altra crea spesso un bel po&#8217; di diffidenza. Perch\u00e9 uno si aspetta sempre chiss\u00e0 cosa dalla figlia di Gimondi. E io spendo del gran tempo per conquistare le persone, per far vedere a tutti che sono l\u00ec perch\u00e9 mi chiamo Norma e non perch\u00e9 sono la figlia di Felice&#8230;\u00bb.<\/p>\n<p><strong>E suo padre come l&#8217;ha presa la sua candidatura?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abMio padre non sapeva assolutamente nulla, mi ha spinto un gruppo di amici che avevo conosciuto anni fa a un corso di sport e management del Coni. Mi hanno fatto una corte serrata e alla fine mi hanno convinto. A mio pap\u00e0 l&#8217;ho detto quest&#8217;estate una domenica quando eravamo a tavola. Ha smesso di mangiare, ha alzato leggermente lo sguardo e mi ha detto che era orgoglioso di me&#8230;\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Da dove si comincia?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abIl ciclismo \u00e8 un patrimonio enorme del nostro Paese che va conservato e rivalutato. Si parte da qui..\u00bb.<\/p>\n<p><strong>In pratica?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abIl movimento cresce e va intercettato. Serve una Federazione che sappia attirare le imprese, gli sponsor. Serve un sistema fiscale che non obblighi squadre e atleti ad emigrare all&#8217;estero. Per prima cosa bisogna cambiare lo Statuto, renderlo pi\u00f9 attuale e poi fare in modo che venga aggiornata la legge sul professionismo che \u00e8 del 1981, praticamente un&#8217;altra epoca. Oggi \u00e8 tutto diverso, servono norme che adeguino i contratti dei corridori soprattutto quando vanno a correre fuori dall&#8217;Italia. Ci sono troppi vuoti normativi che si sono creati perch\u00e9 in tutti questi anni il ciclismo \u00e8 radicalmente cambiato\u00bb.<\/p>\n<p><strong>E le piace?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abSinceramente non troppo. Non mi convince del tutto. Mio padre correva da febbraio a novembre ed era sempre in gara, competitivo, non a fare la comparsa. Oggi un campione corre al top quattro settimane l&#8217;anno per vincere una corsa a tappe o qualche classica. Poi basta, si eclissa. Cos\u00ec la gente fa fatica ad appassionarsi e il ciclismo sta perdendo la sua identit\u00e0. Anche le squadre sembrano pi\u00f9 attente al business che alla passione che \u00e8 poi la scintilla che porta la gente sulle strade\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Poi c&#8217;\u00e8 il problema del doping.<\/strong><\/p>\n<p>\u00abPremesso che il ciclismo in questa direzione ha fatto molto e a oggi possiamo tranquillamente dire che \u00e8 lo sport dove ci sono pi\u00f9 controlli, il doping resta un problema. \u00c8 la Wada che detta le linee, le Federazioni devono adeguarsi nel modo pi\u00f9 rigoroso possibile\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Ma il doping c&#8217;\u00e8 anche tra gli amatori&#8230;<\/strong><\/p>\n<p>\u00abQuesto \u00e8 un altro discorso. Il doping tra gli amatori che partecipano alle gare della domenica, alle gran fondo \u00e8 un follia, una distorsione incomprensibile. Va detto per\u00f2 che in Italia anche le gare amatoriali sono troppo agonistiche. In Francia, tanto per fare un esempio, gli appassionati si iscrivono alle gran fondo con tutta la famiglia, pedalano per la gioia di passare una domenica di divertimento, si fermano a fare foto, qualcuno anche a mangiare. Noi invece la prima cosa che facciamo alla fine \u00e8 andare a vedere le classifiche&#8230;\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Andrebbero tolte&#8230;<\/strong><\/p>\n<p>\u00abNo, toglierle \u00e8 eccessivo perch\u00e9 un po&#8217; di agonismo ci vuole. Ma bisognerebbe dare a tutti la possibilit\u00e0 di scegliere un percorso magari pi\u00f9 corto o pi\u00f9 semplice come stanno facendo gi\u00e0 alcune gran fondo importanti. Le gare devono diventare una festa, eventi capaci di coinvolgere anche ciclisti meno allenati, famiglie, giovani\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Per\u00f2 gi\u00e0 a 13-14 anni nelle squadre ci sono ragazzini e genitori che ragionano professionisti&#8230;<\/strong><\/p>\n<p>\u00ab\u00c8 vero ed \u00e8 un errore grave. I giovanissimi che si avvicinano al ciclismo dovrebbero innanzitutto divertirsi. Non dovrebbero esserci direttori sportivi o pap\u00e0 che suggeriscono ruoli e tattiche: come si fa a dire a un ragazzino che deve fare il capitano e a un altro che deve fare il gregario? Che sogno \u00e8? La bici \u00e8 fatica e se un bambino pedalando non si diverte come minimo a quindici anni molla tutto\u00bb.<\/p>\n<p><strong>E poi c&#8217;\u00e8 il problema del traffico sulle strade.<\/strong><\/p>\n<p>\u00ab\u00c8 un problema enorme. Sa che molti genitori non fanno fare ciclismo ai loro figli perch\u00e9 hanno paura a mandarli sulle strade ad allenare. Come si fa a dar loro torto?\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Lei ha una soluzione?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abCredo che una Federazione per far crescere i ragazzi e tenerli nel movimento debba battere altre strade. Promuovere la mountain bike e il ciclocross che permette di farli allenare non sulle statali o sulle provinciali ma su circuiti chiusi e protetti. A Milano ad esempio si potrebbe tranquillamente realizzare un centro di allenamento alla Montagnetta. Poi quando sono pi\u00f9 gradi e sicuri si potrebbe cominciare a portarli in strada\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Ci sono per\u00f2 anche tanti ciclisti che pedalano per fatti loro, non sono tesserati e che per\u00f2 spendono, viaggiano e in Europa muovono un business da 200 miliardi l&#8217;anno&#8230;<\/strong><\/p>\n<p>\u00abS\u00ec, la sfida \u00e8 anche questa. Vanno intercettati. Ci sono movimenti nuovi che non possono pi\u00f9 essere ignorati. Movimenti come l&#8217;Eroica e tutte quelle gare storiche che si stanno moltiplicando in Italia che portano tanti ciclisti nuovi al ciclismo oltrech\u00e9 ricchezza perch\u00e9 intorno alla corsa c&#8217;\u00e8 il turismo, c&#8217;\u00e8 il mercato delle bici storiche, ci sono i collezionisti, c&#8217;\u00e8 la storia di uno sport ha ritrovato una seconda vita\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Le bici elettriche invece sono un altro mondo?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abAssolutamente no. Le e-bike sono un&#8217;opportunit\u00e0 fantastica per avvicinare al ciclismo anche chi proprio non ci ha mai pensato. Persone che mai hanno pedalato e non avevano nessuna intenzione di farlo e invece con una e-bike si ritrovano a fare anche gite di 100 chilometri e poi si appassionano\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Ai \u00abduri e puri\u00bb per\u00f2 non piacciono.<\/strong><\/p>\n<p>\u00abLo so ma sono il modo per far conoscere e apprezzare il ciclismo anche a chi non salirebbe mai su una bici&#8230;\u00bb<\/p>\n<p><strong>Le invece ci sale spesso?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abSi \u00e8 la mia passione, appena posso. Da piccola volevo fare le gare&#8230;\u00bb.<\/p>\n<p><strong>E poi?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abE poi nulla. Mia madre disse che in casa ce n&#8217;era gi\u00e0 uno e bastava. Per\u00f2 qualche soddisfazione me la sono tolta lo stesso e nel 2004 ho vinto i campionati italiani per avvocati e notai&#8230;\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Chiss\u00e0 sua madre?<\/strong><\/p>\n<p>\u00abDiscusse con pap\u00e0. Credo che lui ci tenesse. Le disse: Te l&#8217;ho detto che dovevamo farla correre\u00bb.<\/p><\/blockquote>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><p>C&#8217; \u00e8 chi un pezzo del suo destino lo porta scritto nel cognome. Va cos\u00ec. E uno ci prova anche a sfuggirlo ma poi la strada \u00e8 quella&#8230; Norma Gimondi \u00e8 la figlia di Felice. Quarantasei anni, avvocato civilista, il ciclismo lo ha respirato da quando era piccolina perch\u00e9 suo pap\u00e0 \u00e8 stato ed \u00e8 il ciclismo. Quello della Bianchi e della Salvarani, con tutte le lettere maiuscole, con le maglie rosa, gialle, iridate. Quello che resta. 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